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San Valentino è alle porte ma in termini di emozioni e batticuore difficile trovare una due giorni più intensa e gratificante della presentazione internazionale Focus RS organizzata dalla Ford a Valencia. [caption id="attachment_5511" align="alignnone" width="650"] Driving the Rs[/caption] 1: Rivoluzione RS - La nuova Ford Focus RS è la hot hatchback con cui tutte le compatte ad alte prestazioni dovranno misurarsi. Spinta dal motore turbo eco-boost da 2.3 litri e 350 cavalli, la RS ha un telaio sublime, 4 ruote motrici, gomme Michelin, freni specifici,  performance da vera sportiva - 0 a 100 è storia in 4.7 secondi e la velocità massima di 265 orari - e quattro differenti modalità di guida. [caption id="attachment_5509" align="alignnone" width="650"] Alla guida tra le montagne attorno a Valencia[/caption] 2: The Ken Bloch Legacy - Plasmata dai rally e dalle manovre dello stunt drive Ken Bloch, la Focus RS è la prima automobile al mondo con modalità "drift"; un programma specifico dedicata all'arte delle derapate che alleggerisce sterzo  sospensioni inviando la potenza prevalentemente al posteriore per trascorrere ore ed ore di traverso. [caption id="attachment_5508" align="alignnone" width="650"] Sideways in Valencia[/caption] 3: Time Attack al Ricardo Tormo: Il circuito evoca pessimi ricordi (vedere alla voce mondiale scippato a Valentino Rossi) ma affrontare la pista di Cheste a bordo della Ford Focus Rs è un concentrato di adrenalina e divertimento. Guidando in modalità  "track" la RS è precisa, bilanciata e prevedibile mentre la trazione integrale Ford è riuscita nell'ardua impresa di annientare il sottosterzo. [caption id="attachment_5512" align="alignnone" width="650"] Al Ricardo tormo[/caption] 4: Quattro auto in una - Relativamente comoda nel quotidiano, coinvolgente sul misto, rapida in pista ed esilarante nelle rotonde. Ed a tutto ciò si aggiunge l'innegabile praticità di una compatta a cinque porte. [caption id="attachment_5513" align="alignnone" width="650"] Generazione RS[/caption] 5: Cena stellata al Mercado Colon - Essendo la RS equipaggiata con pneumatici Michelin, in occasione del lancio l'azienda francese ha organizzato una cena da Ricard Camarena - 1 Stella Michelin - all'interno del magnifico Mercado Colòn nel quartiere dell'Eixample. [caption id="attachment_5504" align="alignnone" width="650"] Carciofi e tartufo[/caption] 6: Notte al Westin - Atmosfere moresche, heavenly bed per dormire il sonno dei giusti, lusso, comfort e servizi di alto livello. Il Westin di Valencia, situato accanto ai Giardini del Turia ed a pochi minuti a piedi dalla Città della Scienza e delle Arti di Calatrava, è uno degli indirizzi più cool della terza città spagnola. [caption id="attachment_5507" align="alignnone" width="650"] Westin Valencia[/caption]

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La sportiva coupè più venduta e longeva di tutti i tempi è tornata e - non poteva essere altrimenti trattandosi del modello di punta Porsche - l'auto è ancora più contemporanea, veloce, esteticamente avvincente e tecnicamente all'avanguardia. Per scoprire quali migliorie dinamiche renderanno l'esperienza Carrera 911 ancora più esaltante, dovremmo attendere il primo test drive ma nell'attesa ecco qualche dato per sognare. [caption id="attachment_5073" align="alignnone" width="460"] Dati tecnici della nuova Porsche 911 Carrera S[/caption] La novità più eclatante - oltre ad aver appena scoperto che un colibrì batte le ali 3000 volte al minuto mentre la turbina della nuova 911 gira per ben 200,000 volte ogni 60 secondi - è appunto l'introduzione di motori turbo in sostituzione degli aspirati precedenti. Propulsori che mettono il segno più sulle performance e il trattino meno sui consumi (meno 12% circa). Il Carrera sarà spinto dal 3.0 bi-turbo da 370 cavalli e 450 newtometri di coppia mentre il Carrera S adotterà lo stesso motore elevato a 420 cavalli di potenza e 500nm per scattare da o a 100 in appena 3.8 secondi e di toccare i 308 km/h di velocità massima. [caption id="attachment_5072" align="alignnone" width="650"] La nuova Carrera S 911[/caption] Se a prima vista l'intramontabile silhouette della 911 resta più o meno inalterata, uno sguardo più approfondito rivela numerosi interventi di natura estetica e stilistica. Le evoluzioni riguardano ovviamente anche gli interni e per la prima volta nella storia, il Carrera 911 avrà di serie il Porsche Active Suspension Management. [caption id="attachment_5074" align="alignnone" width="650"] Gli interni della nuova Carrera 911[/caption]

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Le Madonie a pastelli primavera, il profumo dei gelsi nelle foreste, borghi immobilizzati nel tempo e primordiali rocce che diradano in seducenti colline fino ad accarezzare il mare. Azzurro, luccicante e illuminato da quella straordinaria luce che solo la Sicilia conosce. Ce n’è abbastanza per rimanere folgorati sulla via di  Caltavuturo. Ma se a questo spettacolo si aggiungono le strade della Targa Florio e più di 2000 curve d’affrontare al volante della nuova Porsche 911 Targa Gts, l’esperienza va oltre il memorabile e diventa ad una delle cose per cui vale la pena vivere. [caption id="attachment_4521" align="alignnone" width="650"] Tra gli alberi delle Madonie[/caption] Per molti aspetti, credo di non aver mai preso parte ad un test-drive così bello. O quantomeno così nostalgico e teatrale in un alternarsi di memorie storiche, sussulti, cultura e tradizioni. Perché al di là dei paesaggi maestosi e della confortevole adrenalina che arriva puntuale – insieme a quel senso di felicità ed eccitazione – con il privilegio di guidare le sportive Porsche, il revival della Targa Florio organizzato dalla casa di Zuffenhausen è stata un tuffo nella di macchina del tempo nel cuore di un'affascinante epoca che purtroppo non si ripeterà più. [caption id="attachment_4522" align="alignnone" width="650"] I paesaggi lungo la strada tra Cerda e Collesano[/caption]   [caption id="attachment_4527" align="alignnone" width="650"] L'anello ad alto rischio con le tappe della Targa Florio[/caption] Quella delle corse stradali ad alto rischio, su asfalti spietati e lisci come il marmo,  tra curve cieche, tornanti, ripide salite e transiti nei paesi del Parco delle Madonie. Centinaia di chilometri percorsi in apnea, con medie orarie anche di 129 km/h (la Porsche 908 Spyder vincitrice nel 1969 per esempio) su anguste corsie senza via di fuga o barriere dove ogni errore o distrazione poteva essere pagata con la vita. [caption id="attachment_4523" align="alignnone" width="650"] Il cockpit della Porsche 908 Spyder[/caption] Prima del revival, non avevo mai esplorato i risvolti della Targa Florio o i suoi significati per la Sicilia, gli uomini e i costruttori che ne presero parte. Dopo l’evento ho capito perché questa gara è entrata nella leggenda e perchè veniva considerata come la corsa stradale più dura del mondo. Oltre alla pericolosità delle strade ed al sovrumano, e sottolineo sovrumano, sforzo per mantenere il cervello in perfetto equilibrio tra assoluta velocità e inscalfibile concentrazione, bisogna pensare che le auto con cui correvano i piloti, erano rigide, rabbiose, prive di ogni orpello elettronico o dispositivo di sicurezza. [caption id="attachment_4524" align="alignnone" width="650"] Le tribune di Cerda; fino al 1973 partenza e arrivo della Targa Florio[/caption] [caption id="attachment_4525" align="alignnone" width="650"] Il paese di Catavulturo nel parco delle Madonie[/caption] Roba da eroi insomma, niente di più e niente di meno. Con intorno una Sicilia immobile, antica e così bella da scaldare il cuore e rasserenare lo spirito. Volete un’idea per il weekend del 1 Maggio? Prendete un aereo per Palermo, affittate una macchina, fermatevi alle tribune di Cerda e iniziate la salita verso un paradiso diverso. E quando sarà ora di tornare a valle, tra foreste tinte di giallo inebriate dal profumo dei fiori, concludete la giornata al Museo Targa Florio di Collesano;  intimo custode di sorpassi, imprese, fotogrammi, reperti e memorie di un autentico, e forse sottovalutato, patrimonio storico-culturale italiano. [caption id="attachment_4526" align="alignnone" width="650"] La Cayman Gts verso l'apice delle Madonie[/caption]

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Personalizzazioni di un altro pianeta; paragonabili solo a quelle offerte da mastodontiche ammiraglie come Rolls Royce, Bentley e Mayback, che però non possono applicarle a sportive del calibro della 911. Benvenuti nell'universo di superlativi firmato Porsche Exclusive; un luogo dove la perfezione sembra essere giudicata come qualcosa di appena sufficiente. [caption id="attachment_4489" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Panamera Exclusive[/caption] Questa è stata la sensazione predominante della mia prima visita al Quartier Generale Porsche di Zuffenhausen, che ho visitato qualche giorno fa per seguire la presentazione della Panamera Executive Exclusive Series per Tg2 Motori. Che in sintesi, partendo dalla base della Turbo S con passo allungato e spinta dal poderoso 4.7 litri V8 da 570 cavalli, propone - in una edizione speciale limitata a soli 100 esemplari nel mondo - una serie di pregiati innesti estetici/meccanici/tecnologici completati a mano in una sontuosa post-produzione. [caption id="attachment_4490" align="alignnone" width="650"] Carrozzeria bicolore graduale per la Panamera Executive[/caption] Quindi il prezzo finale decolla a 258.000 euro ed alla selleria più morbida e selezionata al mondo, si aggiunge la carrozzeria bi-colore graduale verniciata a mano, un set di cinque valige in tinta, targhe smaltate ed un impianto d'intrattenimento con due schermi ad alta definizione con connessione internet, dvd e telecamera integrata per eventuali video conferenze in movimento. Cosa essenziali per i facoltosi uomini d'ffari (su tutti americani e cinesi) che acquisteranno l'esclusivo modello. [caption id="attachment_4491" align="alignnone" width="650"] Tutta la linea Exclusive è completata a mano[/caption] I lindi, oridinati e rigorosi spazi dedicati al completamento dele Executive Series Porsche  sono in bilico tra atelier artigianali e avanzati laboratori di scienza. Le possibilità di personalizzazione sono prossime all'infinito. Per intenderci, la casa tedesca è in grado di offrire ai suoi clienti - che in alcuni cosi vogliono la macchina delo stesso colore del rossetto della moglie o di un piatto che hanno a casa (non scherzo!!) - 80,000 diverse soluzioni solo per quanto riguarda la pelle ed una miriade di altri elementi preparati su richiesta quali placche, cerchi, sigle, tweaks ai propulsori e via dicendo. [caption id="attachment_4492" align="alignnone" width="650"] La placca è smaltata a mano utilizzando strumenti di precisione[/caption] Alcuni modelli della Exclusive Series sono esposti nel Museo Porsche - meraviglia architettonica di specchi concavi convessi, vetrate e colate di cemento obliquo - altre, come la strepitosa Club Coupè (foto sotto) era parcheggiata all'ingresso accanto ad altri memorabili variazioni sul tema 911. Casa Porsche non finisce davvero mai di stupire. [caption id="attachment_4493" align="alignnone" width="650"] 911 Club Coupè; un gioiello[/caption]  

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Dicono che è sempre meglio non guidare i propri eroi. E anche che una volta, con l'elettronica agli albori ed un terzo pedale da calpestare con il piede sinistro, le macchine erano molto più divertenti, dirette e immediate. Tutti discorsi spazzati via dall'arrivo dell'epica Porsche Cayman GT4, che senza girarci troppo intorno - e dopo averla guidata sul piuttosto terrorizzante circuito di Portimao - è una delle sportive (sportive a due posti non supercar!) migliori di sempre. [caption id="attachment_4357" align="alignnone" width="650"] Full gas a Portimao[/caption] La GT4 è la sorellina minore della leggendaria 911 GT3 Rs con cui condivide le sospensioni anteriori, gli avviluppanti (ma inspiegabilmente comodi) sedili in carbonio, altri componenti tecnici  e sopratutto l'approccio alla guida; che nella filosofia dei ragazzi del Porsche Motorsport dev'essere qualcosa di puro, autentico e non filtrato per la massima connessione tra uomo e macchina. Quindi praticamente l'opposto di ciò che accade nell'automobilismo contemporaneo. [caption id="attachment_4358" align="alignnone" width="650"] La Cayman affronta la curva quattro di Portimao[/caption] Mentre la prima Cayman GT della storia Porsche è un auto viva, animata, elettrizzante e costruita come da pagina uno capitolo uno della guida sportiva; perchè le ruote davanti girano, quelle posteriori spingono e l'essere umano siede tra il motore (centrale) ed il cambio; un manuale a sei marce dagli innesti rapidi e compatti (ma dai rapporti un pò lunghi ndr) che riporta indietro nel tempo. [caption id="attachment_4359" align="alignnone" width="650"] Sedili in carbonio della GT3, cambio manuale, volante sportivo[/caption] Se poi, a questo perfetto mix, si aggiungono freni carboceramici, pneumatici Michelin e telaio sviluppati ad hoc, una ineccepibile efficacia aerodinamica, uno sterzo reattivo e chirurgico e la spinta del melodico sei cilindri boxer aspirato da 3.8 litri del Carrera S con 385 cavalli di potenza e 420 newtonmetri di coppia, il risultato è un tempo da 0 a 100 di 4,4 secondi, 295 orari di velocità massima, una precisione di guida ai massimi livelli ed un divertimento che scendere dall'abitacolo e salutare l'auto è una sorta di trauma. [caption id="attachment_4361" align="alignnone" width="650"] Gli spettacolari sali e scendi di Portimao[/caption] Ed il bello è che non bisogna essere piloti professionisti per godersi la Cayman GT4 - neanche tra le curve cieche di Portimao - perchè la potenza è tanto avvincente per quanto gestibile e la perfetta distribuzione dei pesi (come l'assoluta qualità del progetto applicata a tutto ciò che è performance) fa si che del controllo di trazione e stabilità non ci sia mai veramente bisogna. Certo se uno ha il "manico" per "staccare" tutto in una pista come Portimao si si può scegliere se disegnare traiettorie in punta di dita ed attaccare il cronometro oppure intraversarsi allegramente colorando l'asfalto con lunghe virgole nere. [caption id="attachment_4363" align="alignnone" width="650"] Full gas nel rettilineo di Portimao[/caption] E comunque, al di là delle individuali preferenze dinamiche – c’è chi predilige il posteriore che perde aderenza e chi trova piacere nell’affrontare curve da brivido con il gas completamente spalancato (entrambe cose che danno un gran gusto) - ciò che secondo me più conta è come l’auto ti fa sentire, se c’è una sorta di x-factor, se ogni sessione di guida è un evento da ricordare e se la macchina, pur avendo una sua teatralità, offre la reale possibilità di essere portata a spasso tutti i giorni. Negli spostamenti brevi come nei viaggi. E con la Cayman GT4 la risposta è assolutamente si. [caption id="attachment_4364" align="alignnone" width="650"] L'alettone posteriore della GT4[/caption] Perché l’ultimo gioiello di Zuffenhausen, con il suo sterzo rapido e reattivo, l’assetto ribassato di 30mm, sospensioni che leggono la strada come un libro aperto ed un telaio trionfale, sa essere emozionante in pista ma anche facile da utilizzare nel quotidiano. Perché le capacità di carico sono quelle della Cayman “tradizionale” (quindi eccellenti in relazione all’architettura), il sound del boxer è presente ma sottocoppia ed a velocità autostradali tutt’altro che invasivo, le tecnologie all’interno sono funzionali ed intelligentemente disposte, e anche se l’impostazione è necessariamente rigida, dopo molte ore al volante non si hanno lombi infiammati e vertebre logore. [caption id="attachment_4365" align="alignnone" width="650"] I sedili sportivi della Cayman GT4 sono arrivano dala 911 GT3 RS[/caption] Ed è questa l’eccezionalità della GT4, che con un prezzo base di 89,000 euro è un affare. Perché nel mondo delle alte prestazioni per avere emozioni simili bisogna pagare cifre ben più alte. E mica detto che in cambio otterrete le stesse soddisfazioni. Non a caso il principale problema della Porsche con l’epica Cayman GT4 è quello di riuscire a produrre un numero sufficiente di unità per soddisfare la già enorme richiesta. [caption id="attachment_4366" align="alignnone" width="650"] Scene di guida da Portimao con Porsche Cayman GT4[/caption]

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Hippies, feste, sessioni di surf e da ieri notte piccoli grandi scampoli di MotoGp. L'iconica isola tropicale di Bali è stata infatti scelta dalla Honda come sede della sua presentazione più importante. Quella dedicata alla RC213V; la moto con cui Re Marc Marquez difenderà il titolo di campione del mondo in carica nella prossima stagione di MotoGp, e con la quale il timido Dani Pedrosa tenterà di sbarazzarsi della poco edificante etichetta di eterno secondo. [caption id="attachment_4170" align="alignnone" width="650"] I centauri Honda, la RC213V e una maschera balinese[/caption] Fatta eccezione per la scritta Red Bull più imponente, le Honda, almeno a livello estetico, restano sostanzialmente invariate. Per capire l'entità dei progressi tecnici bisognerà invece attendere fino a mercoledi prossimo quando scatteranno i primi test 2015 a Sepang. Dove sarà interessante capire se Pedrosa trarrà beneficio immediato dalla sostituzione di buona parte degli uomini nel suo box. Il team di Marquez resta inalterato ed è quello con cui il "Cabroncito" ha dominato in lungo e in largo il Mondiale 2014. D'altronde squadra che vince non si cambia; ed il discorso vale anche e sopratutto per la Honda che per tre volte negli ultimi quattro anni, si è aggiudicata il titolo piloti, marche e costruttori.  [caption id="attachment_4171" align="alignnone" width="650"] Il Campione del Mondo Marquez e la sua Honda[/caption] La scelta dell'Indonesia, ha molto a che fare con il marketing in quanto il paese è uno dei maggiori mercati mondiali delle due ruote. Tesi coadiuvata da Livio Suppo, Manager della Hrc, che ha spiegato come "la MotoGp abbia moltissimi fans in'Indonesia e dunque speriamo di correrci un gran premio in futuro".  Cosa che, considerando il peso specifico e politico della Honda all'interno del Motomondiale, probabilmente accadrà. [caption id="attachment_4173" align="alignnone" width="650"] Il Team Honda Hrc al gran completo in quel di Bali[/caption] E' stata una lunga e impegnativa pausa invernale e ora non vedo l'ora di iniziare la stagione - ha raccontato il campione del mondo da Bali - ed è bello presentare le nostre nuove moto in Indonesia, insieme al nostro partner Astra Honda, e con un bellissimo panorama di sfondo. E' la mia prima volta qui a Bali ed è meraviglioso vedere tutti i tifosi qui e sentire il loro entusiasmo per la MotoGP. Domani si parte per la Malesia, mi sono allenato molto durante il mese scorso per prepararmi per questi primi due test di Sepang e sono felice di essere con il mio team per vedere come va la nuova moto dopo test di Valencia".    

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Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e la Yamaha ripartono da Madrid, sede della presentazione per la sfavillante M1 2015. La moto con cui il Dottore e "Por Fuera" cercheranno d'interrompere il dominio del fenomenale Marc Marquez su Honda Reposol. Missione ostica ma non impossibile considerando i progressi della scuderia d'Iwata nella seconda parte del 2014. E missione possibile sopratutto perche Lorenzo e Rossi sono due fuoriclasse assoluti. [caption id="attachment_4149" align="alignnone" width="620"] Flirt e presentazioni[/caption] "L'uomo da battere è sicuramente Marc - racconta Valentino dopo aver rimosso il velo alla sua nuova compagna di viaggio - ma io metto Jorge sullo stesso piano. Sarà molto importante essere incollato ai primi dal pronti via e per fare ciò, questo inverno mi sono allenato tantissimo per arrivare ai primi test di Sepang (in programma dal 4 al 7 Febbraio ndr) in piena forma e dove finalmente proverò la M1 2015". [caption id="attachment_4145" align="alignnone" width="620"] La Yamaha M1 2015 del Dottore[/caption] L'obbiettivo del nove volte Campione del Mondo è la conquista del decimo titolo "e so che per riuscirci devo fare altri passi avanti" concede Rossi, che aggiunge "il Qatar si adatta bene alla nostra moto e dunque credo che sarà possibile fare una buona partenza, ma sarà altrettanto fondamentale essere competitivi nei primi tre gran premi in per poi arrivare alle gare europee con una buona posizione in classifica". [caption id="attachment_4152" align="alignnone" width="650"] Rossi e Lorenzo e la Yamaha M1[/caption] Valentino ha parlato anche del suo rapporto con Lorenzo, che è decisamente progredito rispetto ai primi anni del maiorchino con la scuderia d'Iwata: "Con Jorge non formiamo solo un bel team ma abbiamo anche una lunga relazione scandita da buoni risultati raggiunti assieme e tante battaglie. Avere Lorenzo come compagno di squadra è  una grande motivazione che mi aiuta a rimanere ad alti livelli. Lavoriamo insieme per migliorare la moto ma al tempo stesso siamo grandi rivali". [caption id="attachment_4147" align="alignnone" width="620"] Jorge e la M1 2015[/caption] Lorenzo invece,minimizza il fattore "rivali" e spiega di "concentrarsi sopratutto sul come migliorare" per poi sottolineare di non "essermi mai allenato come in questo inverno. L'anno scorso sono partito male ma ho concluso la stagione molto bene. Sarà importante arrivare sempre a podio e poi vedremo dove sarò alla fine. Marquez ha fatto una grandissima stagione e anche Rossi è andato forte. Il futuro però è imprevedibile e io ho ottime sensazioni".

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Ognuno ha il suo modo d'interpretare il futuro e quello di Audi passa attraverso una RS7 pilotata da un cervello elettronico soprannominato Bobby dai programmatori di Inglostadt. Una sorta d'intelligenza artificiale che a qualcuno ricorderà il celebre computer Al di 2001 Odissea nello Spazio. [caption id="attachment_3984" align="alignnone" width="650"] Algebra e tecnologia per la RS7 concept[/caption] Anche se in questo caso non si tratta della macchina che prevarica l'uomo, ne di esplorare i limiti dell'universo quanti di un complesso esercizio tecnico finalizzato alla guida autonoma. L'auto che si guida da sola - uno dei marco temi del prossimo decennio non solo a livello tecnologico ma anche etico, sociale e legislativo - è comunque sempre più vicina a diventare realtà. Anche se allo stato attuale non esistono infrastrutture di supporto all'altezza ed in quasi tutti i codici postali del pianeta, la macchina che gironzola senza pilota è fuorilegge. [caption id="attachment_3982" align="alignnone" width="650"] Il sistema di controllo per spegnere Bobby nel caso d'imprevisti[/caption] Detto ciò, la giornata trascorsa al fantasmagorico Ascari Race Track di Ronda a bordo dell'Audi RS7 Concept pilotata da "Bobby" è un importantissima e privilegiata finestra sul futuro  dell'automobilismo. Ed anche un'esperienza più unica che rara. Perchè questa particolare versione della berlina-coupè tedesca con telecamere 3D al posto degli occhi, un gps differenziale elettronico con connessione radio e wifi per la massima precisione ed un bagagliaio stipato di cavi in modo da elevare l'esistenti tecnologie relative alla sicurezza a versioni 2.0, non è certo scesa in pista per "pascolare" quanto per pensare, adeguarsi, decidere e stampare giri (abbastanza) veloci in sequenza con assoluto controllo delle dinamiche di guida. [caption id="attachment_3983" align="alignnone" width="650"] Il bagagliaio è pieno di cavi per elevare i sistemi di sicurezza a versioni 2.0[/caption] Bobby non è ancora in grado di reagire agli imprevisti esterni (nel senso che non riuscirebbe ad evitare una lepre che attraversa la pista) ma se riconosce l'ambiente circostante e le linee di demarcazione del percorso, il computer ha una padronanza dei sistemi elettronici analoga se non superiore a quella di molti essere umani che non fanno i piloti per mestiere. Ecco alcuni esempi; se la traiettoria è sbagliata Bobby la corregge, se l'auto sovrasterza il volante gira nel senso opposto, se l'auto perde aderenza il computer sa esattamente come ripristinare il grip e non appena possibile la centralina è programmata per utilizzare tutti e 560 i cavalli e sfruttare al massimo l'esuberanza del 4000 V8 a benzina. [caption id="attachment_3985" align="alignnone" width="650"] La RS7 affronta la parabolica del'Ascari a tavoletta[/caption] Vivere il time attack della la RS7 Concept da passeggero è dunque abbastanza esaltante e sbalorditivo, anche se fatta eccezione per i rettilinei, l'auto è programmata per non rischiare troppo e non pizzicare i cordoli. Infatti, in un ipotetica sfida contro l'essere umano il ritardo di Bobby  di circa cinque secondi a giro. [caption id="attachment_3979" align="alignnone" width="650"] Il confronto tra uomo e macchina all'Ascari Race Track[/caption] Ma non è certo questo il punto. Il track day all'Ascari con la RS7 autopilotata è uno dei primi veri passi tangibili verso lo sviluppo della guida autonoma. Che in determinati contesti (parcheggio, traffico, lunghi viaggi in autostrada) potrà alleviare le fatiche del conducente incrementando sicurezza ed efficienza della viabilità collettiva. [caption id="attachment_3986" align="alignnone" width="650"] La RS7 di Bobby e la RS7 con essere umano al posto guida tra le curve dell'Ascari[/caption] Audi precisa che anche quando le leggi supporteranno l'autopilota, l'uomo potrà sempre guidare e se siete giustamente restii ad affidarvi ad un cumulo di cavi per i vostri spostamenti con tutte le variabili che la strada presenta, bisogna comunque considerare e sapere che  il 90 percento degli incidenti sono causati dall'errore umano (e l'ascesa degli smartphone di certo non aiuta). E dunque, questo spin-off della intelligenza artificiale applicata alle auto, potrebbe davvero migliorare la vita di molti. Anche se in alcuni posti - vedi Roma - è davvero difficile pensare che un cervello elettronico possa orientarsi e decidere per il meglio se circondato dal caos. Ma questa è un'altra storia che non riguarda la tecnologica quanto la coscienza e l'educazione civica del paese. [caption id="attachment_3987" align="alignnone" width="650"] La RS7 con l'Ascari Race track sullo sfondo[/caption]

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Tre è il numero perfetto ed il nuovissimo Yamaha Tricity - per quanto riguarda la mobilità urbana, si avvicina molto al concetto di perfezione. Perche è stabile, comodo, sicuro e piuttosto divertente da guidare. In più, considerando la qualità complessiva del progetto e le finiture estetiche e tecnologiche, il prezzo di 3490 euro è assolutamente competitivo.  [caption id="attachment_3695" align="alignnone" width="650"] Design e architettura contemporanea per il Tricity by Yamaha[/caption] Ma oltre al listino, quali sono i vantaggi del Tricity rispetto agli altri multi-ruota esistenti? La leggiadria innanzitutto, dato che l'ultimo prodotto "cittadino" dei tre diapason, con 152 kg di peso in ordine di marcia, è il più leggero tra gli scooter a tre ruote. E anche quello con le dimensioni più contenute. Due aspetti che applicati all'utilizzo quotidiano, si traducono in una guidabilità più facile, immediata e intuitiva. Poi c'è la tecnica; e quella del Tricity è davvero all'avanguardia. Le due ruote anteriori sono splendidamente gestite dal Leaning Multi Wheel; un brevetto specifico al progetto che unisce direzionalità e comfort attraverso un'innovativa forcella a quattro steli. E quindi si possono fare delle gran pieghe (con angoli molto ma molto più ampi rispetto alla foto sotto) in tutta sicurezza e senza un filo di saltellamento. [caption id="attachment_3696" align="alignnone" width="640"] Tricity in action[/caption] Per guidare il Tricity è sufficiente la patente B, dato che lo scooter è spinto da un motore da 125cc con 11 cavalli. Un propulsore più che adatto ai continui scatti in città e che fino ai 70 orari (poi viene a mancare un pò di allungo) garantisce tutta la potenza che serve. Per quanto mi riguarda, gli unici limiti sono la seduta leggermente inclinata in avanti - quindi se si è alti capita di toccare il retroscudo con le ginocchia - e un assetto leggermente rigido sul posteriore. Tuttavia va detto che ho guidato il Tricity a Roma, città che regredisce in modo costante e inesorabile e che in alcune piazze del centro metterebbe a dura prova anche le sospensioni di una Rolls Royce Phantom. Per il resto sul Tricity funziona tutto a meraviglia; nel sottosella c'è spazio per una catena e un casco integrale, l'impianto frenante (due dischi anteriori e uno posteriore) denominato "UBS"stoppa" il mezzo in modo efficace e progressivo e il design - che ricorda un pò le piccole astronavi del mitico Wipeout su Play Station 1 - è azzeccato e contemporaneo. Brava Yamaha; gran bel prodotto!  

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Scatti funky, prototipi, design, tendenze e serie speciali. Ecco una gallery fotografica di alcune curiosità raccolte al Salone dell’Automobile di Parigi. La foto di copertina arriva dal padiglione Fiat disegnato da Ron Harad (vedere sedie dietro) in occasione del lancio della 500X. [caption id="attachment_3685" align="alignnone" width="650"] Lo stand VW a Parigi 2014[/caption] L’immagine sopra è uno scatto dal faraonico e divertente spazio Volkswagen con I-Pad su ruote che circolavano tra i tanti modelli accompagnati dalle note di un bel blues parigino. L’auto che vedete dietro ai musicisti, ed in primo piano qui sotto, è un’interessantissimo prototipo di una piccola e ultraleggera supercar (che potrebbe anche essere prodotta in serie) spinta dal bicilindrico Ducati a distribuzione desmodromica.   [caption id="attachment_3686" align="alignnone" width="650"] La VW con motore desmodromico 1.2 Ducati[/caption] Doppio intervallo nostalgico con questa mitica Formula 1 Honda degli anni 70’ e la Project by Jaguar; una serie speciale prodotta in 200 esemplari che al design della strepitosa F-Type aggiunge richiami della leggendaria Jaguar Racing Car degli anni 60. [caption id="attachment_3688" align="alignnone" width="650"] La mitica Honda F1 degli anni 70'[/caption] [caption id="attachment_3687" align="alignnone" width="650"] Serie limitata da 200 esemplari; la Jaguar Project[/caption] Chiusura con il riuscito escamotage Lexus per attrarre obbiettivi sulle proprie auto. Piaccia o meno, la fanciulla con capigliatura cyborg-punk agghindata di lucide lamiere si è rivelata davvero un’ottima esca. [caption id="attachment_3689" align="alignnone" width="650"] Cyber-punk; Lady Lexus a Parigi[/caption]

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La Semain des defilèes prima e il Mondiale de l’Automobile poi. E quindi serate glamour, passerelle, bellissime ragazze e splendide fuoriserie.  Nelle ultime due settimane, Parigi ha alternato eccellenze sartoriali ad una nuova elettrizzante schiera di supercar presentate da pochissimo negli sconfinati padiglioni di Porte de Versailles. Tra le novità più attese della rassegna parigina c'era sicuramente la prima Lamborghini ibrida della storia;la Asterion LPI 910-4; un bolide costruito in fibra di carbonio con gruppi ottici in titanio e carbonio forgiato ed una potenza complessiva di 910 cavalli. I primi 61o sono cortesia del motore V10 da 5200cc mentre il resto della cavalleria è generato non da uno ma da ben tre motori elettrici. Per il momento questo gioiello della tecnica contemporanea è un esercizio di stile ma in Lamborghini promettono che può già essere prodotto in serie. Se davvero è così non vediamo l'ora di guidarla. [caption id="attachment_3675" align="alignnone" width="650"] L'Asterion; performance scultoree[/caption] E così per la sublime Mercedes AMG GT. Una sportiva coupè (potete vederla come una piccola SLS senza le ingombranti ali di gabbiano) progettata anche per rubare qualche cliente alla Porsche 911.  Impresa tosta ma non impossibile perché la GT di Stoccarda è comoda, veloce (motore V8 biturbo da 4 litri e 510 cavalli per 310 orari di velocità massima) e dal vivo è veramente molto molto bella con proporzioni eleganti ed equilibrate. O in una parola stellare! Passiamo al Regno Unito; con Windsor che incontra il TGV per un auto davvero sui generis. Trattasi della modesta Bentley Mulsanne Speed. La versione più prestazionale dell’ammiraglia inglese è un palazzo extra lusso su ruote in grado di passare 0 a 100 di 4.9 secondi per 305 orari di velocità massima grazie al ciclopico V6 da 6.75 e 530 cavalli. In attesa di provarla e sentire il bi-turno ruggire, quello che per il momento lascia a bocca aperta sono gli interni. Se vi piace preparate un assegno dai 320,000 euro in su.   [caption id="attachment_3680" align="alignnone" width="650"] I sontuosi interni della Mulsanne con ipad integrati[/caption] La novità (perche ai Saloni una qualche novità bisogna portarla) in casa Ferrari è la 458 Speciale A (dove A sta per Aperta ndr) con tetto retrattile in alluminio che scompare in 13 secondi ed un V8 da 4.5 litri potenziato a 605 cavalli. Che poi è il propulsore con il più alto rapporto cavalli/litri in circolazione. E quindi, partendo da ferma, la 458 Speciale A arriva a 100 orari in 3 secondi netti e s’un rettilineo abbastanza lungo può toccare i 325 orari.  

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Pochi giorni fa ho provato la Golf GTE nella maniacalmente ordinata Zurigo; città sicuramente giusta per testare un auto ibrida date le feroci restrizioni relative ai limiti di velocità (tipiche dell'intransigente Svizzera) e qualche  bella strada nei colli attorno al lago per provare l'handling della prima plug-in hybrid by Golf. Ma andiamo per ordine partendo dai numeri - sempre importanti - che danno il metro della potenza di fuoco del colosso di Wolfsburg. Con l'arrivo dell'alimentazione plug-in hybrid, la Golf diventa infatti la prima auto al mondo ad offrire quasi tutti i tipi di propulsione (diesel, benzina, metano, elettrica ed ibrida) ai propri clienti, che possono anche scegliere tra diversi tipi di architetture (classica, variant, sportsvan). [caption id="attachment_3597" align="alignnone" width="1024"] Alla guida delle GTE sul lago di Zurigo[/caption] La Golf GTE arriverà in'Italia a Gennaio con prezzi intorno ai 37,000 euro e devo dire che per sensazioni al volante e tecnologia è più vicina - facendo ovviamente le debite proporzioni - alla Panamera Hybrid piuttosto che ad una Toyota Prius. I due motori (il 1.4 TSI a benzina e quello elettrico) lavorano e si alternano in totale armonia; in città, partendo con le batterie completamente cariche (operazione che può essere effettuata con la presa di casa) bastano 1,6 litri (più il costo dell'elettricità) di carburante per coprire 100 km. E la prima metà dei quali è percorribile in totale silenzio e con emissioni pari a zero. [caption id="attachment_3601" align="alignnone" width="1024"] La GTE nelle strade del Lago di Zurigo[/caption] Poi, quando si ha voglia di correre, basta premere il pulsante GTE accanto al cambio DSG ed i cavalli a disposizione sono ben 204 per 350 newtonmetri di coppia. E quindi si passa da 0 a 100 in 7,6 secondi fino a un velocità massima di 217 orari.  Prestazioni da piccola sportiva con un feeling al volante  vicino - ma non certo uguale - a quello della GTI da 200 cavalli. La GTI è infatti più agile, leggera, reattiva e frizzante. Più hot hatcback insomma, anche se ovviamente consuma molto ma molto di più della GTE. Che ha un'autonomia totale di su per giù 940 km, ed in questo caso, mettendo la leva del cambio in posizione B, che ricarica le batterie ad ogni rilascio (e sempre in frenata) la media consumi si aggira attorno ai 25km con un litro. [caption id="attachment_3598" align="alignnone" width="1024"] Gli interni tartan della Golf GTE[/caption] La GTE mi è piaciuta anche per i dettagli estetici, con lampi blu su calandra, sigla e interni, dove anche la classica tappezzeria tartan, è stata riadattata alle cromie che VolksWagen associa ad ecologia ed eco-compatibilità. Insomma un gran bel prodotto anche se sicuramente di nicchia.

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Una ventiquattrore memorabile; in alcuni dei luoghi più belli della Spagna guidando una delle macchine più armoniche, coinvolgenti e proporzionate di sempre; la nuova, sontuosa, emozionante Jaguar F-Type Coupè. Un capolavoro estetico da vivere e osservare con una silhouette fluente ed una forma quasi animata. La F-Type coupè potrebbe essere definita organica, perche la carrozzeria sembra subire piccole metamorfosi a seconda dell'angolo da cui la si osserva (ammira) e come raramente capita, l'auto è meravigliosa da ogni prospettiva. Ed anche molto veloce, sopratutto quando c'è la lettera R a completare la sigla e 4 terminali di scarico cromati dietro. Costruita in alluminio, con il cambio al centro collegato alle sole ruote posteriori, ed un monumentale V8 da 5 litri e 550 cavalli davanti, la F-Type R ha un suono possente, gutturale, passa da 0 a 100 in 4 secondi netti ed è limitata elettronicamente a 300 orari. Ed in mani capaci può driftare senza ritegno in tutte le curve e in tutte le marce. Noi l'abbiamo guidata durante l'anteprima mondiale sul circuito Aragon Motorland, anch'esso esaltante, che tra l'altro ha uno dei rettilinei più lunghi del Motomondiale, e poi nelle strade di montagna tra i canyon e i bacini idrici dell'Aragona. Qui la Spagna esibisce una natura antica - rocce, laghi, altipiani, boschi, vigenti - un asfalto levigatissimo pieno di curve lunghe e veloci, e splendide città ricche di arte e storia come Saragozza, dove nacquero Torquemada e Goya. Negli eventi Jaguar nulla ma proprio nulla è lasciato al caso; percorsi, cibo, vini, hotel e, ça va sans dire le automobili, sono legati da un unico filo conduttore contraddistinto da tradizione e ineccepibile qualità. Dopo la prima notte presso il raffinatissimo design del Mandarin Oriental di Barcellona, con il suo ristorante a due stelle Michelin a base di cucina catalana "Momenti", l'evento è entrato nel vivo con lunghe sessioni di guida. E devo confessare che dopo centinaia di chilometri percorsi, se potessi scegliere quale versione acquistare, opterei per la via di mezzo tra la base e l'arrabbiatissima R; la Jaguar F-Type Coupè S, che è spinta da un V6 da 3 litri e 380 cavalli, ha un feeling tra la grand tourer, tipologia di auto che amo in modo particolare, e quello di una sportiva coupè a 2 posti, ed è capace di coniugare lusso, estetica, performance e divertimento. 

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