LIFESTYLE
Il mixology è un po’ come Hansel del primo Zoolander; «So hot right now» e sul tema cocktail creativi e originalità degli abbinamenti, il Morgana Lounge di Taormina è sicuramente uno degli indirizzi migliori d’Italia dove fare le ore piccole degustando le creazioni di Christian Sciglio; brillante bartender e proprietario del locale assieme a Guido Spinello. Il Morgana Lounge - dall’Hibiscus Bar alle proposte in carta -  è un tributo al territorio, ai prodotti ed alle cromie siciliane. Altro non trascurabile aspetto sul tema sentirsi a proprio agio, è che al contrario di alcuni rinomati cocktail bar e Speakeasy, non ci sono porte piombate anti attività social o password per entrare. In altre parole l’atmosfera è rilassata e informale dall’aperitivo alla mezzanotte e poi festaiola fino al sorgere del sole. La costante, seppur con sonorità ed avventori differenti a seconda del momento, è un’attitudine vacanziera che non gusta mai e che in qualche modo divide i locali cittadini da quelli delle località estive. Il Morgana Lounge è aperto dieci mesi l’anno e l’interior design viene rinnovato ad ogni nuova stagione. Nel 2017 il tema è una sorta di “back to the seventies” con velluti color pastello, palmizi di ottone e raggiere mentre il giardino dall’atmosfera taorminese riporta ai dammnusi di Pantelleria tra alberi di arance e fichi d’india. Per quanto riguarda i cocktails in carta, oltre ai grandi classici magistralmente eseguiti, Christian Sciglio ha messo a punto gli “Original Morgana” utilizzando sapori, profumi ed ingredienti siciliani come agave, cappero, gelsomini, finocchietto, limoni, sale di Menfi; tutti utilizzati in forma diretta oppure elaborati attraverso infusi, sciroppi ed estrazioni che verranno poi aggiunte a piccoli capolavori quali Dirty Sweet, Sicilian Spicy Negroni e Von Gloeden.  

Cosa fare

   1: Bill&Coo – Per servizi, fascino, arredi e rapporto personale/clienti (due a uno ndr) questo elegante e sofisticato albergo parte           della collezione The Leading Hotels od the World, è uno dei migliori indirizzi di Mykonos e di tutta la Grecia. In occasione del         decimo anniversario - che si celebra proprio in questi giorni – Bill&Coo Suites and Lounge ha aperto una nuova sede ad    Ornos (Bill&Coo Coasta) con tanto di spiaggia privata. La privacy degli ospiti - gelosamente custodita – è una delle colonne  portanti dell’hotel; e così per il personale cortese e mai altezzoso. A tutto ciò si aggiunge la  fantastica piscina a sfioro con vista golfo e città vecchia. Senza ombra di dubbio uno dei luoghi più scenografici e  affascinanti dell’isola dove bere un Hendrick’s e tonic al tramonto. 2:Skorpios – La new entry che mancava. Uno splendido e multifunzionale spazio nel promontorio di Paranga. L’architettura alterna legni chiari e sabbia, tessuti bianchi e case di pietra. La vista è sensazionale; le sonorità dei Dj di fama internazionale anche. Skorpios è uno dei pochi posti di Mykonos dove puoi arrivare al mattino presto e rimanere fino a tarda notte senza imbattersi nella sempre scioccante clientela che popola Paradise, Superparadise e via discorrendo. Un’oasi di classe e buongusto dove ballare, flirtare, rifocillarsi e ballare al ritmo di funky house e minimal. 3:Aghios Sostis – Una delle rare spiagge non organizzate di Mykonos a meno di un quarto d’ora di scooter dalla chora. Sabbia gialla, mare verde e turchese, ritmi slow, silenzio e atmosfere hippy e hipster. Per arrivare seguite le indicazioni per Panormos e quindi proseguite fino a quando finisce la strada. Imperdibile, mai esageratamente affollata e interessante anche per le persone che la scelgono, Aghios Sostis finirà nella vostra top list. [caption id="attachment_5610" align="alignnone" width="650"] La cena da Bill&Coo restaurant[/caption]   4: Gastro-Hipsters: Nobu, Ling Ling by Hakkasan e Mistura sono solo alcuni degli indirizzi di fama internazionale che hanno trasformato Mykonos in un punto di ritrovo dei gastro-hipsters. Tuttavia la tradizione culinaria greca resiste – e bene – con la Taverna di Kikis ad Aghios Sostis (non si può prenotare, prepararsi ad almeno un’ora di fila) e da Nikolas a Paranga. Per una cena seducente, sexy, ironica e irriverente, il ristorante Bill&Coo dove gli ingredienti tipici e accuratamente selezionati vengono rivisti in chiave contemporanea dallo Chef Kostakos è un’esperienza sensoriale a 360 gradi. [caption id="attachment_5611" align="alignnone" width="650"] Terrazza di Bill&Coo[/caption] 5: Quelli della notte: Con il Cavo Paradiso svilito ad un after-hour per giovani in canotta e occhiali da sole di Prada, the placet o be – oltre il sopracitato Skorpios nelle serate in cui si organizzano Dj sessions -  è il paese principale. L’aperitivo a Little Venice è sempre caratteristico e piacevole, ma per divertirsi sul serio l’indirizzi da segnarsi in’agenda sono Interni, Scarpa ed Astra.  Estate tempo di Grecia ed il nostro primo speciale è dedicato a Mykonos; la più affollata tra le Cicladi e quindi l’isola con la stagione più lunga di tutto l’Egeo. I primi turisti arrivano ad Aprile, gli ultimi partono ad Ottobre inoltrato. L’unico mese da evitare è Agosto e in ogni caso, se le folle becere e chiassose non fanno per voi, ecco cinque indirizzi da non perdere per dormire, mangiare e divertirsi con chi sa scegliere.

Cosa fare

Barriera corallina, laguna turchese e una rigogliosa foresta tropicale che dalla spiaggia bianca e brillante s'inerpica fino ai 658 metri del picco Te Manga. Benvenuti nella splendida Rarotonga, la più popolosa delle Isole Cook e sede della capitale Avarua.  Per esplorare l'epicentro politico e amministrativo di questo magnifico arcipelago dei Mari del Sud, servono almeno un paio di giorni nei prossimi due articoli troverete le prime tre tappe da non perdere in quel di Rarotonga; paradiso tropicale che può essere raggiunto via Auckland o Los Angeles con Air New Zeland e anche attraverso le convenienti offerte di Tour Operator come Turama Pacific. [caption id="attachment_5563" align="alignnone" width="650"] Motu nella laguna di Rarotonga[/caption] [caption id="attachment_5565" align="alignnone" width="640"] Camera al Te Manava Luxury Villas&Spa[/caption] 1: Pacific Resort Rarotonga - Una volta atterrati nell'unico aeroporto internazionale delle Cook - infrastruttura inaugurata dalla Regina Elisabetta a fine anni 60' che ha contribuito in modo macroscopico alla sviluppo del paese - in venti minuti di transfer, con una collana di frangipane al collo e l'anima improvvisamente leggera, arriverete nell'accogliente Pacific Resort Rarotonga; un bel 4 stelle situato a Muri beach. I clienti più esigenti possono optare per l'esclusivo lusso del Te Manava Luxury Villas&Spa; entrambi gli hotel sono costruiti con tecniche a basso impatto ambientale sul tratto di laguna più scenografico dell'isola. [caption id="attachment_5566" align="alignnone" width="650"] Laguna di Rarotonga[/caption] 2: Avventure - Lo snorkelling è ovviamente un must assoluto in tutta la laguna - ma non avvicinatevi ai pass senza avere il supporto di un imbarcazione e di una guida esperta - mentre proprio davanti alla spiaggia di Muri ci sono due fantastici motu raggiungibili a nuoto o in canoa. Altra attività niente male per solo per chi ha voglia di faticare molto e non ha paura delle punture di zanzara è il trekking di circa tre ore fino a Te Manga - anche conosciuto come The Needle - per ammirare Rarotonga dall'alto. [caption id="attachment_5568" align="alignnone" width="640"] Cimitero sull'Oceano nei pressi di Avarua[/caption] 3: Riti, leggende e misticismi sepolti dal monoteismo - Te Manga è la montagna sacra di Rarotonga. Un sito mistico, magico e molto amato dai Maori al pari della Black Rock; roccia di riti e leggende ormai confinate al passato perchè Tangaroa - il dio Maori della creazione, della pesca e del tempo - è stato sostituito da campane e messe dato che dall’avvento dei missionari, la popolazione delle Cook è prevalentemente protestante.  E quindi vedrete una masnada di chiese, cimiteri a ridosso delle onde e nei giardini delle case, accanto agli hibiscus, ci sono le croci di chi non c’è più. Difficile non pensare a quanto più liberi e spontanei fossero stati gli abitanti delle Cook prima del'avvento del monotesimo nelle loro vite. [caption id="attachment_5571" align="alignnone" width="650"] Te Manga o the Needle[/caption]  

Cosa fare

Abel Tasman, il Parco Nazionale più piccolo della Nuova Zelanda, si trova nell’estremità settentrionale dell’isola del sud a circa cento chilometri da Nelson; cittadina di surfisti dall’atmosfera solare e distensiva. Il nome è un omaggio all’esploratore olandese che nel sedicesimo secolo scoprì la “terra della lunga nuvola bianca” ed il parco – per colori, luce e vegetazione e le sue tante insenature di spiaggia gialla ed un luminoso mare verde acqua – ricorda molto la costa turca davanti al Dodecanneso. [caption id="attachment_5527" align="alignnone" width="650"] La spiaggia di Nelson[/caption] Al tempo stesso Abel Tasman è diverso da ogni altro posto al mondo e la penisola su cui sorge, è un vero e proprio eden per chi ama trovarsi a stretto contatto con una natura antica, rigogliosa e prive d’impronte umane. Fatta eccezione per quelle lungo i percorsi di trekking a pochi metri dalle baie, dove si ha la possibilità di addormentarsi al suono delle onde in piccoli bungalow a basso impatto ambientale. [caption id="attachment_5528" align="alignnone" width="650"] Il mare di Abel Tasman[/caption] L’altra attività da non perdere – considerando che per quanto invitante l’acqua è gelida da levare il fiato anche in’estate - sono le gite in motoscafo seguite da escursioni in kayak per scoprire le tante insenature del parco. The Sea Kayak Company offre una serie di proposte sul tema ed una delle più interessanti e complete per chi ha un solo giorno a disposizione è la “Tonga Island Paddle&Water Taxi”. [caption id="attachment_5532" align="alignnone" width="650"] La natura di Abel Tasman[/caption] Si parte di buon’ora in barca dal villaggio di Marahau per raggiungere le baie più remote a motore e quindi proseguire pagaiando nel totale silenzio del kayak a due posti tra isolette, golfi e istmi per scoprire alcuni dei tanti paradisiaci scorci di Abel Tasman. Lungo il percorso vedrete foche scaldarsi al sole sugli scogli, uccelli nativi e splendide panoramiche della costa. [caption id="attachment_5533" align="alignnone" width="650"] Tintarella neozelandese[/caption] [caption id="attachment_5530" align="alignnone" width="650"] Maree di Marahau[/caption] Rientrati a Marahau ci sono due soste gastronomiche davvero niente male; gli hamburger gourmet di The Fat Tui e il davvero indimenticabile The Park Cafè che oltre a servire ottimi piatti a base di pesce fresco, è anche l’ultimo avamposto prima dell’ingresso ad Abel Tasman. Tra l’altro gratuito per chi vuole camminare, prendere il sole sulle spiaggia o farsi, resistenza al freddo permettendo, una nuotata. [caption id="attachment_5529" align="alignnone" width="650"] Fraser Highlands è costruito in stile castello europeo e domina la baia di Motueka[/caption] Nessun dubbio su dove dormire; Fraser Highlands, costruito in cima ad una collina che domina la baia di Motueka, è un magnifico luogo dove contemplare  luce e orizzonti di Abel Tasman accompagnati dalla dolce brezza del Pacifico.     

Cosa fare

Uno degli aspetti più sensazionali del viaggio in Nuova Zelanda è la straordinaria diversità paesaggistica in spazi relativamente contenuti ed i panorami della West Coast sono tra i più belli e selvaggi di tutto il paese. La regione, famosa per la giada, i ghiacciai Fox e Franz Josepf e le celebri Pancake Rocks di Punakaiki - si trova nell'isola del sud, occupa il 7 percento del territorio ed ospita appena l'1 percento della popolazione. Quindi troverete strade deserte, primordiali coste scolpite dal Mare della Tasmania e quelle nostalgiche atmosfere tipiche dei luoghi di frontiera. [caption id="attachment_5494" align="alignnone" width="650"] Panckae Rocks and BlowHoles a Punakaiki[/caption] Nonostante le numerose attrazioni, la West Coast è spesso snobbata dagli itinerari turistici. I viandanti si concentrano principalmente sul volo panoramico in elicottero sopra i ghiacciai che lambiscono la foresta sub tropicale, tralasciando le magnifiche Pancake Rocks nel Paparoa National Park e l'interessante Tree Top Walk dove si cammina accanto alle cime degli alberi su strutture sospese nel vuoto con vista delle Alpi del Sud. [caption id="attachment_5495" align="alignnone" width="640"] Punakaiki Resort[/caption] Per scoprire la West Coast servono almeno due giorni e l'indirizzo giusto dove pernottare è l'affascinante Punakaiki Resort; una struttura eco-compatibile di legno ed enormi vetrate a pochi metri dalle onde che ospita al suo interno l'ottimo Jacob's Grill. Perennemente avvolta da una leggera foschia non che regione più piovosa del paese, la costa ovest dell'isola del sud è contraddistinta da un fascino primordiale. In alcuni tratti sembra di essere dentro al set di Jurassic Park, in altri nel cuore delle Alpi e magari, appena usciti da una curva della meravigliosa e deserta strada costiera, la natura riporta alle Hawaii. [caption id="attachment_5496" align="alignnone" width="650"] Strada costiera della West Coast[/caption] Interessante anche il paesino di Hokitika; ex epicentro del Gold Rush ed oggi famoso per la produzione di giada più bella del paese. Percorrendo la West Coast da nord a sud, si arriva infine al Tai Poutini National Park; sede dello spettacolare ghiacciaio Franz Josef da scoprire in elicottero per ammirare, con un unico colpo d'occhio, il ghiaccio che scende dalle Alpi, la foresta, le spiagge, la costa e il mare.  [caption id="attachment_5497" align="alignnone" width="650"] Il ghiacciaio Franz Josef[/caption] [caption id="attachment_5498" align="alignnone" width="650"] Tree Top Walk[/caption]  

Cosa fare

Rotorua, cittadina a due ore da Auckland, è una delle prime mete turistiche della Nuova Zelanda. Costruita sulle sponde di un placido lago e circondato da numerose fonti di energia geotermale, Rotorua è famosa per i geyser più potenti dell'emisfero australe, per le piscine di fango e per i suoi laghi fumanti colorati dai minerali incastonati nella foresta subtropicale. [caption id="attachment_5481" align="alignnone" width="650"] Champagne Lake[/caption] Il 30 percento circa dei 55.000 abitanti di Rotorua sono di etnia Maori e se volete conoscere la storia dei primi abitanti della Nuova Zelanda andate al Te Puia Arts&Crafts Institute dove oltre al monumentale Pohutu Geyser ed una buona cena tipica (anticipata da uno spettacolo con Haka e affini) c'è anche un esemplare di Kiwi (l'ormai raro uccello nativo). [caption id="attachment_5484" align="alignnone" width="650"] Il Pohutu Geyser[/caption] Per dormire l'indirizzo di riferimento è il rasserenante e sofisticato Black Swan Hotel; una struttura dalle cromie nere come i cigni che nuotano nel lago con interni raffinati e camere confortevoli ed eleganti a poche metri dall'acqua. [caption id="attachment_5482" align="alignnone" width="650"] Il Black Swan Hotel[/caption] Le escursioni da non perdere nei dintorni di Rotorua sono due; la prima è organizzata da Nature Connections che vi porterà alla scoperta del Wai-Otapu Geothermal Wonderland dove oltre al celebre Champagne Lake (foto di copertina) si cammina accanto ad alti bacini di acqua ricchi di minerali provenienti dal centro della terra. [caption id="attachment_5483" align="alignnone" width="650"] La temperatura dell'acqua in alcuni punti supera i 90 gradi[/caption] [caption id="attachment_5485" align="alignnone" width="640"] Mud Pools[/caption] [caption id="attachment_5486" align="alignnone" width="650"] Minerali di Rotorua[/caption] Di grande impatto visivo è anche l'Orakei Korako; un canyon di vapore e minerali fumanti lungo il fiume Waikato raggiungibile via terra oppure con il divertentissimo Jet Boat di NZ River Jet. [caption id="attachment_5488" align="alignnone" width="650"] Orakei Korako[/caption]  

Cosa fare

Se il futuro preoccupa, Queenstown è la soluzione. L'elegante cittadina dell'Otago costruita durante la corsa all'oro a metà del diciannovesimo secolo sulle acque del Lago Waikato, è una delle mete più ambite della Nuova Zelanda. Come ci spiegava Sotheby's, molti ricchi del mondo stanno acquistando proprietà a Queenstown a rotta di collo in quanto sono sempre di più le persone che considerano la zona come uno dei pochi rifugi accoglienti e sostenibili quando il pianeta terra sarà prossimo al collasso. [caption id="attachment_5415" align="alignnone" width="650"] Battello a vapore sul Lago Waikato; Queenstown[/caption] In realtà, sorvolando sul fatto che a livello climatico e ambientale tutto è disgraziatamente interconnesso, Queenstown è una città favolosa indipendentemente dai possibili scenari apocalittici. La capitale mondiale dell'avventura (qui è stato inventato il bungy jumping moderno) dov'è possibile cimentarsi in ogni sorta di attività adrenalinica come lo Zip Lining di Ziptrek Ecotours e il famoso Shotover Jet, è un luogo cosmopolita, pieno di idee ed energie e circondato da paesaggi tanto belli da levare il fiato. [caption id="attachment_5416" align="alignnone" width="640"] Ziptrek con The Remarkables sullo sfondo[/caption] [caption id="attachment_5421" align="alignnone" width="650"] Lo Shotover Jet[/caption] Da Queesntown partono le escursioni per Milford Sound, sulle montagne attorno alla città - The Remarkables - sono state girate numerose scene del Signore degli Anelli e d'inverno si scia mentre l'incipit del Routeburn Track - il trekking più famoso della Nuova Zelanda da scoprire con le guide di Ultimate Hikes - è ad appena mezz'ora di guida. Aggiungete aria pulitissima, grande civiltà, architettura sostenibile, cortesia e ottimismo per ottenere quanto di più distante esista dalla situazione in cui volgono molte città italiane. [caption id="attachment_5419" align="alignnone" width="650"] Eichardts Private Hotel[/caption] Queenstown è anche elitaria e sofisticata. Il centro si sviluppa attorno allo storico Eichardts Private Hotel costruito nel 1860 ed adiacente all'edificio più iconico della città, troviamo indirizzi culinari di alto livello, locali di design, splendide ville con vista del lago, bei negozi e sopratutto una sensazione di positività e joie de vivre di cui non vi è praticamente più traccia nel vecchio continente. Il futuro è qui!

Cosa fare

Oltre ai tanti musei, palazzi reali, giardini e mercatini, Monaco di Baviera è anche piena di ottimi ristoranti e bellissimi alberghi. Ecco una pocket guide della città per sapere dove fermarsi a mangiare e in quali alberghi dormire. DOVE MANGIARE 1. La Augustiner Grossgaststätt [caption id="attachment_5348" align="alignnone" width="650"] Il ristorante dell'Augustiner[/caption] Non si può andare via da Monaco  senza aver fatto una sosta nelle birrerie. La Hofbräuhaus, la più blasonata fra i birrifici tedeschi, merita senz'altro una visita per le le sue sale immense ed i soffitti dipinti. Ma per mangiare un boccone è meglio andare alla Augustiner Grossgaststätte, ristorante dell'omonima Birreria, con la sua bellissima cupola in vetro. Lì potrete assaggiare i piatti della tradizione come il Gulasch, le salsicce con i crauti, il filetto di cervo o di cinghiale con i mirtilli e in un ambiente più intimo e raccolto. 2. La Spatenhaus an der Oper [caption id="attachment_5367" align="alignnone" width="650"] Il ristorante Spatenhaus an der Oper[/caption] Se cercate un'esperienza regale, la Spatenhaus an der Oper potrebbe essere il posto giusto per voi. A pochi passi dalla Residenz e di fronte all’Opera di Stato Bavarese (da cui il nome) la Spatenhaus an der Oper è molto frequentata dagli habitué che dopo il teatro passano lì per un boccone. Al piano terra il locale è più tradizionale mentre al primo piano il ristorante è sontuoso, tra velluti, quadri, candelabri e atmosfere d’altri tempi. Fra i piatti, carpaccio di cervo, anatra bavarese e anche la wiener schnitzel. 3. I chioschi al Viktualienmarkt [caption id="attachment_5371" align="alignnone" width="650"] Botteghe gastronomiche e cibo di strada[/caption] Per una soluzione più economica ma non per questo meno gustosa, un'alternativa ai ristoranti possono essere i chioschi che servono cibo da strada. Ce ne sono un po' ovunque, sparsi per le via della città ma a Viktualienmarkt avrete l'imbarazzo della scelta. Servono dai più classici bratwurst e curry bratwurst alla Leberkäse, una specie di polpettone con dentro manzo, maiale, bacon e cipolle. I prezzi sono modici, le porzioni abbondanti, i sapori forti. DOVE DORMIRE A seconda di quanto vogliate spendere, Monaco ha deliziosi bed&breakfasts, sontuosi boutique hotel e raffinati alberghi di design. 1. L'Hotel Munchen Palace [caption id="attachment_5372" align="alignnone" width="650"] La Deluxe del Munchen Palace con balconcino privato che dà sul giardino interno[/caption] Lussuoso boutique Hotel a cinque stelle di proprietà della famiglia Kuffler, si trova nel quartiere chic di Bogenhausen, a dieci minuti di metro dal centro città. Giocato tutto sui toni lievi del crema e beige, con qualche tocco di lilla o azzurro nelle stanze, l'albergo elegantissimo dona un senso di rilassatezza e benessere. La struttura, recentemente ristrutturata, ha dei bellissimi terrazzi da cui godersi i tetti della città e un meraviglioso giardino interno. L'albergo, oltre che essere dotato di tutti i comfort possibili, mette anche a disposizione dei clienti delle biciclette, per scoprire la città in maniera più spigliata. Dopo una giornata in giro per la città, si è stanchi ma felici di rifugiarsi al Munchen Palace e soggiornare nel benessere più totale. 2. The Louis Hotel [caption id="attachment_5374" align="alignnone" width="650"] La stanza del Louis Hotel, albergo 4 stelle di Design[/caption] Siamo al Louis Hotel, un quattro stelle che si trova proprio sulla piazza di Viktualienmarkt, nel cuore della città. L'albergo è un membro dei Design Hotels e la facciata e gli interni sono stati realizzati dal rinomato e pluripremiato studio di architettura di Monaco Hild und K. Si possono scegliere le camere che si affacciano sul mercato oppure quelle con vista sulla corte interna, i tetti della città e l’imponente chiesa gotica di Frauenkirche. L’hotel è understated, perfetto per un soggiorno all’insegna di una raffinatezza eclettica e fuori dagli schemi. L’arredamento è sofisticato, con incursioni ed influenze parigine e la colazione, squisita, curata dal ristorante giapponese Emiko.  3. Il Laimer Hof Hotel [caption id="attachment_5375" align="alignnone" width="650"] Le stanze del Laimer Hof hotel e il palazzo[/caption] Il Laimer Hof Hotel è un dolcissimo albergo a conduzione famigliare e a pochi passi dal Castello di Nymphenburg, nel quartiere di Neuhausen, uno dei più antichi della città ma leggermente defilato rispetto al centro. Costruito nel 1890, è ad oggi uno degli edifici più antichi di Monaco perché sopravissuto ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Le stanze romantiche ed accoglienti con i tappeti rossi ed i letti in ottone e il personale gentilissimo, vi faranno sentire come a casa vostra. Perfetto per un soggiorno romantico in un quartiere residenziale pieno di ville e vicino al Biergarten più grande d'Europa. TESTI E FOTO: Clio Morichini

Cosa fare

Tallinn, capitale dell'Estonia, non è solo la perla delle Repubbliche Baltiche ma anche una delle città più affascinanti di tutta l'Europa. E quindi del mondo. Crocevia di popoli e civiltà con vista sul gelido Golfo della Finlandia e non distante dall'aristocratica San Pietroburgo, il centro storico di Tallinn è uno splendido luogo in cui perdersi tra eleganti edifici pastello, mura medioevali, Basiliche ortodosse ed incantevoli piazze. [caption id="attachment_5394" align="alignnone" width="650"] L'ingresso del 3 Sisters; relais&Chateaux di Tallinn[/caption] Tutte cose che OnTheRoad vi racconterà nel dettaglio nella guida dedicata alla città ma per cominciare, dedichiamo questo primo articolo dello speciale Repubbliche Baltiche agli splendidi portoni di Tallinn; preziose testimonianze delle diverse culture e dei numerosi stili architettonici che hanno contribuito a rendere la città vecchia fondata nel XIV secolo Patrimonio del'Umanità.  [caption id="attachment_5395" align="alignnone" width="650"] Cromie Baltiche[/caption] [caption id="attachment_5396" align="alignnone" width="650"] Portoni di Tallinn[/caption] [caption id="attachment_5397" align="alignnone" width="650"] Portoni di Tallinn sotto la neve[/caption] [caption id="attachment_5398" align="alignnone" width="650"] Ingresso di un'palazzo aristocratico con bandiera Estone[/caption] [caption id="attachment_5399" align="alignnone" width="650"] Sfumature di grigio avvolte dal bianco[/caption]

Cosa fare

Avvolta dalle luci di Natale, profumata di vin brulé e pan di spezie, Monaco di Baviera durante le feste è un tripudio di colori e sapori. Perfetta per un weekend lungo, la capitale Bavarese ha moltissimo da offrire tra musei, ristoranti, residenze reali, boutique gastronomiche e mercati, natalizi e non. Ecco dieci cose da fare per scoprire la città all'insegna dell'arte, del divertimento e del buon cibo, a spasso tra le eleganti vie del centro. [caption id="attachment_5345" align="alignnone" width="650"] Monaco vista dalla torra di Sankt Peterskirche[/caption] 1. Marienplatz. Cuore pulsante della città, la piazza ospita uno dei più grandi mercatini natalizi e a mezzogiorno il carillon del nuovo municipio neogotico si anima, raccogliendo turisti e curiosi. Proprio dietro la piazza si trova Sankt Peterskirche, la chiesa più antica di Monaco, la cui torre di 92 metri offre una vista a 360 gradi. Arrampicatevi per gli scalini per poter ammirare Monaco dall'alto e vedere in tutta la sua imponenza anche Frauenkirche, che con le sue due cupole a cipolla è il simbolo della città. [caption id="attachment_5346" align="alignnone" width="650"] Viktualienmartk, il mercato principale della città[/caption] 2. Il Viktuanliemarkt si trova a pochi passi da Marienplatz ed è la piazza del mercato cittadino, pullulante di botteghe gastronomiche. Fu spostato qui nel 1807 e molte bancarelle sono ancora gestite dalla stessa famiglia da generazioni. Oltre ai banchi di frutta e verdura, il Viktualienmarkt è perfetto per provare il cibo di strada, come lo stinco di maiale cotto nella birra che viene servito nei chioschi o un piatto di affettati locali, come la tipica salsiccia bianca, che secondo tradizione non deve sentire le campane di mezzogiorno. Vivace e godereccio, è una sosta perfetta per mangiare un boccone e osservare il via vai cittadino. [caption id="attachment_5347" align="alignnone" width="650"] I cortili della Residenz, il palazzo reale della famiglia Wittelsbach[/caption] 3. Sempre in centro, si trova la Residenz. Questo grandioso palazzo venne costruito dalla famiglia Witteslbach, che governò la Baviera dal 1240 fino al primo dopo guerra. La dinastia risedette qui fino al 1918, rendendo così questo enorme complesso labirintico costruito attorno a dieci cortili, che consta di 130 stanze una più sontuosa dell'altra,anche la sede di governo. All’interno della Residenz non perdetevi il Teatro di Cuvilliés, uno dei teatri Rococò più eleganti d’Europa. Smantellato durante la guerra al fine di proteggerlo e poi ricostruito e restaurato, è di una bellezza sfolgorante. [caption id="attachment_5349" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Lenbachhaus, con un'opera di Eliasson[/caption] 4. Per gli amanti dell'arte, Monaco offre moltissimo. Oltre alle tre Pinacoteche, con opere che spaziano da Velazquez a Rafafello e da Manet a Van Gogh, la Städtische Galerie im Lenbachhaus (foto sopra) è una villa trasformata in museo dove ammirare le opere del movimento di Kandinskij e Franz Marc, il Blauer Reiter. Nella vicina Kunstbau, una sala sotterranea lunga 120 metri sopra la stazione della metropolitana di Königsplatz, vengono allestite le mostre temporanee. Proprio ora è in corso, fino al 24 Gennaio, una mostra su Klee e Kandinskij da non perdere, con opere arrivate da tutto il mondo. [caption id="attachment_5350" align="alignnone" width="650"] La residenza reale di Nymphenburg[/caption] 6. La residenza reale di Nymphenburg si trova nel quartiere di Neuhausen, uno dei più antichi della città e leggermente defilato rispetto al centro. Fu costruito nel 1664 dalla famiglia Wittelsbach in occasione della nascita dell’erede al trono Massimiliano Emanuele II e divenne poi la residenza estiva della dinastia.L’edificio consta di un corpo centrale con due ali, per una complessiva larghezza di 700 metri. Oltre alle sale principali, fra cui spicca la straordinaria Steinerner Saal (salone da ballo) e la Schönheitengalerie (la galleria delle bellezze, con i ritratti di 38 donne che Re Ludwig II trovava attraenti) meritano una visita le scuderie che ospitano il Mastallmuseum, dove sono esposte le carrozze della famiglia reale e il Museo delle porcellane di Nymphenburg, prodotte nella fabbrica situata nel complesso del palazzo. Meravigliosi i giardini con laghi, statue, cigni e bizzarre costruzioni. [caption id="attachment_5358" align="alignnone" width="650"] L'orto botanico di Monaco[/caption] 7. Attraversando i giardini del castello di Nymphenburg si arriva all'Orto Botanico di Monaco. Inaugurato nel 1914 da Re Ludwig II, si estende per 22 ettari e custodisce ben 14.000 specie di piante, che fa di questo orto uno dei giardini più famosi e meglio curati del mondo. Anche se la stagione migliore per visitare l'orto è d'estate, vedere d'inverno le piante coperte di neve e rugiada è un'esperienza speciale e all'interno delle serre, potrete ammirare una miriade di piante e fiori tropicali e subtropicali. [caption id="attachment_5360" align="alignnone" width="650"] Dallmayr, il tempio della gastronomia cittadina[/caption] 8. Alle spalle di Marienplatz scorrono eleganti le vie dello shopping cittadino. Una tappa obbligata per i gourmet è Dallmayr,  grande magazzino e tempio della gastronomia di Monaco. Gli scaffali e le mensole traboccano di delicatessen  locali ed internazionali ed i profumi che emanano dai vari banchi di gastronomia sono inebrianti. Sotto natale  le mensole si riempiono di dolci, torte, cioccolatini e cesti natalizi e sebbene i prezzi siano proibitivi, è comunque un piacere gingillarsi tra gli scaffali luculliani per ammirare tutte quelle bontà. [caption id="attachment_5362" align="alignnone" width="650"] l'Englischer Garten con i suoi tappeti fiammeggianti di foglie[/caption] 9. Come ogni grande città, anche Monaco di Baviera ha il suo polmone verde, l'Englischer Garten, uno dei parchi metropolitani più grandi d'Europa. In autunno il parco regala spettacolari scorci da cartolina, con gli alberi di toni fiammeggianti e tappeti colorati di foglie. Anche sotto la neve l'Englischer Garten è molto romantico e quando i laghi del parco si ghiacciano, diventano perfetti per il pattinaggio. [caption id="attachment_5363" align="alignnone" width="650"] Il castello delle fiabe: Neuschwanstein[/caption] 10. Il più celebre dei castelli Bavaresi è senz’altro il fiabesco Neuschwanstein, fonte di ispirazione per la Disney nel ‘La bella addormentata nel Bosco’. Il nome significa letteralmente Nuova Pietra del Cigno, perché costruito nel territorio di Schwangau, la contea del Cigno. Fu Ludwig II a farlo costruire (soprannominato il Re delle Fiabe) e chiese ad uno scenografo di collaborare alla progettazione. Neuschwanstein rappresenta la più folle tra le fantasie di Ludwig II trasformata in realtà, ma la costruzione non fu mai portata a compimento. Lo stile degli interni è medioevale, improntato al modello mitologico e cavalleresco delle opere Wagneriane, di cui Ludwig era un grande ammiratore. Per una piccola gita fuori porta, il castello si può comodamente raggiungere con la Gray Line in giornata (www.stadtrundfahrten-muenchen.de/de/startseite) Testo e Foto: Clio Morichini    

Cosa fare

Il periodo che va da Novembre è Marzo è ideale per visitare la Tailandia e se siete diretti in questo meraviglioso paese del sud est asiatico, è bene sapere che i migliori massaggi tailandesi del mondo non li trovate certo per strada o negli alberghi a cinque stelle di Bangkok. E neanche negli spettacolari resort extra lusso nel Parco Nazionale di Krabi - vedere alla voce Rayavadee - o nelle isole del Golfo. Senza alcun dubbio, i massaggi migliori del mondo, e chissenefrega se l'ambiente non ha luci soffuse, candele e lettini di legno intarsiati foderati da tessuti esotici, sono quelli eseguiti dai non vedenti al Conservation Club di Chiang Mai.   [caption id="attachment_5274" align="alignnone" width="650"] Conservation Club di Chiang Mai[/caption] Anche i tailandesi sono d'accordo; se volete un "nuat thai" ad alta intensità e vicino - per movimenti ed alcune tecniche - ad una sessione di yoga passivo, l'indirizzo giusto è il Conservation Club pochi chilometri dal centro di Chiang Mai; la più grande città del nord. Anche se  l'impatto visivo non è dei più invitanti, cercate di non badare alla forma e concentratevi sulla sostanza. Sarete accolti con la solita gentilezza che contraddistingue il popolo tailandese e fatti accomodare in una delle tre stanze su materassi e lenzuola non esattamente freschi di bucato. [caption id="attachment_5277" align="alignnone" width="650"] Massaggiatori al Conservation Centre[/caption] A quel punto arriverà il massaggiatore che vi dirà di sdraiarvi a faccia in giù per poi iniziare con applicazioni delle mani miracolose per forza e sensibilità. Com'è noto, la mancanza della vista aiuta a sviluppare gli altri sensi ed il tatto, la sensibilità, la forza e la capacità d'individuare e lenire i "blocchi" dei massaggiatori è qualcosa di unico e sconvolgente. Preparatevi a soffrire, molto, per almeno un'ora (al costo di 3 euro) ma il risultato finale è sublime. Percepirete un rilassamento totale, che non riguarda solo la mente ma anche e sopratutto la ritrovata flessibilità di legamenti e giunture, finalmente liberi da ogni frizione. Il massaggio è benefico anche per la circolazione, muscoli e organi interni. Ci vogliono almeno un paio d'ore per riprendersi completamente dalle manipolazione, ma già il giorno successivo vorrete ritornare. Come ha fatto più e più volte il Re della Tailandia. [caption id="attachment_5278" align="alignnone" width="650"] Reali  tailandesi al Conservation Centre[/caption]

Cosa fare

Questo weekend l'attenzione del mondo sarà catalizzata sul gran premio di MotoGp che deciderà il mondiale al circuito Ricardo Tormo nei pressi di Cheste. La decisiva sfida tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, è dunque un'ottima scusa per visitare Valencia e OnTheRoad ha preparato questa short-list dedicata alle attrazioni antiche e contemporanee della città con l'aggiunta dei migliori posti dove mangiare nella patria della paella. [caption id="attachment_5224" align="alignnone" width="650"] Paella Valenciana[/caption] 1: Cominciamo, appunto, da quest'ultima. La migliore, assieme ad altre proposte a base di pesce freschissimo,  la trovata al ristorante Sausalito al Porto. Altri due ottimi indirizzi dove mangiare sono Casa Montagna e Ciao Checca al Mercado Colon. [caption id="attachment_5226" align="alignnone" width="500"] Ciao Checca al Mercado Colon[/caption] 2: Città delle Arti e delle Scienze - Il meraviglioso progetto di Santiago Calatrava ha contribuito alla rinascita di Valencia. Visitare la città senza una passeggiata lungo il fiume Turia per osservare da vicino un capolavoro di tecnologia e architettura sarebbe delittuoso. [caption id="attachment_5227" align="alignnone" width="650"] La Città delle Arti e delle Scienze di Calatrava[/caption] 3: Bere un "horchata" - In pieno centro storico c'è il caffè Santa Catalina; locale storico regolarmente preso d'assalto da turisti e locali diventato famoso grazie all'orzata più buona della città. [caption id="attachment_5228" align="alignnone" width="650"] Santa Catalina a Valencia[/caption] 4: Barrio del Carmen - Antico, intriso di fascino e conteso tra monumentali chiese, chiostri, piazze, palazzi antichi e vita notturna.  Nel periodo medioavale era il rifugio degli Arabi che lo trasformarono in quartiere aristocratico. Oggi, al calar del sole, le atmosfere gotiche del Barrio sono sinonimo di Movida. [caption id="attachment_5229" align="alignnone" width="650"] Una piazza nel Barrio el Carmen[/caption] 5: Dormire a Las Arenas Balneario - A pochi minuti di auto dal centro, adiacente alla città delle arti e costruito sul mare, troviamo l'indirizzo più lussuoso di Valencia. Parte dei The Leading Hotels of the World, Las Arenas ha regali stanze con vista, servizi di altissimo livello e atmosfere oltre lo sfarzoso. [caption id="attachment_5230" align="alignnone" width="650"] Panormica de Los Arenas Balneario[/caption]  

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Un tempo era "guarda come sono belle le foglie sugli alberi in autunno" adesso la transizione cromatica (che in estrema e semplificata sintesi avviene quando la clorofilla assorbe meno luce) viene definita "foliage". Un fenomeno con sempre più seguaci tanto che molti stati del Canada e degli Stati Uniti, attendono con ansia l'autunno per incrementare il proprio indotto turistico.  E dunque, se anche voi siete fans della natura autunnale, consultate questa breve guida di OnTheRoad e prenotate subiot un volo verso una di queste cinque meravigliose destinazioni per ammirare i lampi rossi, gialli e viola delle foglie tra boschi, valli, templi e fiumi. [caption id="attachment_5181" align="alignnone" width="650"] L'autunno a Kyoto sul Tempio di Eikando[/caption] 1: Kyoto - In giapponese la parola  Koyo significa osservare le foglie e al pari della fioritura dei ciliegi a primavera, il "foliage" tra le strutture sacre di questa meravigliosa città imperiale rientra tra le cose da fare almeno una volta nella vita. [caption id="attachment_5182" align="alignnone" width="650"] Village of Petit Riviere au Renard in Fall, Gaspe, Quebec, Canada.[/caption] 2: Gaspe Peninsula - Aceri, Parchi Naturali, natura alla stato brado. Benvenuti in Quebec, Canada; nazione dove il "foliage" esprime il suo massimo avvolgendo paesaggi remoti, corsi d'acqua e deliziosi paesini come Petit Riviere au Renard. [caption id="attachment_5183" align="alignnone" width="600"] Scatti da Sonoma County; California, USA[/caption] 3: Sonoma County - Restiamo in Nord America per scoprire il "foliage di Sonoma County in Californiana dove le esplosioni di rosso si estendono dai vitigni fino agli alberi della Russian River Valley. [caption id="attachment_5184" align="alignnone" width="646"] Vista di Central Park in Autunno[/caption] 4: Mosca e New York - Volete ammirare le foglie d'autunno senza rinunciare a una vacanza in città? Le soluzioni più adatte potrebbero essere Mosca - nello specifico Kolomenskoye - oppure Central Park a Nyc. [caption id="attachment_5188" align="alignnone" width="650"] Jiuzhaigou-Valley[/caption] 5: Jiuzhaigou Valley - Concludiamo con la regione del Sichuan (famosa anche per il pepe) che oltre ad ospitare il lago più limpido di tutta la Cina e panorami di struggente belleza, in autunno, con il foliage, diventa un magico angolo di paradiso.

Cosa fare

Osservare Roma attraverso gli occhi increduli e sognanti dei turisti stranieri ci ricorda non solo quanto speciale sia la Capitale, ma anche che grande privilegio abbiamo noi italiani ad avere a pochi passi (o a poche ore di macchina) la monumentale, struggente bellezza della città eterna. Che ha sicuramente una marea di problemi e inadempienze (dagli aeroporti al trasporto pubblico, dalla viabilità allo stato delle periferie) nei confronti dei suoi cittadini, ma che per quanto riguarda il centro storico, ed anche in termini di arte, architettura e armonia complessiva, non ha davvero nulla da invidiare a nessuna città del mondo. Le foto di questo articolo, scattate da Torsten Mess in una luminosa serata di metà Ottobre, sono un omaggio a Roma ed un invito a riscoprirla a piedi, di notte, quando la magia della Capitale è davvero senza eguali. [caption id="attachment_5168" align="alignnone" width="650"] Castel Sant'Angelo[/caption] [caption id="attachment_5172" align="alignnone" width="650"] Piazza del Campidoglio[/caption] [caption id="attachment_5173" align="alignnone" width="650"] L'emiciclo dei Mercati di Traiano[/caption] [caption id="attachment_5174" align="alignnone" width="650"] I Fori e il Barocco[/caption] [caption id="attachment_5175" align="alignnone" width="650"] Piazza Sant'Ignazio[/caption] [caption id="attachment_5176" align="alignnone" width="650"] Chiesa di Sant'Agnese a Piazza Navona[/caption] [caption id="attachment_5177" align="alignnone" width="650"] San Pietro[/caption]

Cosa fare

Nome: Poliegos. Numero di abitanti: Uno (professione pescatore). Posizione: Cicladi occidentali tra Milos e Kimolos. Folla: Inesistente. Particolarità: L'acqua più bella della Grecia e tra le più spettacolari di tutto il Mediterraneo. Baie da non perdere: Blue Waters nel sud ovest e la Spiaggia del Faro a est. Quando andarci: Da Aprile a Ottobre. Accessibilità: Solo in barca. [caption id="attachment_5014" align="alignnone" width="650"] La spiaggia del Faro[/caption] [caption id="attachment_5018" align="alignnone" width="650"] Il mare smeraldo nella spiaggia del faro[/caption] Fino agli anni 70', Poliegos, strepitosa isola senza ne luce ne acqua corrente, era abitata da circa settanta persone. Oggi, come da incipit, questa meraviglia situata nel canale che collega Sifnos con Kimolos e Poliegos ha una sola casa. Ci vive un pescatore, che ha una piccola dimora di pietra nell'entroterra montuoso e verdeggiante ed una poetica barca in legno nella baia che vedete in questa foto sotto;  scattata pochi giorni dopo Ferragosto. [caption id="attachment_5015" align="alignnone" width="650"] La baia del pescatore[/caption] Come e più di Milos, essendo raggiungibile solo in barca (per visitarla ci sono varie escursioni che partono dall'adiacente Kimolos), Poliegos è distante anni luce dal turismo di massa. E questo significa che ad eccezione di Blue Waters - la baia più scenografica e pubblicizzata dove la perlite (un minerale) presente nell'isola contribuisce ai fantastici colori del mare (foto sotto) - sarete sempre da soli a prescindere dal mese dell'anno. [caption id="attachment_4991" align="alignnone" width="650"] Blue Waters, Poliegos[/caption] In gommone, viaggiando a poco più di 20 nodi e partendo dal tipico porticciolo greco di Pollonia a Milos, Poliegos è a quindici minuti di navigazione e per circumnavigarla mezz'ora è più che sufficiente. L'isola è molto frastagliata e dunque ha ridossi dislocati in una decina di baie - una più speciale dell'altra - dove ancorare a seconda della direzione del vento. [caption id="attachment_5017" align="alignnone" width="650"] Poliegos; una baia affacciata ad ovest[/caption] Infine, questo sconosciuto paradiso nel cuore dell'Egeo, ha anche magnifiche pareti di roccia multicolore, picchi rosati che ricordano le dolomiti e scogliere bianco calce sullo sfondo di acque frizzanti, trasparenti e pulitissime e insenature di struggente bellezza con il canto delle cicale come unica colonna sonora. [caption id="attachment_5019" align="alignnone" width="650"] Scorci di Poliegos[/caption]    

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