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In questo servizio dedicato al viaggio con la Jaguar F-Type S Cabrio Awd in Toscana, vi portiamo alla scoperta del raffinato lusso del Relais la Suvera a Pievescole e nelle iconiche strade incorniciate di cipressi tra Monticchiello in Val d'Orcia e Galliano nei pressi di Barberino di Mugello. Location uniche, ad alto tasso scenografico e di rarissima bellezza; quindi tutti posti ideali per godersi al meglio l'elegante sportiva inglese. [caption id="attachment_4976" align="alignnone" width="650"] La scala rinascimentale nel cortile de La Suvera[/caption] Dello straordinario Relais La Suvera abbiamo già scritto un articolo qualche tempo fa dal nome "Lusso e Pace in Val d'Elsa" e per rileggere l'infinità di ottimi motivi per soggiornare in questo Small Luxury Hotel immerso nel verde v'invitiamo a cliccare qui. [caption id="attachment_4981" align="alignnone" width="650"] Una delle meravigliose camere de La Suvera[/caption] [caption id="attachment_4978" align="alignnone" width="650"] Il cortile del Relais La Suvera[/caption] Mentre per vedere altre fantastiche foto della campagna toscana e delle strade più belle della regione percorse in compagnia del 3000 V6 da 380 cavalli della F-Type S Awd non dovete far altro che scorrere sotto. Buona visione. [caption id="attachment_4982" align="alignnone" width="650"] La strada di Cipressi accanto a Galliano[/caption] [caption id="attachment_4964" align="alignnone" width="650"] Verso la Val d'Orcia[/caption] [caption id="attachment_4984" align="alignnone" width="650"] a San Quirico d'Orcia[/caption] [caption id="attachment_4985" align="alignnone" width="650"] La strada tra Monticchiello e Pienza[/caption]  

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Torna la nostra rubrica dedicata alle strade più belle del mondo con la fantasmagorica striscia d'asfalto che unisce i due paesi di Asciano e Trequanda in Toscana. Il percorso di circa 15km - tra tornanti, cambi di direzione e brevi rettilinei - si snoda s'un crinale con vista della Val d'Orcia da un lato e delle Crete Senesi dall'altro. [caption id="attachment_4948" align="alignnone" width="650"] Panorami dall'Asciano Trequanda[/caption] Panorami unici e maestosi, dove il continuo alternarsi di poggi, file di cipressi, ville rinascimentali e morbide distese di verde proiettano conducente e passeggeri in un universo parallelo di pura poesia. Essendo il percorso piuttosto breve il nostro consiglio è di fare un'andata e ritorno in modo da prolungare la sessione al volante e vivere più a lungo - e da diverse prospettive -  gli straordinari scorci di questo onirico tratto della Toscana. [caption id="attachment_4949" align="alignnone" width="650"] Al volante della Jaguar F-Type S Awd spinti dal V6 da 380 cavalli[/caption] Ovviamente se avete la possibilità di affrontare l'Asciano-Trequanda s'una cabrio tutto sarà più scenografico e spettacolare perchè guidando a cielo aperto si riescono ad apprezzare meglio le delicate cromie della campagna ed i delicati giochi di luce ed ombre sulle colline della Val d'Orcia e ci si sente a strettissimo contatto con suoni e profumi della natura circostante. Se poi la cabrio è una sportiva di lusso come Jaguar F-Type S Awd spinta dal 3000 V6 da 380 cavalli dal suono semplicemente sublime, l'esperienza rasenterà l'indimenticabile. [caption id="attachment_4951" align="alignnone" width="650"] Le Crete Senesi e la Val d'Orcia[/caption]  

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Cosa hanno in comune una Lexus CT 200h ibrida (qui in versione 25esimo anniversario), le tagliatelle all'anatra dell'Osteria il Giardino di Piero e un bagno doccia Aboca con betaina di barbabietole, oli essenziali di legno rosa e biolipidi di girasole? Apparentemente nulla ma già da un'analisi appena più approfondita la risposta è attenzione verso l'ambiente e una certa dedizione nei confronti della sostenibilità. E qui qualcuno dirà: "Si certo ma il volatile è stato comunque sacrificato, del litio per le batterie estratto, e per coltivare tigli e girasoli qualche risorsa verrà comunque utilizzata". [caption id="attachment_4820" align="alignnone" width="650"] OnTheRoad con Lexus CtT Hybrid[/caption] Ma questo è un discorso da integralisti mentre i tre esempi sopra, sono modi diversi d'interpretare la Green Economy, che può essere applicata all'allevamento di anatre nutrite con mangimi naturali, alla produzione di creme e rimedi officinali ottenuti  d'agricoltura biologica come dall'automotive costruendo macchine più efficienti in fabbriche a basso impatto. L'essenza della Green Economy non è certo azzerare i consumi o riportare l'umanità all'età della pietra quanto agire e muoversi nel recinto della sostenibilità - magari sostituendo pratiche dannose con soluzioni virtuose - con l'obbiettivo di creare prodotti  più ecologici e rispettosi delle (poche) risorse che abbiamo ancora a disposizione. [caption id="attachment_4821" align="alignnone" width="650"] L'entrata del Palazzo di Luglio a Sansepolcro[/caption] Ad oggi -e forse neanche tra cent'anni - nessuna macchina è a impatto zero dato che tutte le automobili, per muoversi, devono per forza di cose consumare qualche forma di combustibile e la Lexus CT Hybrid, forte della tecnologia e come le colleghe a doppia alimentazione a marchio Toyota, può essere considerata "green" perchè una volta su strada, riesce a limitare l'utilizzo di benzina; parzialmente sul misto e tantissimo in città. [caption id="attachment_4822" align="alignnone" width="650"] Lavanda e dimore storiche accanto alle sede Aboca[/caption] Inoltre, per impostazione dinamica e filosofia, la "hatchback" giapponese invita chi è al volante ad essere il più delicato possibile con gas e freni. Viaggiare diventa così una sfida a consumare il meno possibile (in 800 km, prevalentemente percorsi in autostrade e itinerari in collina, abbiamo registrato una media di circa 5,2 litri per 100km ndr) e poi che la CT è silenziosa da non crederci (anche quando ci si muove solo con il motore termico) tutta l'esperienza è quieta, pacata, rasserenante. [caption id="attachment_4818" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Lexus CT[/caption] Nell'abitacolo - dove attraverso le schermo si può controllare in tempo reale il funzionamento dei due motori - c'è anche una manopola che imposta erogazione e sterzo in modalità sport per sfruttare al massimo i 138 cavalli complessivi del 2000 a benzina termico e del propulsore elettrico.  Una soluzione utile quando s'incontrano curve in sequenza o bisogna sorpassare in spazi stretti, ma per chi come me è un adepto delle vere auto sportive - quelle con troppi cavalli e la trazione posteriore - il massimo della soddisfazione ecologica arriva guidando la Lexus CT nel traffico, nei tratti stop and go o nei vicoli all'interno di mura antiche come quelle di Sansepolcro. [caption id="attachment_4823" align="alignnone" width="650"] Scorci toscani con Lexus CT Hybrid[/caption] Contesti in cui possedere una hybrid fa tutta la differenza del mondo perchè ci si muove utilizzando prevalentemente la carica delle batterie (sopratutto in partenza, poi superati i 30 orari entra la spinta convenzionale quando le masse sono però già in movimento limitando quindi la combustione di benzina ndr) riducendo, nel processo, l'emissioni di Co2 in modo macroscopico e regalando infine notevoli benefici a cittadini, passanti, all'inquinamento acustico come alla qualità dell'aria e quindi dell' ambiente.  

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Marconi Beach, Chatham ed il suo sensazionale Leading Hotel, Hyannis Port con tutti i racconti dalla dinastia più importante d'America  e l'unicità di Sandwich, sono sole alcune delle tante località da non perdere nella penisola di Cape Cod; meta di villeggiatura elitaria e sofisticata - tanto che molti americani la definiscono snob central - e storico punto d'arrivo dei Padri Pellegrini, che approdarono a Providence nel 1620 a bordo della Mayflower per poi convergere verso Plymouth. [caption id="attachment_4613" align="alignnone" width="650"] Nelle vie di Plymouth[/caption] Cape Cod dista circa 100 chilometri da Boston e per visitare le tante attrazioni - come il Museo dedicato a JFK ad Hyannis, l'ara naturistica protetta della National Seashore, i deliziosi Shacks dislocati tra Orleans e Chatham  e godersi i panorami dalla Old King's Highway, dove udite udite ci sono anche un bel pò di curve -  la macchina è assolutamente necessaria. [caption id="attachment_4614" align="alignnone" width="650"] Un giorno di pioggia a Cape Cod presso la National Seashore[/caption] La nostra compagna di viaggio per questa avventura nel New England è stata la solida e confortevole Dodge Charger, spinta dal 3.6 litri V6 da 300 cavalli e uno dei tanti modelli del Gruppo Fca. Un auto spaziosa, comoda, come quasi tutte le macchine americane non particolarmente brillante nei cambi di direzione, ma sicuramente veloce nei campi scatto e allungo e dalla silhouette particolarmente appropriata al percorso, dato che vista di lato, la sua forma ricorda un pò quella di uno squalo, specie onnipresente nelle acque del "Cape", dove non a caso ci sono anche un sacco di foche. [caption id="attachment_4611" align="alignnone" width="650"] Silhouette da squalo per la Dodge Charger[/caption] [caption id="attachment_4615" align="alignnone" width="650"] foche in chill out sui banchi di sabbia davanti a Chatham[/caption] L'itinerario suggerito è il seguente; una notte a Sandwich, il villaggio più antico della penisola dove c'è un albergo molto speciale -  The Belfry Inn - e due notti a Chatham per vivere in prima persona la classe e il lusso del Chatham Bars Inn; dall'inizio del 900' rifugio dell'artistocrazia americana con vista Oceano Atlantico e cottage in perfetto stile New England. Nel prossimo articolo parliamo di lobster rolls, clam shacks, cultura e delle migliori spiagge del Cape.  [caption id="attachment_4616" align="alignnone" width="650"] Il faro della Guardia Costiera di Chatham[/caption]

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La carrozziera è un omaggio senza tempo al design automobilistico; gli interni sono la quintessenza della razionalità Volkswagen, le sospensioni garantiscono lo stesso comfort di un divano di Cassina e con il motore 2000 TDi da 110 cavalli (ma c'è anche il 150 per chi cerca un pelino più di schnell) ci si dimentica di fare il pieno senza dover però rinunciare all'accelerazione. [caption id="attachment_4572" align="alignnone" width="650"] Borghi, cipressi e vigne a ridosso di Bardolino[/caption] Aggiungiamo poi tutta la collaudata tecnologia di Wolfsburg, chicche retrò sparse qua e là, una qualità complessiva ineccepibile ed una cappotta in tela- che, cosa rara, è stilosa anche quando è alzata e che  nulla sottrae all'armonia visiva del modello - per guidare a strettissimo contatto con natura, elementi, profumi primaverili e panorami e rendere il tutto ancora più speciale. [caption id="attachment_4566" align="alignnone" width="650"] Tra le vigne della Valpolicella[/caption] Personalmente sono stato sempre un fan delle cabriolet, e il Maggiolino non solo non fa eccezione ma è anche una della cabriolet più azzeccate assieme alle spyder tipo Mazda Mx-5 o Porsche Boxster. Privare una vera sportiva del tetto significa compromettere buona parte dell'handling, o comunque irrigidire a dismisura telaio e sospensioni per compensare alla mancanza di struttura in alto, le berline con la capote (fatta eccezione per la Rolls Royce Phantom Drophead) non funzionano su più livelli ne valorizzano chi è al volante,  e le utilitarie cabrio per fortuna non si sono mai affermate. Con la Beetle invece non si rischiano di alterare le prestazioni e non ci sono di mezzo seriose silhouette che stridono con il tetto in tela, che è un elemento ludico, gioioso, libertino e ironico. [caption id="attachment_4569" align="alignnone" width="650"] Gli interni della New Beetle Cabrio[/caption] Con il Maggiolone Cabrio ho percorso quasi 500km partendo dalla sede VW di Verona. La prima tappa sono state le vigne che diventeranno Amarone e le Ville del Palladio in Valpolicella. Da li abbiamo fatto rotta verso Bardolino, quindi Lazise seguita dalla bellissima Peschiera con le sue mura fortificate sull'acqua e le rovine romane e poi nell'eterna Sirmione per concludere con Solarolo e Salò; famosa per un sacco di ragioni sbagliate ma comunque affascinante per architettura e posizione. [caption id="attachment_4571" align="alignnone" width="650"] Il Maggiolino a Salò[/caption] Gli alberghi del percorso sono stati il  Byblos Art Hotel e il Piccola Vela di Desenzano; intima e perfettamente valorizzata villa storica con vista lago, un bel giardino di fiori a agrumi ed un ottimo rapporto qualità prezzo. [caption id="attachment_4570" align="alignnone" width="650"] L'Hotel Piccola Vela di Desenzano[/caption] Tornando alla Beetle, l'itinerario mi ha dato modo di scoprire senza fretta le qualità del modello, dove l'unico problema è la limitata praticità - rovescio della medaglia di tutte le cabrio -  e se tutti e quattro i possibili passeggeri hanno un bagaglio. Per il resto l'esperienza Beetle è rasserenante - perche l'auto non trasmette mai urgenza - distensiva ed esteticamente piacevole in ogni sua forma e dettaglio. Ed è quest'ultimo dettaglio che separa il Maggiolone dalla concorrenza; perchè molte auto, con o senza tetto apribile, sanno essere quiete, guidabili, efficenti e ben progettate, ma pochissime trasportano con se storia, cultura, ideali e visioni provenienti dai decenni più significativi e rivoluzionari del novecento.  [caption id="attachment_4575" align="alignnone" width="650"] In un borgo antico nei pressi di Bardolino[/caption]  

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Anno 1965; Porsche elabora un nuovo tipo di architettura applicata all'automobile e presenta al mondo la 911 Targa. Innovazione certo, ma anche affettuoso omaggio alla Targa Florio con cui la casa di Zuffenhausen - che con 11 trionfi è il costruttore più titolato nella spietata corsa stradale nel Parco delle Madonie - ha una relazione molto speciale e quasi simbiotica. Anno 2015; Porsche riporta la Targa in Sicilia e per meglio festeggiare i primi 50 anni di uno dei suoi modelli più amati - che nella versione 991 permette di viaggiare a cielo aperto al tocco di un pulsante - lancia la prima 911 Targa 4 Gts della storia. [caption id="attachment_4536" align="alignnone" width="650"] Nel Parco delle Madonie con la Targa Gts[/caption] Tre lettere per un nuovo record dato che la Gts - spinta dal 3.8 litri boxer da 430 cavalli che permette di scattare da 0 a 100 in 4.5 secondi e spingere il tachimetro appena oltre i 300 orari - è la Targa più veloce di sempre. Primato che in perfetta filosofia Porsche, e come per la Panamera, la Cayenne, la Cayman, la Boxster e tutte le 911, nulla sottrae a comfort e facilità d'utilizzo. Un aspetto fondamentale per godersi l'auto in più occasioni e per più giorni possibili, perchè con la Targa Gts, l'unica cosa che vorrete fare è guidare, guidare e poi guidare ancora. [caption id="attachment_4539" align="alignnone" width="650"] Scorci dal Parco delle Madonie[/caption] La Targa Gts ha anche 4 ruote motrici, che da un lato contribuiscono ad un aumento di peso (circa 80kg) ma dall'altro garantiscono quantità industriali di trazione anche quando l'asfalto - tipo quello affrontato nel Revival della Targa Florio - ha lo stesso grip di una lastra di marmo insaponata. A ciò si aggiungono ammortizzatori adattivi che modificano l'assetto a seconda delle preferenze (normale, sport e sport plus) e il pacchetto sport crono che prepara l'auto alla modalità full power accelerando la risposta di sterzo, cambio pdk a doppia frizione e motore che ad alti regimi sprigiona una colonna sonora pazzescamente goduriosa. [caption id="attachment_4540" align="alignnone" width="650"] Il mare della Sicilia, l'eleganza della Porsche Targa Gts[/caption] In bilico tra sportiva coupè e raffinata grand tourer, la Targa Gts ha dalla sua un altro macroscopico bonus; quello di saper nascondere il tetto rigido sotto la struttura in vetro in pochissimi secondi con un complesso meccanismo elettronico che è un altro piccolo capolavoro firmato Porsche. A velocità autostradali, con il frangivento alzato, le turbolenze nell'abitacolo sono davvero minime, mentre nei percorsi misti - come ad esempio nelle tortuose strade del Parco delle Madonie - guidare la Targa  diventa un esperienza sensoriale a 360 gradi. [caption id="attachment_4542" align="alignnone" width="650"] L'elegante e armonica silhouette della Porsche targa Gts[/caption] Il tatto è appagato dall'assoluta qualità dei materiali e dall'ineccepibile assemblaggio; la vista è continuamente sollecitata dai panorami come dal profilo del cofano, all'udito ci pensa il 6 cilindri boxer mentre l'olfatto avverte tutti gli inebrianti profumi della Sicilia a pastelli primavera. Mettiamo poi che dopo 400 km di estenuanti curve ed infiniti avvallamenti i lombi non sono infiammati grazie alla perfetta ergonomia dei sedili, che l'abitacolo è spazioso, lineare e con tutto al posto giusto, e che ogni cambio di direzione è pura gioia per ottenere un esperienza molto vicina alla perfezione. [caption id="attachment_4544" align="alignnone" width="650"] Gli interni della Targa Gts sono un perfetto mix di tecnologia, funzionalità e materiali pregiati[/caption] Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di guidare praticamente ogni singola Porsche in commercio e devo ammettere che ogni modello della casa di Zuffenhausen mi ha stupito per l'equilibrio complessivo, per il piacere che si prova al volante, per l'ineccepibile tecnica e per l'armonia di forme e geometrie. La Targa Gts- con le sue linee eleganti e la bella storia che l'accompagna - naturalmente non fa eccezione. E guidarla nelle stesse strade in cui è stata concepita ha quel valore aggiunto e quel sapore nostalgico che solo il ritorno alle tradizioni ed i richiami alla storia sanno trasmettere. [caption id="attachment_4546" align="alignnone" width="650"] Le tribune di Cerda; incipit e traguardo della Targa Florio[/caption]

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Solida, pratica e funzionale, la Classe B è l’emblema della razionalità Mercedes ed un modello dove poliedricità e facilità di utilizzo sono fermamente al centro del progetto. La Classe B appartiene infatti a quella ristretta cerchia di automobili che si prestano alla guida cittadina, alle gite fuori porta come ai lunghi viaggi  perché all’interno di un unico pacchetto, convivono comfort, silenziosità di marcia, un’ottima abitabilità e visibilità ed esaustive capacità di carico (da 488 a 1547 litri abbattendo i sedili posteriori) in relazione a dimensioni compatte e contenute.  [caption id="attachment_4439" align="alignnone" width="650"] Interni funzionali, ergonomici e di ottima qualità[/caption] La Mercedes Classe B è anche un modello dal design fluente ed armonico dove però l’apparenza – sempre importante – è subordinata alla sostanza. Di recente la casa di Stoccarda – perché il progresso in un segmento così competitivo e dove i rivali non stanno certo con le mani in mano è una sorta di condizione esistenziale - ha introdotto il restyling della sua monovolume compatta di segmento  B con fari al led, nuovi paraurti e calandra, un kit aerodinamico per migliorarne l’efficienza, un sistema d’infotainment aggiornato, cerchi in lega firmati AMG e per la prima volta - oltre all’ampia gamma di propulsori diesel e benzina - sarà possibile acquistare anche una la MPV (Multi Purpose Vehicle ndr) spinta solo ed esclusivamente dal motore elettrico. [caption id="attachment_4440" align="alignnone" width="650"] Vista di Spoleto[/caption] A fronte di tutto quanto sopra, OnTheRoad è in netto ritardo in quanto la prova sulle strade dell’Umbria tra Terni, le Cascate delle Marmore e Spoleto, risale alla Classe B pre- aggiornamento. Dove, nel corso dell’itinerario l’auto si è fatta apprezzare non solo per la razionalità degli spazi e la qualità complessiva di meccanica, tecnica e materiali, ma anche per un buon equilibrio dinamico (il baricentro è più basso e l’altezza da terra è scesa di 20mm) nonostante un assetto piacevolmente morbido e per i consumi contenuti. [caption id="attachment_4441" align="alignnone" width="650"] Spazi razionali e grande abitabilità[/caption] Nei circa 400km percorsi tra autostrade, città e strade tutte curve e tornanti (come la Terni-Spoleto ndr) spinti dal motore 4 cilindri 2.0 turbo diesel da 136 cavalli abbinato al cambio automatico a 7 marce e con sistema start-stop, la media è stata infatti di circa 18km con un litro di gasolio. Il racconto della Classe B in Umbria prosegue nel prossimo articolo

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Meta prediletta di molti popoli nord europei l'Algarve, nel profondo sud del Portogallo, è un luogo di grande atmosfera e nostalgica bellezza. Lasciati i dimenticabili (e un pò agghiccianti) centri urbani come Portimao ed il tratto di costa dominato da mega alberghi e campi da golf, questa magnifica regione sospesa tra oceano, orizzonti e soavi colline coperte da una lussureggiante vegetazione, diventa una luminosa gemma dove il tempo sembra essersi fermato agli anni 50'. [caption id="attachment_4400" align="alignnone" width="650"] La Cayman in posa davanti all Hotel Bela Vista[/caption] Un comodo e lussuoso punto di partenza per scoprire l'Algarve è l'Hotel Bela Vista; un edificio in stile liberty/coloniale costruito all'inizio del ventesimo secolo dove si dorme al suono delle maestose onde dell'Atlantico. Lo splendido Relais&Chateaux osserva l'evocativa Praia da Rocha e nei luminosi interni l'ospite è avvolto da un sapiente mix (il restauro è stato supervisionato dall'architetto portoghese Graca Viterbo) di luce, spazi, cultura e memorie. [caption id="attachment_4388" align="alignnone" width="650"] Praia da Rocha al Tramonto[/caption] Lasciata la città di Portimao, facciamo rotta verso l'omonimo circuito (cliccate qui per saperne di più sul test-drive Cayman GT4 in pista) fiondandoci nell'entroterra. Qui arriva il primo assaggio del superbo handling della sportiva a due posti Porsche su strade impegnative dal punto di vista dinamico e spettacolari da quello visivo. L'itinerario  verso l'autodromo è di quelli giusti; il percorso s'inerpica tra boschi e piccoli borghi tinti di bianco - dove il turismo di massa non è mai arrivato - alternando tornanti, curve veloci e rettilinei. [caption id="attachment_4390" align="alignnone" width="650"] Scene di guida nel cuore del'Algarve[/caption] Lo scenario ideale per ascoltare il sound del 3.8 litri boxer aspirato del Carrera S con 385 cavalli che ad ogni allungo intona la sua melodia appena dietro le deliziate orecchie di conducente e passeggero. L'asfalto purtroppo non è dei più levigati ma la GT4, nonostante l'assetto rigido, copia tutte le imperfezioni della strada trasmettendo sicurezza senza però trasformare la sessione al volante in una pratica d'espiazione per la spina dorsale. [caption id="attachment_4392" align="alignnone" width="650"] In uscita dalle curve la Cayman è piantata a terra ed incredibilmente reattiva[/caption] L'Autodromo dell'Algarve si avvicina e dopo circa cinquanta chilometri di esaltante guida sul misto dove la Cayman è andate ben oltre ogni più rosea aspettativa arriviamo al cospetto di una delle pista più complesse e tecniche del mondo. Sede ideale per scoprire il comportamento al limite della superba GT4; un auto immediata, diretta, reattiva e telepatica, dove ogni singolo cambio di direzione è pura gioia per l'ennesimo capolavoro firmato Porsche. [caption id="attachment_4394" align="alignnone" width="650"] Verso Portimao accompagnati da 385 cavalli ed un equilibrio dinamico senza eguali[/caption]

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Tra il lancio di modelli sempre più originali ed elaborati (vedi Cactus), e la scissione del marchio DS da Citroen, alcune auto dell'iconica casa francese non hanno secondo me goduto dei giusti riconoscimenti. Una di queste è sicuramente la C4 Grand Picasso che avevo guidato nel corso della presentazione internazionale nell'Ottobre 2013 in un bellissimo percorso tra le Alpi bavaresi e poi in questo lungo e interessante viaggio da Milano a Roma passando per Torino, la Liguria, i castelli medioevali nei dintorni di Bolgheri e la suggestiva costa degli Etruschi. [caption id="attachment_4337" align="alignnone" width="650"] Un palazzo d'epoca lungo la costa degli etruschi[/caption] Un percorso di quasi 1000 chilometri che ha confermato tutte le sensazioni del "first-drive" in Germania; e cioè che la C4 Grand Picasso è tutto ciò che un auto per famiglie numerose dovrebbe essere ed un modello che reinterpreta - in chiave contemporanea - i migliori tratti caratteriali (ma sicuramente non quelli somatici) di alcune Citroen che hanno fatto la storia dell'automobile. Come ad esempio la mitica 2 Cavalli e l'elegante Desse. Ovviamente non tanto per lo stile quanto per quella sensazione di assoluta morbidezza, comfort e serenità che l'auto riesce a infondere a conducente e passeggeri. [caption id="attachment_4338" align="alignnone" width="650"] La Grand Picasso nel cortile del castello[/caption] La spinta del motore diesel 2.0 BlueHdi da 150 cavalli è fluida, quieta, senza strappi. I consumi, considerando le masse e la capacità di carico, sono irrisori, specie in autostrada a 130 orari ed il propulsore,  pur avendo tutta la potenza necessaria per sorpassare, non trasmette mai urgenza. Inoltre le sospensioni sono tarate solo ed esclusivamente sulla comodità e l'abitacolo è ampio, curato e irradiato di luce naturale grazie al tetto panoramico. Tutti aspetti che rendono il viaggio rassicurante, sereno, piacevole e di conseguenza meno logorante.  La C4 Grand Picasso poi ha fino a sette posti; tutti modulabili. Il che significa che abbassando le ultime due linee di sedili si ottiene un pianale completamente piatto ed un bagagliaio sconfinato grande abbastanza per ospitare tutti i contenuti di un contenuto trasloco. [caption id="attachment_4339" align="alignnone" width="650"] Le capacità di carico della Grand Picasso sono semplicemente sensazionali[/caption]      

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