LIFESTYLE
Delle tre Repubbliche Baltiche, l'Estonia è probabilmente la più interessante a livello paesaggistico e architettonico. Il paese conta poco meno di 1.4 milioni di abitanti e nelle classiche stillate dalle Nazioni Unite l'Estonia si trova al 34esimo posto nell'indice dello sviluppo umano ed occupa posizioni di assoluto rilievo per libertà politica, di stampa, democrazia e istruzione. Soprannominata e-stonia per la capillare diffusione del Wi-fi e l'ampio utilizzo di nuove tecnologie, la nazione più settentrionale dei paesi baltici è anche un magnifico luogo per chi ama viaggiare. [caption id="attachment_5406" align="alignnone" width="650"] Parispea nel Parco Nazionale Lahemaa è il punto più a nord dell'Estonia[/caption] Per scoprire l'Estonia - partendo dalla cittadina di Parnu nel Golfo di Riga - tre giorni pieni sono il minimo indispensabile. Dalla suggestiva località balneare (in'estate) situata poco dopo il confine con la Lettonia e famosa per i trattamenti termali e le saune dell'Estonia Resort Hotel&Spa - dirigetevi a nord tra fiumi ghiacciati ed interminabili foreste coperte di neve fino a raggiungere il Laheema National Park. Visitate villaggi di pescatori, borghi medioevali con le dimore dei Baroni in rovina e splendidi scorci naturistici con lo Stretto della Finlandia sullo sfondo. Non perdetevi per nessuna ragione al mondo il tramonto su Parispea; il punto più settentrionale del paese. [caption id="attachment_5407" align="alignnone" width="650"] Dimore dei Baroni russi in rovina a Kotka; Lahemaa National Park[/caption] Da Lahemaa, dove consigliamo di pernottare una notte,  a Tallinn sono circa 60 chilometri. Fate rotta verso la capitale sapendo che prima di entrare nel centro storico le tappe obbligate sono le suggestive rovine del Monastero dominicano di Santa Caterina e Kadriorg Palace situato nell'omonimo Parco. [caption id="attachment_5409" align="alignnone" width="650"] Kadriorg Palace a Tallinn[/caption] L'edificio in stile barocco petrino fu eretto dallo Tzar Pietro il Grande nel diciottesimo secolo come cadeaux alla moglie Caterina ed ancora oggi, nella sala principale con decori in stucco, troviamo le sue iniziali.  Nel corso dei secoli il regale palazzo è stato prima abbandonato e poi oggetto di più restauri con sostanziali modifiche a  buona parte degli interni. Costruito dall'italiano Gaetano Chiaveri su progetto di Nicola Michetti, dopo l'indipendenza e decenni di oblio Kadriorg Palace  è diventato una delle sedi del Museo estone d'arte. [caption id="attachment_5410" align="alignnone" width="650"] Interni di Kadriorg Palace[/caption]

Itinerari

Avvolta dalle luci di Natale, profumata di vin brulé e pan di spezie, Monaco di Baviera durante le feste è un tripudio di colori e sapori. Perfetta per un weekend lungo, la capitale Bavarese ha moltissimo da offrire tra musei, ristoranti, residenze reali, boutique gastronomiche e mercati, natalizi e non. Ecco dieci cose da fare per scoprire la città all'insegna dell'arte, del divertimento e del buon cibo, a spasso tra le eleganti vie del centro. [caption id="attachment_5345" align="alignnone" width="650"] Monaco vista dalla torra di Sankt Peterskirche[/caption] 1. Marienplatz. Cuore pulsante della città, la piazza ospita uno dei più grandi mercatini natalizi e a mezzogiorno il carillon del nuovo municipio neogotico si anima, raccogliendo turisti e curiosi. Proprio dietro la piazza si trova Sankt Peterskirche, la chiesa più antica di Monaco, la cui torre di 92 metri offre una vista a 360 gradi. Arrampicatevi per gli scalini per poter ammirare Monaco dall'alto e vedere in tutta la sua imponenza anche Frauenkirche, che con le sue due cupole a cipolla è il simbolo della città. [caption id="attachment_5346" align="alignnone" width="650"] Viktualienmartk, il mercato principale della città[/caption] 2. Il Viktuanliemarkt si trova a pochi passi da Marienplatz ed è la piazza del mercato cittadino, pullulante di botteghe gastronomiche. Fu spostato qui nel 1807 e molte bancarelle sono ancora gestite dalla stessa famiglia da generazioni. Oltre ai banchi di frutta e verdura, il Viktualienmarkt è perfetto per provare il cibo di strada, come lo stinco di maiale cotto nella birra che viene servito nei chioschi o un piatto di affettati locali, come la tipica salsiccia bianca, che secondo tradizione non deve sentire le campane di mezzogiorno. Vivace e godereccio, è una sosta perfetta per mangiare un boccone e osservare il via vai cittadino. [caption id="attachment_5347" align="alignnone" width="650"] I cortili della Residenz, il palazzo reale della famiglia Wittelsbach[/caption] 3. Sempre in centro, si trova la Residenz. Questo grandioso palazzo venne costruito dalla famiglia Witteslbach, che governò la Baviera dal 1240 fino al primo dopo guerra. La dinastia risedette qui fino al 1918, rendendo così questo enorme complesso labirintico costruito attorno a dieci cortili, che consta di 130 stanze una più sontuosa dell'altra,anche la sede di governo. All’interno della Residenz non perdetevi il Teatro di Cuvilliés, uno dei teatri Rococò più eleganti d’Europa. Smantellato durante la guerra al fine di proteggerlo e poi ricostruito e restaurato, è di una bellezza sfolgorante. [caption id="attachment_5349" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Lenbachhaus, con un'opera di Eliasson[/caption] 4. Per gli amanti dell'arte, Monaco offre moltissimo. Oltre alle tre Pinacoteche, con opere che spaziano da Velazquez a Rafafello e da Manet a Van Gogh, la Städtische Galerie im Lenbachhaus (foto sopra) è una villa trasformata in museo dove ammirare le opere del movimento di Kandinskij e Franz Marc, il Blauer Reiter. Nella vicina Kunstbau, una sala sotterranea lunga 120 metri sopra la stazione della metropolitana di Königsplatz, vengono allestite le mostre temporanee. Proprio ora è in corso, fino al 24 Gennaio, una mostra su Klee e Kandinskij da non perdere, con opere arrivate da tutto il mondo. [caption id="attachment_5350" align="alignnone" width="650"] La residenza reale di Nymphenburg[/caption] 6. La residenza reale di Nymphenburg si trova nel quartiere di Neuhausen, uno dei più antichi della città e leggermente defilato rispetto al centro. Fu costruito nel 1664 dalla famiglia Wittelsbach in occasione della nascita dell’erede al trono Massimiliano Emanuele II e divenne poi la residenza estiva della dinastia.L’edificio consta di un corpo centrale con due ali, per una complessiva larghezza di 700 metri. Oltre alle sale principali, fra cui spicca la straordinaria Steinerner Saal (salone da ballo) e la Schönheitengalerie (la galleria delle bellezze, con i ritratti di 38 donne che Re Ludwig II trovava attraenti) meritano una visita le scuderie che ospitano il Mastallmuseum, dove sono esposte le carrozze della famiglia reale e il Museo delle porcellane di Nymphenburg, prodotte nella fabbrica situata nel complesso del palazzo. Meravigliosi i giardini con laghi, statue, cigni e bizzarre costruzioni. [caption id="attachment_5358" align="alignnone" width="650"] L'orto botanico di Monaco[/caption] 7. Attraversando i giardini del castello di Nymphenburg si arriva all'Orto Botanico di Monaco. Inaugurato nel 1914 da Re Ludwig II, si estende per 22 ettari e custodisce ben 14.000 specie di piante, che fa di questo orto uno dei giardini più famosi e meglio curati del mondo. Anche se la stagione migliore per visitare l'orto è d'estate, vedere d'inverno le piante coperte di neve e rugiada è un'esperienza speciale e all'interno delle serre, potrete ammirare una miriade di piante e fiori tropicali e subtropicali. [caption id="attachment_5360" align="alignnone" width="650"] Dallmayr, il tempio della gastronomia cittadina[/caption] 8. Alle spalle di Marienplatz scorrono eleganti le vie dello shopping cittadino. Una tappa obbligata per i gourmet è Dallmayr,  grande magazzino e tempio della gastronomia di Monaco. Gli scaffali e le mensole traboccano di delicatessen  locali ed internazionali ed i profumi che emanano dai vari banchi di gastronomia sono inebrianti. Sotto natale  le mensole si riempiono di dolci, torte, cioccolatini e cesti natalizi e sebbene i prezzi siano proibitivi, è comunque un piacere gingillarsi tra gli scaffali luculliani per ammirare tutte quelle bontà. [caption id="attachment_5362" align="alignnone" width="650"] l'Englischer Garten con i suoi tappeti fiammeggianti di foglie[/caption] 9. Come ogni grande città, anche Monaco di Baviera ha il suo polmone verde, l'Englischer Garten, uno dei parchi metropolitani più grandi d'Europa. In autunno il parco regala spettacolari scorci da cartolina, con gli alberi di toni fiammeggianti e tappeti colorati di foglie. Anche sotto la neve l'Englischer Garten è molto romantico e quando i laghi del parco si ghiacciano, diventano perfetti per il pattinaggio. [caption id="attachment_5363" align="alignnone" width="650"] Il castello delle fiabe: Neuschwanstein[/caption] 10. Il più celebre dei castelli Bavaresi è senz’altro il fiabesco Neuschwanstein, fonte di ispirazione per la Disney nel ‘La bella addormentata nel Bosco’. Il nome significa letteralmente Nuova Pietra del Cigno, perché costruito nel territorio di Schwangau, la contea del Cigno. Fu Ludwig II a farlo costruire (soprannominato il Re delle Fiabe) e chiese ad uno scenografo di collaborare alla progettazione. Neuschwanstein rappresenta la più folle tra le fantasie di Ludwig II trasformata in realtà, ma la costruzione non fu mai portata a compimento. Lo stile degli interni è medioevale, improntato al modello mitologico e cavalleresco delle opere Wagneriane, di cui Ludwig era un grande ammiratore. Per una piccola gita fuori porta, il castello si può comodamente raggiungere con la Gray Line in giornata (www.stadtrundfahrten-muenchen.de/de/startseite) Testo e Foto: Clio Morichini    

Cosa fare

Oltre alle sensazionali spiagge, l'acqua frizzante e turchese, l'ottimo cibo e la garanzia di grandissime sessioni di relax, la straordinaria Milos è anche una delle località con la più alta energia geo termica del mondo. Come Santorini - ma con l'aggiunta di rocce multicolori portate alla luce dai minatori e soffioni di zolfo che spuntano un pò ovunque - Milos è un'isola vulcanica e passeggiando lungo i percorsi e le aree di Natura 2000, è possibile vedere e toccare con mano (facendo attenzione a non bruciarsi) in totale solitudine ciò che resta del cratere - ancora attivo - che ha scolpito la morfologia dell'isola. [caption id="attachment_5001" align="alignnone" width="650"] paesaggi di Natura 2000[/caption] Come da mappa nella foto sotto, per arrivare alle fumarole di Milos bisogna percorrere dieci chilometri di strada sterrata (serve un fuoristrada, ma è ancora meglio a piedi) partendo dalle saline accanto all'aeroporto. Man mano che ci s'incammina nell'entroterra, i paesaggi si fanno più silenziosi e assoluti. Arrivati alla piccola chiesa di Aghios Ioannis il percorso prosegue in pianura tra origano, salvia, ginepri e cedri secolari per poi inerpicarsi verso il cratere. [caption id="attachment_5004" align="alignnone" width="650"] La mappa per arrivare al Vulcano[/caption] Gli ultimi chilometri sono i più duri e appaganti. Le valli - attraverso le quali s'intravedono scorci delle baie sottostanti - diventano più aspre e desolate. Gli unici suoni sono il vento e le campanelle delle caprette al pascolo e quando inizierete a percepire l'odore di zolfo, sarete arrivati al cospetto delle tante fumarole che compongono il cratere; a sua volta affacciato sulle magnifiche spiagge di Aghia Kiriaki e Paleochori. [caption id="attachment_5005" align="alignnone" width="650"] Capre di Milos[/caption] [caption id="attachment_5006" align="alignnone" width="650"] I soffioni di Zolfo alle Fumarole[/caption] [caption id="attachment_5007" align="alignnone" width="650"] la vista dal vulcano di Milos[/caption] Tra le tante passeggiate di Milos, quella verso il vulcano è una delle più interessanti e suggestive. Per gli amanti del trekking, gli altri imperdibili percorsi di Natura 2000 sono nel versante occidentale dell'isola - ancora priva d'insediamenti umani - dove si cammina da Capo Vani e Kleftiko (e dove è essenziale avere pantaloni lunghi e scarpe alte data l'abbondanza di Vipere Lebetine) oppure nella zona di Firopotamos e Plathiena dove la Grecia è quella degli anni 60' con tramonti di rara bellezza. [caption id="attachment_5008" align="alignnone" width="650"] Tramonti di Milos[/caption]      

Itinerari

Ulivi e città bianche, architetture uniche al mondo e distese di acqua turchese, eccellenze gastronomiche, locali storici e Presidi Slow Food. OnTheRoad ha visitato la Puglia a bordo della spettacolare Mercedes AMG Gts (seguiranno approfondimenti) e dopo tre giorni e quasi 1500 chilometri percorsi, ecco un itinerario copia e incolla per non perdersi il meglio della Valle d'Itria. [caption id="attachment_4893" align="alignnone" width="650"] La Amg Gts nel cortile della Masseria Torre Coccaro[/caption] 1: La Puglia è sinonimo di mare e i bagni più belli nei dintorni della Valle d'Itria si fanno nelle calette di Capitolo (foto di copertina) oppure a Lido Macchie, dove lo stabilimento "Lullaby" propone atmosfere da "Flower Power" e sonorità downtempo in un tratto di spiaggia particolarmente scenografico. [caption id="attachment_4894" align="alignnone" width="500"] Un piatto all'Osteria Bell'Italia[/caption] 2: Tra i locali dove mangiare in Valle d'Itria c'è senza ombra di dubbio l'Osteria Bell'Italia di Cisternino  con piatti della tradizione belli da vedere e squisiti da mangiare. Al giorno, prima o dopo il bagno, fermatevi al Caseificio Crovace Oronzo a Speziale, dove oltre al delizioso reparto gastronomia, assaggerete burratine, stracciatella,  mozzarelle affumicate e giuncatine buone come poche altre in'Italia. Infine, la Taverna della Gelosia di Ostuni (che per dovere di cronaca non è in Valle d'Itria ma nella Murgia ndr) propone interessanti contaminazione tra presente e passato con piatti d'ispirazione medioevale. [caption id="attachment_4906" align="alignnone" width="650"] I prodotti Caseari di Crovace Oronzo a Speziale[/caption] 3: Mura bianco calce, vicoli come labirinti, panorami indimenticabili. Il soggiorno in Valle d'Itria non può essere completo senza una visita a Cisternino, Martina Franca e Locorotondo. [caption id="attachment_4897" align="alignnone" width="650"] Trulleria in Valle d'Itria[/caption] 4: Con l'ascesa del turismo in Valle d'Itria sono proliferate anche Masserie e per non rimanere delusi dalle scelta, affidatevi a questa breve lista per dormire in quattro strutture di charme senza brutte sorprese. Per posizione, architettura e servizi le nostre preferite sono Masseria Montenapoleone a Pezze di greco e Masseria Torre Coccaro, mentre Masseria Alchimia e Masseria Ancella propongono interessanti variazioni sul tema. [caption id="attachment_4898" align="alignnone" width="650"] Interni della Masseria Ancella[/caption] 5: Per gli amanti dei panorami la vista da Caranna - con i suoi spettacolari scorci di ulivi, masserie e mare Adriatico - è da non perdere e così per il balcone sulla Valle d'Itria tempestata di trulli da Cisternino. Chi invece è arrivato a destinazione con una macchina sportiva consigliamo la strada di curve e tornanti che collega Fasano con la Selva di Fasano.  

Itinerari

Capolavori rinascimentali, visioni contemporanee, scenografiche città d'arte, grande cibo, relais di charme e rimedi officinali ottenuti da tecniche antiche e tecnologie all'avanguardia. Benvenuti nelle eccellenze dell'alta valle del Tevere, dove tra boschi, colline, cerbiatti e laghi convergono Marche, Umbria, Toscana ed Emilia in un maestoso susseguirsi di arte, storia, paesaggi ed esemplari aziende come Aboca, unica realtà italiana in grado di unire l'agricoltura biologica alla produzione farmaceutica realizzando prodotti naturali al 100 percento. [caption id="attachment_4788" align="alignnone" width="650"] Rimedi antichi ed erbe officinali al Museo Aboca[/caption] Una filosofia unica, che trova espressione nel più totale rispetto dell'ambiente, nell'incessante ricerca come nell'evocativo Aboca Museum - Erbe e Salute nei Secoli all'interno dell'elegante Palazzo Bourbon del Monte costruito nel XVII secolo nel centro storico di Sansepolcro. [caption id="attachment_4754" align="alignnone" width="650"] Palazzo Bourbon del Monte[/caption] Sansepolcro è il capoluogo amministrativo della Valtiberina toscana ed il paese dove nel 1416 nacque Piero della Francesca, autore de "La Resurrezione", primo, inestimabile esempio di arte rinascimentale (quindi con l'utilizzo della prospettiva) e da molti considerata come l'opera più bella del mondo. "La Resurrezione" è all'interno del Museo Civico, dove c'è anche la straordinaria "Annunciazione" mentre poco distante, sempre all'interno delle mure medicee, troviamo la Chiesa di San Lorenzo con la struggente "Deposizione" di Rosso Fiorentino. [caption id="attachment_4746" align="alignnone" width="650"] La Deposizione di Rosso Fiorentino[/caption]   Arrivando da Roma e percorrendo la E45 - come da itinerario di OnTheRoad a bordo della Lexus CT 200 Hybrid Anniversary - passerete accanto a Città di Castello dove la tappa obbligata è la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, che quest'anno festeggia il centenario dell'artista umbro - suddivisa appunto tra il Palazzo e gli Ex Seccatoi del Tabacco. [caption id="attachment_4747" align="alignnone" width="650"] I sacchi di burri riportano alle ferite della II Guerra Mondiale[/caption] Il primo ospita le opere di Albero Burri dell'immediato dopo guerra, quindi i famosi sacchi e le plastiche bruciate che ricordano squarci, lacerazioni, le ferite e il dolore della Seconda Guerra Mondiale, dove Burri fu ufficiale medico. Nei monumentali ex essiccatoi del tabacco invece, trovano spazio installazioni, sculture ed opere come La Metamorfosi - omaggio a Kafka - e l'incessante alternarsi di forme e colori della serie Sestante. [caption id="attachment_4748" align="alignnone" width="650"] Vista di Anghiari[/caption] Procedendo verso Nord, a circa venti chilometri da Città di Castello e appena prima di convergere verso Sansepolcro, fermatevi ad Anghiari, città slow, borgo tra i più belli d'Italia e gioiello medioevale reso celebre dalla feroce battaglia del 1440 sulla pianura antistante, evento raffigurato poi da Leonardo Da Vinci con una pittura murale all'interno del Salone del Cinquecento a Firenze della quale, purtroppo rimangono solo copie. [caption id="attachment_4749" align="alignnone" width="650"] L'Osteria il Giardino di Piero[/caption] Per concludere la giornata su note sane e gustose, la cena è all'Osteria il Giardino di Piero - parte delle eterogenee attività Aboca ed allineato con la filosofia dell'azienda  - dove tutte le materie prime sono biologiche e provenienti da aziende agricole limitrofe. Situato davanti al Giardino dedicato a Piero della Francesca, l'Osteria è contraddistinta da un ambiente confortevole e raffinato e da numerose proposte del territorio - crostino toscano, tagliatelle al ragù di chianina e suino nero di bosco, rosticciana, filetto di chianina - preparate con prodotti sani, genuini e ricercati. Infatti Il Giardino di Piero è uno di quei ristoranti dove puoi strafogarti e poi sentirti leggero e felice. [caption id="attachment_4751" align="alignnone" width="650"] Il palazzo padronale è del 700'[/caption] Per dormire consigliamo Relais Palazzo di Luglio, una bella struttura con Palazzo Padronale del 700' e vista della valle sottostante situata lunga la Via Marecchiese che poche curve dopo conduce alla sede di Aboca - dove si dorme avvolti dalla storia e dai suoni della natura con orto di proprietà, piscina ed in questo periodo impreziosita da rigogliosi alberi di visciole pronte per essere colte e mangiate direttamente dal ramo.    

Itinerari

Bella da impazzire, più scenografica di un kolossal ma anche trafficata come pochi altri posti al mondo. Per vivere al meglio atmosfere e paesaggi della Costiera Amalfitana la macchina è essenziale ed essendo le strade anguste, tortuose e con mastodontiche sorprese - vedere alla voce noncuranti e prepotenti autobus turistici che andrebbero banditi a vita dalla zona - dietro ad ogni curva cieca, l'auto in uso deve essere agile, compatta, confortevole, scattante sul breve e possibilmente senza tetto. In altre parole per guidare in Costiera, non c'è nulla di più adatto della sempre piacevole, sempre stilosa Mini Cooper S Cabrio. [caption id="attachment_4674" align="alignnone" width="650"] Mini Cooper in azione con Positano sullo sfondo[/caption] Quella che vedete in queste foto in abito amaranto fumè, è la precedente generazione (la nuova versione per il momento è solo Coupè ndr) di Mini Cooper SD spinta da un efficace e piuttosto performante motore 2.0 diesel da 140 cavalli. Il che significa consumare pochissimo ad andature lente e autostradali ma anche avere tutto lo spunto che serve per effettuare sorpassi e cambi di direzione in allegria.  Ed a ciò si aggiunge un'estrema cura dei dettagli estetici - dove la forma non è mai fine a se stessa ma segue invece la funzione come il vero design comanda - ed un abitacolo molto piacevole per geometrie, comfort e multimedialità integrate.  Infine, la possibilità di ripiegare in un attimo la sobria ed elegante capote in tela, rende ogni spostamento più speciale.  [caption id="attachment_4676" align="alignnone" width="650"] Mini Cooper SD a Praiano[/caption] Sopratutto in luoghi ad alto tasso di spettacolarità visiva come la Costiera Amalfitana, dove ogni scorcio, angolo o panorama è un dipinto e un emozione che scalda il cuore. Per visitare con calma e in quest'ordine Positano, Praiano Amalfi, Ravello e Cetara due giorni possono anche bastare. Per dormire - e sul tema seguiranno approfondimenti - scegliete tutta la magnificenza de La Sirenuse di Positano. [caption id="attachment_4678" align="alignnone" width="650"] La Mini parcheggiata davanti a l'hotel La Sirenuse di Positano[/caption] Per mangiare distanti dalle folle e dalle costose trappole per turisti andate dritti sparati al Bar Mare Petit Restaurant sulla spiaggia di Praiano  e dopo un bel bagno nelle acque smeraldo della Costiera tornate a bordo della Mini Cabrio per un'altra sessione di curve verso Ravello e concludete la giornata con una lunga passeggiata tra i fiori e le sculture di Villa Cimbrone. [caption id="attachment_4680" align="alignnone" width="650"] Il chiostro di Villa Cimbrone[/caption]

Itinerari

Strade come opere d'arte; memorabili percorsi che accarezzano fiordi e oceano, solcano colline verdi e paesaggi lunari e lambiscono abbazie, castelli, scorci bucolici e nostalgici parchi nazionali irlandesi come quello del Connemara. Chiunque ami i viaggi OnTheRoad, non può non dedicare almeno una settimana alle bellissime e impegnative strade irlandese. [caption id="attachment_4307" align="alignnone" width="650"] Cambi di direzione in sequenza nel Connemara National Park[/caption] Da scoprire in macchina (come detto un mezzo agile e compatto come la Mini Cooper S è ideale) oppure in moto. Prestando sempre molta attenzione perchè nell'isola si tiene la sinistra, spesso la selvaggia natura esercita uno strano magnetismo e - cosa che capita alquanto di rado - i limiti di velocità sembrano essere tarati sull'andatura di un pilota di rally. Nel senso che è necessario parecchio coraggio per affrontare la versione irlandese dell'"eau rouge" (foto sopra) a cento chilometri orari. [caption id="attachment_4293" align="alignnone" width="650"] La Mini Coopers S lungo la Bog Road, Connemara National Park[/caption] L'Irlanda propone una lunga serie di splendidi itinerari come il Ring of Kerry a sud-ovest, la Giants Causeway nell'estremo nord e la Wild Atlantic Way lungo l'Oceano Atlantico che circumnaviga tutto il paese. Noi ci siamo concentrati su quest'ultima dedicandoci al suggestivo tratto che va da Spanish Point a Cong, passando per il Burren, lo Scogliere di Moher, la Sky Road, Tulley Cross ed il Connemara National Park. [caption id="attachment_4294" align="alignnone" width="650"] Strada lungo un fiordo dopo Tulley Cross[/caption] Nel prossimo articolo dedicato all'Irlanda troverete tutti gli approfondimenti sulle tappe da non perdere nella Wild Atlantic Way. [caption id="attachment_4306" align="alignnone" width="650"] Curva tra prati e oceano appena dopo le scogliere di Moher[/caption] [caption id="attachment_4308" align="alignnone" width="650"] Verso Spanish Point; County Clare[/caption]

Itinerari

Gli unici deficit dell'Umbria sono non avere il mare e qualche superstrada di troppo che ne deturpa l'armonia, per il resto, questa regione del centro Italia ha tutto quel che serve per garantire soggiorni di quelli giusti tra borghi storici, città d'arte, ottimo cibo, passeggiate nella natura e splendidi panorami. 1: Qualunque sia la stagione, la tappa da non perdersi per nessuna ragione al mondo è l'Altipiano di Castelluccio da cui si accede dall'evocativa Val Nerina. Terminata l'ascesa, in una bella strada che costeggia boschi e ruscelli, si arriva al cospetto dello straordinario altipiano carsico alluvionale, che d'inverno riporta a paesaggi che potreste trovare in Islanda, mentre in primavera e nei primi mesi d'estate, aspettatevi cromie da rimanere senza fiato. 2: Uno dei luoghi più interessanti e meno conosciuti dell'Umbria sono invece le Fonti del Clitunno.  Siamo sulla Flaminia vecchia, tra Spoleto e Foligno, e tutto ad un tratto, sulla vostra destr,a comparirà uno scorcio incantato. Il Clitunno è un affluente del fiume Topino e pochi sanno che nel 2011 l'Unesco ha incluso il tempietto che sorge sulle sue rive tra i patrimoni dell'umanità. Se questo non fosse abbastanza, proprio davanti alle Fonti, per la precisione a Campello sul Clitunno c'è l'ottima "La Trattoria", segnalata anche dall'Osterie d'Italia Slow Food.  3: Le prime due foto, quella di copertina e la prima del servizio, sono immagini di Nocera Umbra e Spello. Due splendidi borghi medioevali che al contrario di Spoleto, Terni e Assisi, raramente sono presi d'assalto dal turismo. Sopratutto Nocera, dove al posto dei torpedoni e le immancabili flotte di turisti americani e giapponesi armati di cappellini e macchine fotografiche (con l'aggiunta degli stick per farsi i selfie) troverete quiete, fascino e le atmosfere dell'Umbria di una volta. L'itinerario di questo servizio è stato realizzato con la Clio RS Monaco Gp, che vi racconteremo nel prossimo articolo [caption id="attachment_4099" align="alignnone" width="650"] La Clio RS nei vicoli di Nocera Umbra[/caption]

Itinerari

In questo periodo dell'anno, con le spiagge vuote, le strade deserte e la luce che colpisce gli straordinari paesaggi di taglio, la Costa Smeralda è un paradiso terrestre. Dal Romazzino (che tra parentesi è uno degli alberghi più belli d'Italia) a Liscia di Vacca è un susseguirsi di scorci da levare il fiato e non esiste privilegio più grande di avere la Spiaggia del Principe o le quattro oniriche lingue di sabbia di Punta Capriccioli  tutte per se. [caption id="attachment_3724" align="alignnone" width="650"] La GTD e il Romazzino sullo sfondo[/caption]   [caption id="attachment_3733" align="alignnone" width="650"] Una delle stanze del Romazzino[/caption] Com'è è stato un privilegio affrontare i tornanti, le curve e i rettilinei di questo magnifico angolo della Sardegna - tra monumentali rocce scolpite dai millenni e il verde accesso della vegetazione che lambisce il mare caraibico - con la Golf GTD. Avevo guidato l'iconica GTI in Toscana e l'innovativa GTE a Zurigo   e devo dire che la versione a gasolio, nonostante non sia mai stato un fan dei motori diesel quando si tratta di performance, mi è piaciuta da più punti di vista.  [caption id="attachment_3727" align="alignnone" width="650"] La GTD in Costa Smeralda[/caption] In modalità sport l'assetto copia ottimamente strada, lo sterzo è bello preciso ed il  cambio manuale a sei rapporti particolarmente piacevole. Tre elementi che contribuiscono a sensazioni di confidenza e controllo. Poi c'è il motore 2000 Tdi con 184 cavalli e 380 newtomentri di coppia che diventa cattivo e tambureggiante non appena si superano i 1800 giri. E quindi per effettuare un sorpasso bastano pochi metri, in allungo la potenza non si fa mai desiderare (a patto di tenere il motore sul ciglio della coppia) ed a livello dinamico, la GTD da un sacco di soddisfazione.  Il carattere cambia a seconda dei desideri (normale, comfort, sport, eco) e gli interni in tartan grigio sono funzionali, spaziosi tecnologici e ben rifiniti. [caption id="attachment_3728" align="alignnone" width="650"] Gli Interni della Golf GTD[/caption] La GTD è uno dei modelli diesel più interessanti e gustosi che abbia mai guidato che all'indiscutibile abitabilità Golf e la capacità di adattarsi a qualunque tipo di strada affrontata, unisce sportività e comfort, classe e understatement, prestazioni e consumi davvero contenuti (siamo sui 6 litri abbondanti per 100km). Insomma non manca davvero nulla e come accade da molti anni a questa parte, anche con la GTD la casa di Wolfsburg ha colpito nel segno. [caption id="attachment_3731" align="alignnone" width="650"] Eden a Punta Capriccioli[/caption] Detto ciò, come potete vedere dalla foto sopra, non serve certo una hot-hatchback (però aiuta a rendere l'esperienza più memorabile) per godersi la Costa Smeralda ad Ottobre. E visto che il tempo pare offra assistenza per un'altra decina di giorni, perchè non prenotare una stanza al raffinato Romazzino oppure al bellissimo Hotel Cervo prima delle chiusure invernali e godersi gli ultimi bagni in alcune delle spiagge più scenografiche del Mediterraneo dove sarete voi, la sabbia bianca, il canto della natura e il mare più incantevole che possiate immaginare. [caption id="attachment_3732" align="alignnone" width="650"] Una suite dell' Hotel Cervo a Porto Cervo[/caption]  

Come muoversi

Il paese dei sorrisi è uno di quei posti che ti entra nel cuore e non ti lascia più. La Tailandia è solare, poetica e indimenticabile. Ha armonia, bellezza e tutto per tutti; cultura, storia, paesaggi, trasgressione, mare, massaggi, montagna, vita notturna, il migliore street-food del mondo a meno di 50 centesimi al piatto ed un'alta ristorazione ricercata, colorata e raffinata. La Tailandia ha anche alberghi straordinari, di un’eleganza che raramente mi è capitato di trovare altrove e dovete assolutamente trascorrere minimo un paio di notti al The Siam di Bangkok, al 137 Pillars House di Chiang Mai ed al Rayavedee Resort di Krabi [caption id="attachment_3261" align="alignnone" width="650"] La Hall del Siam Hotel[/caption] In più le persone sono sorridenti e gentili, i bambini allegri, i profumi dei fiori inebrianti, le isole ricordano smeraldi appoggiati nel mare con rocce millenarie che spuntano dagli abissi come sculture. Ogni tramonto è uno spettacolo strabiliante, ogni cena una gioia ed ogni risveglio un tripudio di aspettative mai deluse. [caption id="attachment_3265" align="alignnone" width="650"] I piatti del Naam; considerato il migliore ristorante dell'Asia all'interno dell'Hotel Metropolitan by Como[/caption] Altro bonus è potersi godere tutto in santa pace; senza folle intorno. Dagli hotel ai templi, dai parchi storici ai mercati, dalle lagune al trekking al confine con la Birmania, ogni singolo angolo di questa perla del sud-est asiatico vale il prezzo del biglietto Thai Airways, che in meno di dodici ore vi porterà da Roma a Bangkok con un comodo volo diretto. E anche nei voli interni qualità, servizi e cordialità sono ai massimi livelli. [caption id="attachment_3263" align="alignnone" width="650"] Una delle spiagge del Rayavadee resort[/caption] Sono rientrato da quasi due mesi e non vi è singolo giorno in cui non ripenso ai 2000 chilometri percorsi con la Land Rover Discovery da Bangkok al Triangolo d’Oro passando per Ayutthaya, Sukhothai, Mae Salong e Chiang Mai fino allo splendore del Rayavadee di Krabi con la sua rigogliosa vegetazione, le scogliere di granito, le scimmie che giocano sui Frangipane e spiagge dalla scenografia unica al mondo. [caption id="attachment_3266" align="alignnone" width="650"] Una statua di Buddha a Sukhothai e l'albero di Tek dietro[/caption] Seguiranno tanti approfondimenti ma per il momento vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso questo viaggio così straordinario; appuntatevi nomi e indirizzi perché ciò che trovate nella lista sotto vi aiuterà a selezionare e vivere il meglio  che la Tailandia può offrire, mentre in fondo all'articolo trvate la mappa dell'itinerario da Bangkok a Chiang Mai passando per il Triangolo d'Oro Ecco un elenco di link utili: Ente Turismo Tailandese Thai Airways Jaguar Land Rover The Siam Hotel Bangkok – Small Luxury Hotels of the World The Sukhothai Bangkok – The Leading Hotels of the World (800822005) 137 Pillars House Chiang Mai – Small Luxury Hotels of the World Rayavadee Resort Krabi – The Leading Hotels of the World (800822005) Phu Chaisai Mountain Resort & Spa nei pressi di Chiang Rai Per escursioni da Krabi verso Phi Phi Le e le altre isole delle Andamane: scrivete alla bravissima guida Pluto Zanchi a krabigladiator@yahoo.com [jscode id="1"]

Itinerari

La maggior parte delle strade di Creta, fatta eccezione per qualche cratere qua e la , sono ben disegnate e in buone condizioni. Alcune in particolare, come la discesa verso Chora Sfakia, l'ascesa tra le montagne di Lefka Ori ed i tornanti in sequenza della costa occidentale, sono una splendida collezione di curve e cambi di direzione. Tanto che quando si osservano alcuni percorsi dall'alto, si ritrovano alcuni tratti dei circuiti più belli del mondo.  Guardate la foto sotto e diteci se non è un pò Mugello e un pò Suzuzka. Quindi , per il 90 percento del tempo, l'auto più adatta per scoprire Creta è, secondo noi, una supercar o una sportiva coupè a trazione posteriore. Il problema è che quel rimanente 10 percento, che spesso riguarda gli ultimi chilometri prima delle spiagge di Balos, Elafonissi, Kedrodasos e Falasarna, sono fuoristrada feroci dove nel miglior scenario possibile rimpiangerete amaramente di avere scelto un auto bassa e rigida, e nel peggiore vi ritroverete sotto il sole cocente a sostituire uno pneumatico o peggio ancora ad attendere un carro attrezzi che arriverà dopo tante tante ore perchè i braccetti delle sospensioni sono diventati parte integrante del suolo . Di conseguenza, a causa di quel 10 percento di off-road duro, puro e polveroso, il mezzo migliore per viaggiare a Creta è una 4x4, come per esempio questa intramontabile Suzuki Vitara che nella foto sotto si divincola abilmente tra gli ulivi di Falasarna. I pregi di avere un piccolo fuoristrada a Creta, sono di non doversi mai preoccupare di quale tipo di strada vi attende, di avere spazio per i bagagli ed una seduta alta per meglio ammirare i panorami. Certo quando vi troverete al cospetto di curve disegnate con il compasso ed il rollio regnerà sovrano neanche foste s'una tinozza nell'Egeo agitato dal Meltemi, qualche rimugino sulla scelta  scappa di sicuro, ma la soddisfazione di non dover guidare con chirurgica attenzione tra i tanti sterrati supera il fastidio di non avere un bilanciamento perfetto ed un retrotreno allegro in'uscita dai tornanti. Nella mappa sotto trovate il nostro itinerario con arrivo e partenza da Heraklion. Dalla capitale fino alla città di Chanea è tutta autostrada (o qualcosa di simile). Da Chanea a Balos c'è un fuoristrada pieno di buche e sassi, e così anche nel versante sud nei pressi di Kedrodasos dove le indicazioni diventano opzionali (vi servirà una mappa di carta dettagliata). Come detto le strade di montagne (per arrivare al Millia Traditional Settlement o alla Gola di Samaria passando per Omalos) sono in ottime condizioni ma bisogna prestare attenzione ai soliti scellerati tassisti, agli autobus che se ne fregano d'invadere la vostra corsia in uscita dalle tante curve cieche (sempre piacevole) ed a qualche strapiombo non protetto. Nell'insieme però, guidare a Creta è un'esperienza serena e rilassante. Le aree di sosta sono tante e piacevoli, i panorami magnifici, il traffico praticamente inesistente, ed al contrario di ciò che accade in città, stare al volante, anche per lunghe ore, è un vero piacere e parte integrante del viaggio.

Itinerari

Avete presente quando andate a comprare i fiori per un'occasione speciale ed il fioraio vi spara quel sorrisino semplice e fastidioso? Bene, se chiedete di Dracula a un residente della Transilvania, o gli spiegate che paesaggi e atmosfere non sono poi cosi "vampiresche", la smorfia sul viso sarà più o meno la stessa del fioraio seguita da "yes Bram Stoker...book book". Che tradotto significa più o meno "ecco qua l'ennesimo turista vittima dei luoghi comuni". Già perchè la storia del Conte Dracula non è che la reinterpretazione horror/fiction dello scrittore irlandese, che ispirandosi alle selvagge gesta di Vlad Tepes, soprannominato l'Impalatore, e miscelandole con la superstizione locale ed un pò  di mitologia rumena relativa agli Strigoi (anime dei morti ndr), ha creato un caso letterario, consegnato Dracula alle leggenda e messo la Transilvania sulla mappa come luogo dark e infestato di mostri. Ma tenebrosa è la parola più corretta per descrivere la regione, dove anche senza licantropi o uomini in mantelli di raso, l'atmosfera è unica, misteriosa ed evocativa. E comunque, che vogliate seguire le tracce del personaggio storico Vlad Dracul, colui che ha amabilmente impalato circa 30,000 turchi nel corse delle sue battaglie contro l'esercito Ottomano negli anni del declino di Costantinopoli, oppure quelle delle Conte Dracula, questo è il percorso che dovete seguire. Prima tappa Bran, Il castello scelto da Stoker come residenza del suo vampiro e bellissima fortificazione satura d'intrighi e magie costruita nella gola di Bran. Che è uno dei più importanti valichi dei Carpazi; un passo passo eroso da venti gelidi e circondato da foreste. Da fortezza medioevale Bran diventò poi la residenza di Re e Regine rumene e la sua particolarità sono passaggi segreti, tetti spioventi per non trattenere la neve e camere molto piccole per non disperdere il calore delle meravigliose stufa a legna transilvane. Oggi, il paesino sotto al castello è un accrocco di attività turistiche, ma qualche secolo fa Bran doveva essere uno spettacolo indimenticabile. Lasciata Bran non dimenticate di fare una piccola visita alla fortezza di Rasnov e da lì, passando per Miclosoara, fatte rotta verso Sighsoara, famosa per la sua torre dell'orologio e per essere il luogo dove Vlad Tepes nacque il 2 Novembre del 1431. La sua casa è aperta al pubblico ad un prezzo di 1 euro (5 Lei) a persona con musica mistica, luci rosse, drappi di raso svolazzanti ed un povero disgraziato mascherato da Dracula dentro una bara, da cui si alzerà all'improvviso per spaventare i visitatori. Per la serie come stuprare una figura storica. Sighisoara poi offre ben altre cose da fare come salire sulla Torre dell'Orologio, visitare la Chiesa romanica sul cucuzzolo con il suo potente cimitero affacciato sulle valli e passeggiare per le viuzze incorniciate da palazzi colori pastello. Sighisoara è un mix in scala minore di Praga e Budapest e la cittadina più bella della Transilvania.  Visualizzazione ingrandita della mappa

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