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Avete presente quando andate a comprare i fiori per un'occasione speciale ed il fioraio vi spara quel sorrisino semplice e fastidioso? Bene, se chiedete di Dracula a un residente della Transilvania, o gli spiegate che paesaggi e atmosfere non sono poi cosi "vampiresche", la smorfia sul viso sarà più o meno la stessa del fioraio seguita da "yes Bram Stoker...book book". Che tradotto significa più o meno "ecco qua l'ennesimo turista vittima dei luoghi comuni". Già perchè la storia del Conte Dracula non è che la reinterpretazione horror/fiction dello scrittore irlandese, che ispirandosi alle selvagge gesta di Vlad Tepes, soprannominato l'Impalatore, e miscelandole con la superstizione locale ed un pò  di mitologia rumena relativa agli Strigoi (anime dei morti ndr), ha creato un caso letterario, consegnato Dracula alle leggenda e messo la Transilvania sulla mappa come luogo dark e infestato di mostri. Ma tenebrosa è la parola più corretta per descrivere la regione, dove anche senza licantropi o uomini in mantelli di raso, l'atmosfera è unica, misteriosa ed evocativa. E comunque, che vogliate seguire le tracce del personaggio storico Vlad Dracul, colui che ha amabilmente impalato circa 30,000 turchi nel corse delle sue battaglie contro l'esercito Ottomano negli anni del declino di Costantinopoli, oppure quelle delle Conte Dracula, questo è il percorso che dovete seguire. Prima tappa Bran, Il castello scelto da Stoker come residenza del suo vampiro e bellissima fortificazione satura d'intrighi e magie costruita nella gola di Bran. Che è uno dei più importanti valichi dei Carpazi; un passo passo eroso da venti gelidi e circondato da foreste. Da fortezza medioevale Bran diventò poi la residenza di Re e Regine rumene e la sua particolarità sono passaggi segreti, tetti spioventi per non trattenere la neve e camere molto piccole per non disperdere il calore delle meravigliose stufa a legna transilvane. Oggi, il paesino sotto al castello è un accrocco di attività turistiche, ma qualche secolo fa Bran doveva essere uno spettacolo indimenticabile. Lasciata Bran non dimenticate di fare una piccola visita alla fortezza di Rasnov e da lì, passando per Miclosoara, fatte rotta verso Sighsoara, famosa per la sua torre dell'orologio e per essere il luogo dove Vlad Tepes nacque il 2 Novembre del 1431. La sua casa è aperta al pubblico ad un prezzo di 1 euro (5 Lei) a persona con musica mistica, luci rosse, drappi di raso svolazzanti ed un povero disgraziato mascherato da Dracula dentro una bara, da cui si alzerà all'improvviso per spaventare i visitatori. Per la serie come stuprare una figura storica. Sighisoara poi offre ben altre cose da fare come salire sulla Torre dell'Orologio, visitare la Chiesa romanica sul cucuzzolo con il suo potente cimitero affacciato sulle valli e passeggiare per le viuzze incorniciate da palazzi colori pastello. Sighisoara è un mix in scala minore di Praga e Budapest e la cittadina più bella della Transilvania.  Visualizzazione ingrandita della mappa

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Novembre è tempo di vento teso, prima neve sulle montagne e foliage nei boschi. Su quest'ultimo aspetto, scenograficamente parlando, l'Italia non può essere paragonata al Canada o alla Foresta Nera ma in alcuni scorci, la nostra campagna d'autunno sa essere piuttosto memorabile  Come nel Chianti, quando i filari diventano lampi di ocra e arancione, le foglie stan sospese e la nebbiolina sale tra boschi, colline e castelli avvolgendo ville rinascimentali, casali e borghi antichi.   Panorami che restano nel cuore, come questo itinerario lungo un weekend tra storia, natura e gastronomia che abbiamo percorso a bordo della Volkswagen Golf Gti. Da Villa San Michele a Fiesole, una volta attraversato il capoluogo toscano, impresa sempre improba grazie a quella miriade di sensi unici che cambiano ogni giorno pari, al Chianti sono più o meno mezz'ora di bella guida tra sali e scendi naturali, tornanti, curve in sequenza e lunghi rettilinei appoggiati sui crinali con l'auto che al suo passaggio spazza via le foglie cadute. Un piccolo loop della zona, come da mappa, è d'obbligo, ed a fine giornata consigliamo di pernottare a La Canonica di Cortine. Un posto fuori dal tempo, distante dal caos, del quale scriveremo a breve nella nostra short-list delle 5 migliori strutture toscane. Visualizzazione ingrandita della mappa

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Chi sentiva la mancanza dei paesaggi originali della Parigi-Dakar, avrà trovato parziale consolazione nel Rallye du Maroc; evento con 850 partecipanti patrocinato da Re Mohammed IV. A questa affascinante sfida nel deserto, vinta dal portoghese Goncalves su Honda davanti agli spagnoli Coma e Barreda, ha preso parte anche il  Presidente dell'Eni Stefano Recchi in sella alla KTM, che ha concluso i tanto scenografici quanto estenuanti 2051 km tra le dune, in 29esima posizione assoluta nella categoria Moto. Un risultato niente male per un amatore con la passione per il motocross, ed anche un modo per testimoniare in prima persona l'impegno dell'Eni nelle competizioni a motore. OnTheRoad, con passo molto più easy e senza l'assillo del cronometro, aveva percorso parte dell'itinerario del Rallye du Maroc, pista sterrata verso l'Erg Chebbi inclusa, durante il viaggio con Fiat Freemont, che potete rileggere qui: http://ontheroad.comunicablog.it/2013/05/loop-del-marocco-in-freemont-2000-km-tra-medine-atlante-palmeti-dune-e-patrimoni-dellunesco/. Il Marocco è un paese splendido che ricordiamo sempre con molto piacere ed uno dei viaggi da fare almeno una volta nella vita.  Per chi volesse seguire le orme del Rallye du Maroc e trovare ispirazione per possibili itinerari distanti dal turismo di massa (fatta eccezione per Merzouga ndr), seguite i percorsi della foto sotto. Precauzioni; non partite senza un cellulare satellitare, scegliete un auto con 4 ruote motrici o una moto da fuoristrada e portatevi tanta acqua e vestiti pesanti per le notti sotto le stelle del Sahara.

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Da Venaria Reale al Gran Paradiso. Un itinerario da weekend, intenso e scenografico ricco di cultura, natura, storia e gastronomia che abbiamo deciso di percorrere al volante della Peugeot 208 GTi. Auto comoda in città e divertentissima tra le curve alpine, con 200 cavalli, tanta agilità ed uno sterzo piccolo e preciso che da un gran gusto. Della 208 GTi parleremo nel dettaglio più avanti descrivendo impressioni e perchè la compatta del leone ha tutte le carte in regola per diventare un'icona. Tornando al percorso, dalla Reggia di Venaria alle porte di Torino, la più grande tra le modestissime dimore della dinastia Sabauda, patrimonio dell'Unesco dal 1997 e costruita a metà del XVII secolo su progetto dell'architetto Amedeo di Castellamonte,  al delizioso comune sparso di Cogne sul versante settentrionale del primo parco d'Italia, sono circa 150 km. 110 di autostrada ed il resto di curve e tornanti. Primo consiglio utile; uscite ad Aosta ed attraversate il capoluogo seguendo per Cogne invece che continuare sull'autostrada dove i prossimi 5 minuti di guida vi costeranno carissimi. Se uscite ad Aosta vi risparmierete invece 7 euro di pedaggio (14 euro, comunque tanti per così poca strada) evitando si sborsare un totale di 22 euro arrivando a quella successiva, che è 10km più avanti ma costringe gli automobilisti a pagare il casello come se arrivassero al Monte Bianco. Follie del nostro paese. Arrivati a Cogne il nostro suggerimento è di pernottare all'Hotel Bellevue http://www.hotelbellevue.it/splendida casa di montagna con vista privilegiata sulle vette del Gran Paradiso. L'albergo, finemente arredato e gestito con attenzione e passione dalla famiglia Roullet, è inserito nei Locali Storici d'Italia e tra le strutture Relais & Chateaux.  Cogne è diventata famosa per i motivi sbagliati, ma in realtà è uno dei paesi più graziosi e curati di tutto l'arco alpino ed un ottimo punto di partenza per passeggiate lungo i corsi d'acqua tra camosci e lamponi, per escursioni e trekking tra i rifugi del Gran Paradiso o per le cascate di Lillaz,  borgo pieno di meravigliosi balconi fioriti,  ed il lago Ponton. Ultimo e non meno importante è il mangiare. A Cogne e dintorni la gastronomia è eccellente con la fontina come protagonista indiscussa di molti piatti tra cui fondute, crespelle, risotti, tortini e gnocchi di barbabietole. Ma oltre ai tanti piatti a base di formaggi troverete carne battuta con bagna caoda, foie gras, anatra, tagliate di cervo. Tra i vini i Pinot Neri ed i Torrette del territorio sono davvero eccellenti . I locali migliori dove mangiare, e dei quali racconteremo l'esperienza nei prossimi post, oltre ai ristoranti del Bellevue, segnaliamo con molto piacere e golosi ricordi Lou Tchappè e Lou Ressignon. Visualizzazione ingrandita della mappa

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