LIFESTYLE
Dalle magiche atmosfere della Via Appia alla vulcanica Ischia con la Mercedes GLA; un test-drive turistico con l’evoluzione della specie Classe A – che nel mese di Ottobre 2017 ha spento venti candeline – con architettura crossover e muscoli in evidenza. Modello ricercato nei dettagli ed esaustivo nei contenuti per questo itinerario da soddisfazione garantita con spiagge e acque sulfuree, la maestosa cucina ischitana del maestro Nino de Costanzo e notti in strutture di gran fascino a picco sul mare come lo storico Mezzatorre&Spa. Un affresco sulle bellezze del viaggio in automobile con il piacere della scoperta elevato alla potenza grazie alle destinazioni di fama internazionale nell’isola nel Golf di Napoli. Dove le anguste e tortuose strade da Lacco Ameno alla poesia di Sant’Angelo non hanno mai messo in crisi (fatta eccezione per qualche manovra di parcheggio dove le telecamere aiutano parecchio ndr) il più piccolo dei sette suv Mercedes che dopo il restyling di natura pratica ed estetica – sfoggia personalità, spazio in abbondanza, confort nelle lunghe percorrenze ed un attitudine da viaggiatrice convinta. Sull’autostrada A1 da Roma a Napoli infatti i chilometri scorrono leggiadri, l’assetto è morbido senza però essere disconnesso dall’asfalto ed il consumo di carburante – in relazione a dimensioni, abitabilità, e tecnologie di bordo – praticamente irrisorio. Nei seicento chilometri di questa prova percorsa a ritmi autostradali ma anche scandita da infinite ripartenze in salita, gimcane cittadine e guida su curve e sentieri di Ischia, la GLA spinta dal 220D Automatic ha chiuso con una media di circa 20km al litro. Un buon valore considerando la trazione integrale (da scegliere solo se avete intenzioni particolarmente avventurose ndr) ed il fatto di non sentirsi mai orfani di potenza quando serve quel pizzico di schnell per sorpassare o scattare da fermi. Altri aspetti positivi del riuscito crossover della stella, oltre al look proporzionato nonostante l’altezza da terra, interni molto curati con schermo in stile tablet, fari full led, il comodo pulsante per chiudere il portellone del bagagliaio (che parte da 421 litri per arrivare a 836 ndr), è una maneggevolezza sul misto vicina, ma non analoga, a quella di una berlina per un auto che può svolgere con efficienza ed efficacia il ruolo di unica auto per  esigenze disparate.

Come muoversi

Sextantio è un magnifico albergo diffuso in Abruzzo, la Range Rover Evoque un modello in perfetto equilibrio tra glamour, comfort e avventura. Dato che Land Rover ha appena presentato a Courchevel la versione decappottabile del suo suv compatto, questo viaggio da Roma a Santo Stefano di Sessanio e ritorno passando per il Parco Nazionale del Gran Sasso, mi ha rinfrescato le idee sulle qualità della baby Range Rover in vista del test-drive di oggi con la Evoque cabrio. [caption id="attachment_5576" align="alignnone" width="650"] Evoque[/caption] Confesso che quando vidi per la prima volta dal vivo la Evoque a Ginevra, la silhouette mi lasciò un tantino perplesso, ma al tempo stesso l'auto aveva un che di magnetico. Poi, durante una prova nella Foresta Nera, arrivò l'occasione di guidarla su strada e neve. Nel frattempo mi ero abituato all'estetica (a Roma ne circolano tantissime) e dopo una cinquantina di chilometri al volante, arrivai alla conclusione che la piccola Range Rover è davvero un piccolo portento. Non solo perchè insieme abbiamo guadato fiumi, percorso sentieri dissestati tra gli alberi e siamo scesi da un trampolino di sci ghiacciato (dove l'unica cosa che ho dovuto fare è stato premere il pulsante "descent control" e tenere dritto il volante) ma anche e sopratutto per la buona guidabilità, lo spazio, la silenziosità di marcia e le eccellenti rifiniture. [caption id="attachment_5581" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Evoque[/caption] Torniamo al presente con i percorsi del weekend in Abruzzo tra valichi alpini, altipiani innevati e tornanti scivolosi con base all'albergo diffuso Sextantio (di cui scriverò nei prossimi articoli) a Santo Stefano di Sessanio. Arrivo nel borgo notte fonda in una fredda serata di Febbraio; la strada è buia e quasi completamente ghiacciata. La RR Evoque, spinta dal motore 2.0 TD4 da 180 cavalli, se ne infischia della basa aderenza e procede spedita senza sussulti. I fari al led adattivi illuminano perfettamente ogni curva. La spinta è fluida e silenziosa e nonostante l'architettura comunque da suv, il rollio è appena percettibile. Il viaggio da Roma, nonostante le condizioni avverse, è una formalità. Vado a letto felice in una delle scenografiche camere dell' hotel sapendo che il giorno dopo sarà tutta cultura, natura e off-road. Il mattino seguente sveglia di buon'ora e partenza verso l'altipiano del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Lega. La strada è stretta ma la neve è solo sui lati. Altra convincente sessione di handling. La Evoque ha uno sterzo piuttosto preciso e un telaio migliore di quasi tutti i suv compatti in commercio. Passiamo per Calascio dove la visita alla splendida rocca con vista sugli Appennini è d'obbligo. [caption id="attachment_5585" align="alignnone" width="650"] la Rocca di Calascio[/caption] Riprendiamo l'ascesa e una volta in cima abbandoniamo l'asfalto per i grandi e vuoti spazi coperti di erba, fango e neve. Seleziono mud and snow sul Terrain Response e la Evoque "passeggia" senza problemi sull'altipiano. Le sospensioni minimizzano buche e solchi, il grip sempre presente e così facendo arriviamo alla strada - chiusa a causa delle condizioni climatiche ma nessun problema per la Evoque - che collega l'altipiano con Santo Stefano di Sessanio. [caption id="attachment_5582" align="alignnone" width="650"] lla guida del'Evoque con motore 2.0 TD4 da 180 cavalli[/caption] Il sole inizia a nascondersi dietro le montagne. Il vento è teso e le nubi solcano il cielo azzurro. Tempo di tornare a valle; come previsto la Range Rover Evoque si è confermata una lussuosa avventuriera e un'auto poliedrica, ben progettata che ben si presta ai lunghi viaggi come all'utilizzo quotidiano. Come sarà senza tetto? La risposta entro la fine di questa settimana che OnTheRoad ha dedicato alla RR Evoque in occasione della presentazione internazionale della "convertible". [caption id="attachment_5586" align="alignnone" width="650"] A spasso sull'altipiano del Gran Sasso[/caption]  

Come muoversi

Una sinfonia notturna nella città eterna; un servizio dedicato all'estetica della sublime Rolls Royce Wraith con il Quirinale e la Consulta sullo sfondo. Eleganza alla stato puro per celebrare uno delle produzioni più speciali (e costose) del nuovo millennio. [caption id="attachment_5517" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Wraith[/caption] Roma è la città delle Smart e degli scooter; mezzi di locomozione diametralmente opposti ad una fastback d'autore lunga cinque metri abbondanti e spinta da un ciclopico V12 da 6.6 litri e 632 cavalli - la Wraith è la produzione più potente e veloce nella storia della casa di Goodwood - per scattare da 0 a 100 in 4.6 secondi nonostante i 2.360 kg di peso. [caption id="attachment_5518" align="alignnone" width="650"] Un capolavoro di V12[/caption] Come da tradizione Rolls, le prestazioni sono comunque subordinate al comfort e la qualità complessiva dell'esperienza. La Wraith può essere fulminea senza però mai trasmettere urgenza e in qualche modo, gli 800 newton metri di coppia si traducono una spinta fluida, leggiadra, silenziosa e mai aggressiva. [caption id="attachment_5519" align="alignnone" width="650"] La Wraith e il Quirinale al tramonto[/caption] Altro aspetto che lascia a bocca aperta è il modo con cui la Wraith assorbe le asperità dell'asfalto; da questo punto di vista nessuna macchina (fatta eccezione per le altre produzioni di Goodwood) è più comoda della fastback inglese sullo scalcinato manto stradale di Roma; che è una sorta di aristocratico tappeto volante dove ci si sente completamente rimossi e protetti da ogni agente esterno. [caption id="attachment_5521" align="alignnone" width="650"] Spirit of Ecstasy[/caption] E cosa dire della celebre statuetta "Spirit of Ecstasy" che spunta - al tocco di un pulsante - dal cofano o delle finiture in piano black dell'abitacolo e anche degli ombrelli incastonati nelle portiere che si aprono al contrario? La Rolls Royce Wraith è speciale in ogni elemento, angolo e dettaglio. Come la città eterna illuminata dalla luna.    [caption id="attachment_5522" align="alignnone" width="650"] Rome by night[/caption]

Come muoversi

Il Tongariro Crossing e è il trekking più famoso della Nuova Zelanda. Situato nell'isola del nord a metà strada da Auckland e Wellington, la passeggiata tra distese di lava e laghi color smeraldo rientra tra i must assoluti di ogni viaggio nella "terra delle lunga nuvola bianca". Il trekking può essere affrontato in un solo giorno; elementi permettendo ed a  patto di essere accompagnati dalla guide locali. [caption id="attachment_5443" align="alignnone" width="650"] Chateau Tongariro[/caption] L'ascesa verso il Parco Nazionale del Tongariro - set cinematografico del Signore degli Anelli - ha inizio appena dopo il Lago Taupo. Il trekking parte la mattina presto dal misterioso Chateau Tongariro - il migliore indirizzo dove pernottare della zona - e le guide cdi Walking Legends vi accompagneranno per tutto l'attraversamento dell'altipiano da cui svettano i tre vulcani; Tongariro, Mount Ruapehu e Mount Ngauruhoe (o Mount Doom nelle pellicola di Sir Peter Jackson ndr). [caption id="attachment_5445" align="alignnone" width="640"] Aerial shots of Tongariro National Park, Ruapehu District. North Island, New Zealand. Mounts's Tongariro, Ruapehu and Ngarahoe. Emerald lakes[/caption] Buona parte del trekking è a circa 2000 metri di altezza ed è importante sapere che più o meno il 50 percento delle volte, il Tongariro Crossing viene chiuso dalle autorità locali causa maltempo. La Nuova Zelanda è una terra di venti furibondi che superano con facilità i 100 km/h; condizioni proibitive per camminare lungo gli angusti crinali attorno agli emerald lakes. [caption id="attachment_5450" align="alignnone" width="640"] Emerlad Lakes Tongariro Crossing[/caption] Per questo motivo, quando pianificate il viaggio, è bene lasciarsi una finestra di un paio di giorni per il Tongariro Crossing; che con i suoi paesaggi primordiali - creati da una monumentale esplosione 5 milioni di anni fa - e il vento che spazza le cime dei tre vulcani come unico suono - è una delle esperienze più suggestive al mondo. Walking Legends fornisce pranzo e supporto logistico; voi portate tanta acqua, pedule, protezione solare, macchina fotografica e abbigliamento tecnico a strati per essere pronti all'escursione termica. In Nuova Zelanda il tempo cambia in fretta e con pochissimo avvertimento.      

Come muoversi

La Rolls Royce Wraith è la prima coupè nella storia del marchio inglese, la RR più veloce ma costruita non che una delle migliori automobili sul pianeta terra. Difficile, anzi quasi impossibile, trovare una vettura più lussuosa, comoda e ricercata. Tutto, nell'universo Wraith è davvero ai massimi livelli ma al tempo stesso anche semplice, fruibile, lineare, intuitivo. Perche nulla, come da filosofia della casa di Goodwood, deve sottrarre al rapporto diretto tra uomo e macchina. [caption id="attachment_5330" align="alignnone" width="650"] Nei pressi del Quirinale[/caption] Che in effetti sarebbe un delitto e per questo motivo non ci sono miriade di assetti da cui scegliere o palette dietro al volante o complessi sistemi d'intrattenimento o ausili alla guida. E' l'auto a decidere da sola quale altezza da terra è più adatta alle circostanze e attraverso il gps - che legge in anticipo la strada che verrà - ad imporre la taratura più adatta delle sospensioni; che sono a tutti gli effetti un capolavoro nel capolavoro.  [caption id="attachment_5332" align="alignnone" width="650"] Una passeggiata al Quirinale[/caption] Il nostro test drive si è svolto tra autostrade e superstrade di Lazio e Toscana e nel centro storico di Roma dove le sconnessioni dell'asfalto, specie nella zona di Piazza Venezia e il Campidoglio, riescono a mettere in crisi il comfort di ogni macchina. Ma non quello della Wraith, capace di "galleggiare" sopra a sanpietrini, buche e tombini senza che ci si accorga di nulla. La sensazione predominante, oltre all'eccezionale qualità del progetto complessivo e la possibilità di scegliere tra decine di migliaia di personalizzazioni differenti per la i sedili (ottenuti da 219 tasselli di pelle extra morbida) come per i materiali della plancia, è di trovarsi come per incanto s'un tappeto volante. [caption id="attachment_5333" align="alignnone" width="650"] A spasso per Via Giulia[/caption] Il mondo esterno è completamente tagliato fuori dall'abitacolo; l'insonorizzazione totale, ogni gesto privo di fatica e urgenza. L'esperienza Wraith, proprio come il colore, è celestiale, impareggiabile e irraggiungibile per qualunque altro costruttore. Anche la condizione di guida più estrema, viene trasformata senza sforzo apparente in una parentesi idilliaca. La voragine più profonda sembra assumere la consistenza di un muffin e gli interni, tra pulsanti in cristallo, i famosi ombrelli incastonati nelle portiere con apertura inversa, uno stereo dal suono tanto cristallino da fare concorrenza all'Auditorium il tettuccio "stellato" e finiture in Piano Black e Canadel Paneling, sono altamente eleganti, sofisticati e dominati da un delicato equilibrio di contemporanea aristocrazia. [caption id="attachment_5334" align="alignnone" width="650"] Gli interni della RR Wraith[/caption] Il nostro racconto della Rolls Royce Wraith, gioiello da 300,000 e passa euro, prosegue nel prossimo articolo con approfondimenti sulle performance, motore e sensazioni al volante per poi concludere la Wraith experience con un servizio fotografico al Quirnale by Night. Eternal Ecstasy!  

Come muoversi

Dopo aver guidato la Cayman GT4 a Portimao - supersportiva fantastica da tutti i punti di vista - per più di sette mesi ho sognato d'impugnare il volante dell'automobile da cui derivano numerose soluzioni tecniche e tecnologiche della Cayman più performante della storia. La lieta occasione si è presentata pochi giorni fa quando Tg2 Motori mi ha chiesto di provare su strada l'ultima generazione della Porsche GT3 derivata dalla 911 type 991. E dopo il primo chilometro percorso ho capito perche la supercar di Stoccarda viene considerata da molti esperti come una delle auto migliori di sempre in termini di sensazioni, reazione e handling. E dunque, dopo aver scorrazzato allegramente tra i tornanti del Terminillo, ecco le mie cinque ragioni per amare alla follia la GT3 RS. [caption id="attachment_5253" align="alignnone" width="650"] GT3 Rs al Terminillo[/caption] 1: Handling - La leggerezza come mantra; la rimozione del superfluo come precondizione esistenziale fino ad arrivare all'idilliaco rapporto peso potenza di 2,8 chili a cavallo. L'unica concessione è rivolta ad una tecnologia finalizzata alle massime performance con l'aggiunta di qualche comfort contemporaneo (tipo navigatore satellitare). Il risultato finale è che la GT3 RS va oltre il concetto di automobile per diventare, in movimento, un'entità animata in grado di comunicare al conducente ogni singolo elemento della strada tenendo sempre uomo e meccanica a strettissimo contatto. Cosa sempre più rara nell'automobilismo contemporaneo. [caption id="attachment_5251" align="alignnone" width="650"] Al volante della GT3[/caption] 2: Ricerca - Ho sempre ammirato le azienda che non si siedono sugli allori e continuano ad investire nel progresso nonostante i successi in sequenza. La Porsche, già nell'olimpo dell'automotive, ha ribadito la propria eccellenza con la GT3 RS. Utilizzando la sublime base della 911 come incipit, la divisione Motorsport della casa di Stoccarda ha modificato cristalli e carrozzeria utilizzando alluminio, magnesio e poli carbonato e poi si è concentrata sull'adattare sedili, sterzo, cambio pdk, telaio e sospensioni per assicurarsi che la GT3 fosse la più veloce tra le 911 senza però creare un oggetto adatto solo alla pista. [caption id="attachment_5255" align="alignnone" width="650"] L'ascesa verso il Terminillo[/caption] 3: Non solo Track Days - Confesso che prima del test-drive ero parecchio in apprensione. E quando ho visto la GT3 da vicino - con il suo enorme alettone, le prese d'aria un pò ovunque e l'assetto raso terra - ancora di più. Gestire 500 cavalli su tornanti stretti e pieni di foglie secche, pensavo, dev'essere una bella gatta da pelare. Mi sbagliavo; a basse velocità e ad andature autostradali, la GT3 non è più facile ne più difficile da guidare del Carrera. L'auto è ovviamente rigida ma non spacca schiena, il sedile in carbonio derivato dalla 918 Spyder è sorprendentemente anatomico e l'abitacolo spazioso e razionale. Se non fosse per la vista posteriore divisa a metà dallo spoiler, ci si potrebbe quasi dimenticare di essere a bordo di una supercar in grado di girare al Nurburgring in 7 minuti e 20 secondi. Il che significa che come tutte le Porsche, anche la GT3 RS non è incompatibile con il quotidiano. [caption id="attachment_5249" align="alignnone" width="650"] Interni della GT3 RS[/caption] 4: Motore - Il propulsore aspirato più potente di tutto il range 911 è un capolavoro di elasticità, sound e performance; il 4000 sei cilindri in linea è infatti in grado di erogare 500 cavalli tondi tondi e 460 newtonmetri di coppia. Se la colonna sonora è oltre l'esaltante, le prestazioni non sono da meno: 0 a 100 in 3,3 secondi, 0 a 200 in 10,9 e una velocità massima di 310 orari. Numeri vicini al mondo delle corse, da cui derivano molte delle soluzioni tecniche, tecnologiche ed aerodinamiche della GT3 RS. [caption id="attachment_5257" align="alignnone" width="650"] Gt3 Rs in action[/caption] 5: Performance Feeling - Oltre al monumentale grip meccanico - raggiunto attraverso la carreggiata della Turbo e gli pneumatici più ampi di tutte le 911, l'assoluta agilità e maneggevolezza e la rapidità con cui si acquisisce confidenza con la supercar tedesca, ciò che colpisce della Porsche GT3 RS è la capacità di scaricare con teutonica efficienza tutta la potenza al suolo unita a alle sensazioni di un esperienza di guida pura e non filtrata che il 99 percento delle automobili contemporanee non sono più in grado di trasmettere.  [caption id="attachment_5258" align="alignnone" width="650"] Alla scoperta del Terminillo cn la GT3 RS[/caption]

Come muoversi

Con l'arrivo dei mesi più freddi è tempo di passare alle gomme invernali, e per non spendere una fortuna perchè non affidarsi a Pneumaticishop. La start-up indipendente  dai grandi gruppi del settore nata da un team di professionisti con l'obbiettivo di diventare il principale player nazionale per prodotti, qualità e servizi a prezzi competitivi. [caption id="attachment_5305" align="alignnone" width="650"] L'offerta di lancio[/caption] In occasione dei primi mesi di attività, Pneumaticishop.it - innovativo sito dove è possibile ordinare on-line ogni tipo di pneumatico delle migliori marche come Goodyear, Michelin, Pirelli, Bridgestone e Continental, propone numerose offerte per spendere ancora meno. Utilizzando il promocode INVERNO2015 per gli ordini effettuati tra il 16 Novembre e l'8 Dicembre, potete infatti usufruire di uno sconto di 20 Euro sull'acquisto delle gomme invernali.  [caption id="attachment_5307" align="alignnone" width="650"] Una delle tante offerte da prendere al volo di Pneumatici.it[/caption] [caption id="attachment_5314" align="alignnone" width="650"] Scatta l'obbligo degli pneumatici invernali[/caption] Pneumatici.it propone dunque la perfetta combinazione di Marchi Premium e Value for Money; a ciò si aggiunge consegna gratuita entro 24 ore su tutto il territorio nazionale, un network di oltre 200 centri per il montaggio, e diverse soluzioni per il pagamento. I clienti sono seguiti in tutte le fasi dell'acquisto, pagamento, ricezione e montaggio del prodotto acquistato attraverso il customer service telefonico (800034994) con personale italiano in grado di offrire in modo chiaro ed efficace tutto il supporto necessario. [caption id="attachment_5308" align="alignnone" width="650"] Un'latra vantaggiosa offerta di Pneumatici.it[/caption] Il sito Pneuamaticishop.it, presente su Facebook, Twitter , Google+ e Instagram,  consente di reperire facilmente il prodotto desiderato con filtri dedicati a dimensioni, battistrada, marca, caratteristiche e schede che permettono il confronto dettagliato di perfomance e costi.  Pneumaticishop.it è anche pioniere di un mercato in rapida espansione; tanto che le proiezioni indicano che il 20 percento degli pneumatici saranno venduti on-line entro il 2020 contro il 4 percento attuale. [caption id="attachment_5310" align="alignnone" width="650"] Gomme e Neve[/caption] [caption id="attachment_5311" align="alignnone" width="650"] Affari on line[/caption] [caption id="attachment_5313" align="alignnone" width="596"] Logo[/caption] Articolo Sponsorizzato da Pneumaticishop.it 

Come muoversi

Quando il soggetto è un capolavoro dell'automobilismo contemporaneo come la AMG GTs - tambureggiante risposta Mercedes all'intramontabile Porsche 911 - le sensazioni (sublimi) al volante raccontano solo una parte della storia e per alcuni aspetti non necessariamente la più importante. Perchè se è assolutamente vero che la splendida grand tourer di Stoccarda - qui nel seducente abito rosso lacca - trasmette sensazioni di puro piacere e assoluta velocità, l'impatto estetico della AMG Gts su passeggeri e passanti è altrettanto potente e rilevante. [caption id="attachment_5094" align="alignnone" width="650"] La Amg Gts vista dall'alto nel cortile di Torre Coccaro[/caption] Nel corso degli oltre 1500 chilometr percorsi a bordo della AMG Gts da Roma alla Puglia e ritorno, ho apprezzato il comfort a velocità autostradali, il selvaggio ed esaltante suono del 4 litri biturbo da 510 cavalli, lo sprint da 0 a 100 in 3.8 secondi non che l'attitudine - tipica di molte AMG - a drift spettacolari e facilmente controllabili. Cosa, quest'ultima, che da un sacco di soddisfazione. La più sexy delle Mercedes attualmente in commercio, è dunque a tutti gli effetti una supercar quotidiana, ma prima di approfondire tecniche e innovazioni dinamiche è bene soffermarsi su forme, geometrie e design. [caption id="attachment_5110" align="alignnone" width="650"] Accanto alla Masseria Montenapoleone[/caption] Inutile dire che la AMG Gts è un auto che non passa inosservata; e non solo per il sound esplosivo del V8. La silhouette, contraddistinta dall'imponente cofano unito a forme sferiche e futuristiche, è una sorta di capsula aerospaziale. Le prese d'aria frontali e posteriori sono chiari riferimenti alle performance. Il posteriore, levigato e curvilineo con gruppi ottici asimmetrici e tondeggianti e frecce progressive, è progettato per trasmettere movimento e velocità. [caption id="attachment_5096" align="alignnone" width="650"] In posa davanti alla Masseria Montenapoleone[/caption] Anche l'impostazione al volante è unica nel suo genere; la seduta è bassa ma sopratutto molto arretrata con panorami di una carrozzeria dove le superfici concave e convesse creano un armonico alternarsi di luci ed ombre. Il risultato di tutto quanto sopra è un'indiscutibile magnetismo accompagnato da un grandioso senso di occasione e pantomima. La AMG Gts infatti - almeno a mio modo di vedere le macchine  - è anti convenzionale nell'architettura e dotata di uno spiccato senso dell'umorismo. E ovviamente è anche un gran bel posto dove stare. [caption id="attachment_5099" align="alignnone" width="650"] Interni della Mercedes-AMG GTs[/caption] In bilico tra lusso e prestazioni, l'abitacolo della Amg Gts ha due posti, acciai spazzolati, sedili sportivi ma confortevoli, pelle morbida con stemmi in rilievo, tutte le multimedialità possibili immaginabili ed una serie di macro pulsanti nella consolle centrale dedicati alle varie modalità di guida che cambiano radicalmente il comportamento dinamico della Mercedes più cool e sexy degli ultimi vent'anni. [caption id="attachment_5100" align="alignnone" width="650"] La Amg Gts con la Valle d'Itria sullo sfondo[/caption]  

Come muoversi

Come molte automobili anche la Mercedes AMG GTs ha diverse modalità di guida, ma al contrario di molte automobili il carattere dell' affascinante grand tourer a due posti di Stoccarda cambia radicalmente a seconda della selezione. Per scegliere il comportamento dinamico e la potenza più consona al percorso, basta premere i pulsanti nell'avveniristico tunnel centrale optando per una delle seguenti mappature:  Comfort/Sport/Sport Plus/Race. [caption id="attachment_5121" align="alignnone" width="650"] Power&Beauty[/caption] La prima, comfort, non essendo la AMG GTs propriamente un auto da godersi in città (dove però farete una cortesia di natura estetica ai passanti), è la più consona ai lunghi viaggi dove il bagagliaio da 350 litri ha una capienza più che sufficiente. L'assetto, pur essendo "teso" per default,  non è eccessivamente rigido, l'erogazione è sicuramente più docile ed il sound relativamente discreto. In questa modalità si riescono a coprire centinaia di chilometri senza che le vibrazioni diventino parte integrante della vostra colonna vertebrale ed il tambureggiante V8 si limita ad emettere un tenue brusio. A velocità autostradali, la AMG è letteralmente sui binari e quando arrivano le curve ad alta percorrenza  - con fantastiche sensazioni annesse - basta scegliere l'over ride manuale del cambio a doppia frizione per tenere il 4000 biturbo sempre sul ciglio della coppia. [caption id="attachment_5123" align="alignnone" width="650"] Fotogrammi dalla Valle d'Itria[/caption] Che in modalità full power è di 650 newtonmetri. E questo significa guidare in "Race" dove gli interventi elettronici (stabilità e trazione) vengono praticamente annullati, lo scarico è completamente aperto, lo sterzo più pesante e immediato e se non siete in qualche circuito è bene fare molta attenzione in uscita di curva. Il motore della Mercedes AMG GTs è avveniristico principalmente perche i due turbo sono praticamente integrati nei cilindri e quindi non vi è traccia di "lag". Il risultato di tutto ciò è che superati i 2500 giri la spinta diventa furibonda a prescindere dalla marcia scelta e le ruote posteriori, specie se l'asfalto è polveroso come in Valle d'Itria, tendono a pattinare allegramente. E dunque fanatici del "drift" iniziate a gioire a più non posso; la AMG si presta sicuramente ad una guida rapida e precisa, ma il massimo del massimo - e distillato di puro piacere - è metterla di traverso in pista.   [caption id="attachment_5125" align="alignnone" width="650"] Laguna Seca Drifting durante il lancio internaizonale[/caption] Le modalità di guida intermedie sono invece le più fruibili. Sport, che sveltisce parzialmente la risposta di volante e accelerazione, può anche essere adatta al quotidiano e trasmette un ottimo equilibrio tra performance e comodità. Sport plus si avvicina di più alla mappatura race e data la potenza complessiva della AMG GTs, può risultare eccessiva nei tratti più tortuosi, dove comunque la Mercedes è molto ma molto più agile e immediata di quanto si possa pensare. L'anteriore entra rapidissimo ed il posteriore segue in scioltezza. [caption id="attachment_5124" align="alignnone" width="650"] Masseria Alchimia[/caption] In conclusione, la Mercedes AMG GTs sa essere una stupenda grand tourer quando si tratta di coprire le lunghe distanze e una divertentissima sportiva in curva e sul misto. Il tutto impreziosito da un design contemporaneo, da una minuziosa attenzione ai dettagli stilistici e una forma complessiva tanto unica quanto seducente. Ed anche se spesso sarà impossibile sfruttare tutta la cavalleria, potendo scegliere comprerei sicuramente la GTs.

Come muoversi

Millecinquecento indimenticabili chilometri in perfetto equilibrio tra estetica, evoluzione e adrenalina a bordo della sontuosa Mercedes AMG GTs. Un grand tour da Roma alla Valle d'Itria e ritorno illuminati dalla luce del Mediterraneo tra fortezze di charme, città bianche e sublimi contrasti cromatici. Uno spettacolare mix di cultura, storia e paesaggi accostati alla scultorea silhouette della AMG Gts, che pur essendo appena nata è già un grande classico contemporaneo. [caption id="attachment_5108" align="alignnone" width="650"] Trullo nei pressi di Caranna, Valle d'Itria[/caption] La Mercedes AMG GTs è una delle pochissime auto in commercio in grado di creare aspettative ed eccitazione solo alla vista; figuriamoci quando si preme il pulsante start ed il 4000 V8 biturbo da 510 cavalli inizia a schiarirsi la voce prima di urlare la sua dolce e feroce melodia. Impossibile non tornare bambini alla prima brutale accelerazione dove lo 0 a 100 è storia in 3.8 secondi; e come non regredire di almeno un paio di decadi non appena si presenta l'occasione di lanciarsi in infantili sequenze di tunnel blasting nel tortuoso tratto di autostrada che collega Avellino e Candela tra scorci da far west e curve veloci che sembrano quasi sfiorare le mastodontiche pale eoliche lungo il percorso. [caption id="attachment_5105" align="alignnone" width="650"] La AMG Gts in autostrada verso la Puglia[/caption] E già che siamo sul tema autostrada, sappiate che lungo il percorso non avrete mai tallonatori appiccicati al retrotreno ed alla prima scintilla di rosso lacca negli specchietti ogni singola automobile si sposterà immediatamente a destra. Il motivo di tutto ciò, secondo me, ha ben poco a che vedere con la potenziale velocità massima (310 orari ndr) della Gts e molto con la rarità del modello unito ad un folgorante design in grado di coniugare elementi retrò con superfici sferiche e geometrie attuali e slanciate. [caption id="attachment_5113" align="alignnone" width="650"] Dinamismo e design[/caption] Detto ciò, la AMG GTs è tutt'altro che una show-off car. Le dinamiche di guida sono infatti appassionanti quanto l'estetica e sensibilmente diverse rispetto al modello - la Porsche 911 - con cui tutte le sportive coupè devono misurarsi. Se la 911 è più razionale nell'architettura e più efficiente nello scaricare la cavalleria a terra, la AMG Gts è più teatrale nelle forme e più predisposta ad un comportamento esuberante in'uscita dalle curve. [caption id="attachment_5115" align="alignnone" width="650"] Lungo la Fasano Selva di Fsano[/caption] Di questo e molto altro parleremo nel prossimo articolo dedicato alle sesnazioni di guida percepite durante il test drive della Mercedes AMG GTs; meraviglioso punto d'incontro tra eleganza e performance per creare una grand tourer sicuramente unica e probabilmente irripetibile.

Come muoversi

La Jaguar F-Type S Cabrio - con le sue eleganti forme in armonico equilibrio tra bellezza e performance - è una delle sportive a due posti più sinuose e teatrali dell'automobilismo contemporaneo. Proporzionata e magnetica da ogni angolo e prospettiva la F-Type - qui e per la prima volta spinta da 4 ruote motrici - è l'entusiasmante opera del maestro Ian Callum; oggi capo designer Jaguar e nobile matita che ha regalato al mondo un capolavoro come l'Aston Martin Vanquish; la grand tourer costruita rispettando la formula algebrica della sezione aurea. [caption id="attachment_4956" align="alignnone" width="650"] La F-Type e gli sfondi rinascimentali de La Suvera[/caption]   Anche la F-Type rispetta i canoni della bellezza classica e infatti, pur appartenendo al XXI secolo per dinamiche di guida, tecnologia, aerodinamica e silhouette, può essere accostata all'antico e al moderno come alla natura e ai paesaggi urbani senza mai stridere con ciò che la circonda. Perchè la proporzione di fidia è insita nei lineamenti di questa spettacolare cabrio inglese e la sublimazione dell'estetica non solo non è mai fine a se stessa ma rende tutta l'esperienza - visiva, tattile, sonora - ancora più speciale. [caption id="attachment_4958" align="alignnone" width="650"] La F-Type in Maremma[/caption] E dopo aver guidato la F-Type S per quasi 2000km tra Maremma, Val d'Orcia e Mugello posso affermare con totale sicurezza che le sensazioni predominanti al volante sono puro piacere, totale coinvolgimento e assoluta felicità. Il sound pieno, vigoroso e cattivo del 3000 V6 da 380 cavalli - che in rilascio, una volta selezionato il dynamic mode, scoppietta come una mitragliatrice - è semplicemente sublime. Lo sterzo, non elettrico ma idraulico, è tanto preciso da risultare quasi telepatico. Della F-Type mi è piaciuto molto anche il comfort e l'assetto; mai troppo rigido, dunque più che adatto alle lunghe distanze, ma al tempo stesso in grado di copiare e trasferire al conducente l'andamento del'asfalto per il massimo feeling e controllo. [caption id="attachment_4963" align="alignnone" width="650"] La spinta del 3000 V6 da 380 cavalli[/caption] Passiamo ai numeri; la F-Type S può toccare i 270 orari di velocità massima e scattare da 0 a 100 in 4.6 secondi ed il modello utilizzato per il nostro viaggio in Toscana era equipaggiato con il cambio automatico a 8 rapporti collegato al sistema Awd; che da un lato contribuisce ad un aumento del peso di circa 80kg, ma dall'altro permette di avere più trazione e di aprire il gas prima in'uscita dalle curve, dove la Jaguar con quattro ruote motrici risulterà sempre stabile e composta. Ciò non vuol dire che non ci sia verso di far perdere aderenza al retrotreno, dato che la spinta arriva prevalentemente al posteriore (che si avvale di un evoluto differenziale) e viene ripartita alla ruote davanti solo quando manca grip. [caption id="attachment_4969" align="alignnone" width="650"] Verso la Val D'Orcia in un giorno di pioggia[/caption] Ritengo tuttavia che il sistema Awd sia più necessario sulla ferocissima F-Type R piuttosto che sulla S ma in ogni caso il tipo di trazione rientra nelle preferenze personali del singolo al pari di colore, motore e optional. Ciò che secondo me più conta, sopratutto in una sportiva di lusso a due posti con il tetto in tela, è l'emozionalità dell'esperienza e come l'auto ti fa sentire quando la guidi e la osservi. E in questo senso la F-Type - che con i suoi interni ergonomici, sofisticati e dall'impostazione vagamente aeronautica è anche un gran bel posto in cui stare - colpisce il centro del bersaglio perchè riesce a trasmettere aspettative in tutte le circostanze accompagnate da un'accattivante senso di grande occasione ad ogni spostamento dove, fateci caso, avrete sempre il sorriso stampato in volto. [caption id="attachment_4966" align="alignnone" width="650"] Passerella F-Type[/caption] [caption id="attachment_4968" align="alignnone" width="650"] Gli interni della F-Type[/caption]

Come muoversi

Volete trovarvi a stretto contatto con acqua, sale, vento, quiete e paesaggi incontaminati? La soluzione, anche quando di onde non vi è traccia, è una lunga sessione di Sup; acronimo di Stand Up Paddle. La disciplina, ormai famosa in tutto il mondo,  ha le sue origini alle Hawai, dove già nel 1780 l'esploratore inglese James Cook osservò i nativi pagaiare in posizione eretta su delle grosse tavole. Duecento e passa anni dopo, il surfista Laird Hamilton cerca e trova il metodo per cavalcare onde gigantesche sostituendo il "towing" (traino) a motore con il remo gettando così le basi per l'SUP contemporaneo.  Che siano i "breaks" del Pacifico o le baie del Mare Egeo, OnTheRoad ha preparato questa short-list con 10 ottimi motivi per praticare la disciplina. [caption id="attachment_5027" align="alignnone" width="650"] Sup a Blue waters[/caption] 1: Il Sup è un eccellente attività fisica che oltre all'equilibrio sviluppa bicipiti, addome, gambe e dorsali rinforzando il "core". 2: Se non si ha voglia di fare cardio, il Sup è un modo eccellente per rilassarsi in baie deserte osservando i panorami in totale solitudine. 3: Con il Sup non c'è alcun bisogno di vento per divertirsi. [caption id="attachment_5028" align="alignnone" width="650"] Cambio di direzione[/caption] 4: Pagaiare sulla tavola è distensivo, appagante ed è un pò come camminare sulle acque. Epico 5: Al contrario di altre disciplina con la tavola (e la vela) il Sup non è affatto pericoloso, a patto di non spingersi troppo al largo se il vento supera i 4 Beaufort. 6: Quando siete stanchi, il Sup può diventare un confortevole prendi sole a pelo d'acqua. [caption id="attachment_5032" align="alignnone" width="650"] Acque di Milos[/caption] 7: Con il Sup, in isole frastagliate e colorate come Milos, Poliegos e Kimolos, si raggiungono posti accessibili solo in barca. [caption id="attachment_5033" align="alignnone" width="650"] Agios Ioannis, Milos[/caption] 8: In caso di mareggiate con il Sup si cavalcano le onde con relativa facilità dato che il longboard è più stabile delle tavole da surf. 9: Il Sup è semplice da trasportare e una volta arrivati in spiaggia, al contrario del kite surf per esempio, non occorrono ore di preparativi prima di mettersi in marcia. [caption id="attachment_5034" align="alignnone" width="650"] Sup sunset views[/caption] 10: Il Sup, quieto e facile da manovrare,non arreca disturbo e non c'è alcun rischio di tranciare bagnanti.  

Come muoversi

In questo servizio dedicato al viaggio con la Jaguar F-Type S Cabrio Awd in Toscana, vi portiamo alla scoperta del raffinato lusso del Relais la Suvera a Pievescole e nelle iconiche strade incorniciate di cipressi tra Monticchiello in Val d'Orcia e Galliano nei pressi di Barberino di Mugello. Location uniche, ad alto tasso scenografico e di rarissima bellezza; quindi tutti posti ideali per godersi al meglio l'elegante sportiva inglese. [caption id="attachment_4976" align="alignnone" width="650"] La scala rinascimentale nel cortile de La Suvera[/caption] Dello straordinario Relais La Suvera abbiamo già scritto un articolo qualche tempo fa dal nome "Lusso e Pace in Val d'Elsa" e per rileggere l'infinità di ottimi motivi per soggiornare in questo Small Luxury Hotel immerso nel verde v'invitiamo a cliccare qui. [caption id="attachment_4981" align="alignnone" width="650"] Una delle meravigliose camere de La Suvera[/caption] [caption id="attachment_4978" align="alignnone" width="650"] Il cortile del Relais La Suvera[/caption] Mentre per vedere altre fantastiche foto della campagna toscana e delle strade più belle della regione percorse in compagnia del 3000 V6 da 380 cavalli della F-Type S Awd non dovete far altro che scorrere sotto. Buona visione. [caption id="attachment_4982" align="alignnone" width="650"] La strada di Cipressi accanto a Galliano[/caption] [caption id="attachment_4964" align="alignnone" width="650"] Verso la Val d'Orcia[/caption] [caption id="attachment_4984" align="alignnone" width="650"] a San Quirico d'Orcia[/caption] [caption id="attachment_4985" align="alignnone" width="650"] La strada tra Monticchiello e Pienza[/caption]  

Come muoversi

Torna la nostra rubrica dedicata alle strade più belle del mondo con la fantasmagorica striscia d'asfalto che unisce i due paesi di Asciano e Trequanda in Toscana. Il percorso di circa 15km - tra tornanti, cambi di direzione e brevi rettilinei - si snoda s'un crinale con vista della Val d'Orcia da un lato e delle Crete Senesi dall'altro. [caption id="attachment_4948" align="alignnone" width="650"] Panorami dall'Asciano Trequanda[/caption] Panorami unici e maestosi, dove il continuo alternarsi di poggi, file di cipressi, ville rinascimentali e morbide distese di verde proiettano conducente e passeggeri in un universo parallelo di pura poesia. Essendo il percorso piuttosto breve il nostro consiglio è di fare un'andata e ritorno in modo da prolungare la sessione al volante e vivere più a lungo - e da diverse prospettive -  gli straordinari scorci di questo onirico tratto della Toscana. [caption id="attachment_4949" align="alignnone" width="650"] Al volante della Jaguar F-Type S Awd spinti dal V6 da 380 cavalli[/caption] Ovviamente se avete la possibilità di affrontare l'Asciano-Trequanda s'una cabrio tutto sarà più scenografico e spettacolare perchè guidando a cielo aperto si riescono ad apprezzare meglio le delicate cromie della campagna ed i delicati giochi di luce ed ombre sulle colline della Val d'Orcia e ci si sente a strettissimo contatto con suoni e profumi della natura circostante. Se poi la cabrio è una sportiva di lusso come Jaguar F-Type S Awd spinta dal 3000 V6 da 380 cavalli dal suono semplicemente sublime, l'esperienza rasenterà l'indimenticabile. [caption id="attachment_4951" align="alignnone" width="650"] Le Crete Senesi e la Val d'Orcia[/caption]  

Come muoversi

Cosa hanno in comune una Lexus CT 200h ibrida (qui in versione 25esimo anniversario), le tagliatelle all'anatra dell'Osteria il Giardino di Piero e un bagno doccia Aboca con betaina di barbabietole, oli essenziali di legno rosa e biolipidi di girasole? Apparentemente nulla ma già da un'analisi appena più approfondita la risposta è attenzione verso l'ambiente e una certa dedizione nei confronti della sostenibilità. E qui qualcuno dirà: "Si certo ma il volatile è stato comunque sacrificato, del litio per le batterie estratto, e per coltivare tigli e girasoli qualche risorsa verrà comunque utilizzata". [caption id="attachment_4820" align="alignnone" width="650"] OnTheRoad con Lexus CtT Hybrid[/caption] Ma questo è un discorso da integralisti mentre i tre esempi sopra, sono modi diversi d'interpretare la Green Economy, che può essere applicata all'allevamento di anatre nutrite con mangimi naturali, alla produzione di creme e rimedi officinali ottenuti  d'agricoltura biologica come dall'automotive costruendo macchine più efficienti in fabbriche a basso impatto. L'essenza della Green Economy non è certo azzerare i consumi o riportare l'umanità all'età della pietra quanto agire e muoversi nel recinto della sostenibilità - magari sostituendo pratiche dannose con soluzioni virtuose - con l'obbiettivo di creare prodotti  più ecologici e rispettosi delle (poche) risorse che abbiamo ancora a disposizione. [caption id="attachment_4821" align="alignnone" width="650"] L'entrata del Palazzo di Luglio a Sansepolcro[/caption] Ad oggi -e forse neanche tra cent'anni - nessuna macchina è a impatto zero dato che tutte le automobili, per muoversi, devono per forza di cose consumare qualche forma di combustibile e la Lexus CT Hybrid, forte della tecnologia e come le colleghe a doppia alimentazione a marchio Toyota, può essere considerata "green" perchè una volta su strada, riesce a limitare l'utilizzo di benzina; parzialmente sul misto e tantissimo in città. [caption id="attachment_4822" align="alignnone" width="650"] Lavanda e dimore storiche accanto alle sede Aboca[/caption] Inoltre, per impostazione dinamica e filosofia, la "hatchback" giapponese invita chi è al volante ad essere il più delicato possibile con gas e freni. Viaggiare diventa così una sfida a consumare il meno possibile (in 800 km, prevalentemente percorsi in autostrade e itinerari in collina, abbiamo registrato una media di circa 5,2 litri per 100km ndr) e poi che la CT è silenziosa da non crederci (anche quando ci si muove solo con il motore termico) tutta l'esperienza è quieta, pacata, rasserenante. [caption id="attachment_4818" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Lexus CT[/caption] Nell'abitacolo - dove attraverso le schermo si può controllare in tempo reale il funzionamento dei due motori - c'è anche una manopola che imposta erogazione e sterzo in modalità sport per sfruttare al massimo i 138 cavalli complessivi del 2000 a benzina termico e del propulsore elettrico.  Una soluzione utile quando s'incontrano curve in sequenza o bisogna sorpassare in spazi stretti, ma per chi come me è un adepto delle vere auto sportive - quelle con troppi cavalli e la trazione posteriore - il massimo della soddisfazione ecologica arriva guidando la Lexus CT nel traffico, nei tratti stop and go o nei vicoli all'interno di mura antiche come quelle di Sansepolcro. [caption id="attachment_4823" align="alignnone" width="650"] Scorci toscani con Lexus CT Hybrid[/caption] Contesti in cui possedere una hybrid fa tutta la differenza del mondo perchè ci si muove utilizzando prevalentemente la carica delle batterie (sopratutto in partenza, poi superati i 30 orari entra la spinta convenzionale quando le masse sono però già in movimento limitando quindi la combustione di benzina ndr) riducendo, nel processo, l'emissioni di Co2 in modo macroscopico e regalando infine notevoli benefici a cittadini, passanti, all'inquinamento acustico come alla qualità dell'aria e quindi dell' ambiente.  

Come muoversi