LIFESTYLE
Con le peggiori intenzioni
Scritto il 2015-10-26
da Matteo Morichini
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Feeling

Fonte: http://cdnit.ibtimes.com/

Il vergognoso teatrino a cui abbiamo assistito ieri a Sepang è un durissimo colpo per il Motomondiale e la credibilità dei protagonisti coinvolti. Il paradosso della triste e squallida faccenda, è che tra Valentino Rossi, Marc Marquez, Jorge Lorenzo e la Direzione Gara, il Dottore, l'unico ad essere punito (tra l'altro in un modo completamente sbagliato), è quello che ha dimostrato più lealtà nei confronti degli avversari.

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L'ultima fase del contatto prima del crash di Marquez

L'ultima fase del contatto prima del crash di Marquez

Rossi ha sicuramente una serie di colpe come aver agitato le acque nella conferenza stampa di giovedi (e la gara di ieri gli ha dato ragione) ed aver reagito alle provocazioni allargando al traiettoria (e per questo motivo è scattata la penalità ndr) per tenere all'esterno un Marquez che correva con l'unico scopo d'intralciare il cammino di Rossi verso il decimo titolo. Valentino non è stato infatti punito per il calcio, dato che è stato lo spagnolo ad appoggiarsi alla sua coscia cadendo ben prima che Rossi tirasse fuori il piede come reazione istintiva al contatto. VR doveva rimanere più calmo, ma sfido chiunque a non perdere il lume della ragione dinnanzi a tanta viltà.

Marquez ha dimostrato di essere un uomo piccolo piccolo; partire con l'obbiettivo di rovinare la gara di un collega, per giunta in piena corsa per il mondiale, è di una pochezza inenarrabile. Credo che a bocce ferme ed a lungo termine, sarà Marc, molto più di Valentino, a perdere consensi e tifosi. Ed è giusto che sia così.

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E cosa dire di Jorge Lorenzo che predica sanzioni più dure nei confronti del compagno di squadra? Non era più elegante e sportivo tacere invece che contraddire platealmente i propri datori di lavoro e smascherare il proprio lato oscuro ed astio nei confronti del rivale quando aveva sempre parlato di stima e rispetto? Che brutta figura che hai fatto caro Jorge.

Una brutta figura paragonabile a quella della Direzione Gara; che ancora una volta ha sbagliato tutto. Marquez e Rossi, considerando l'animosità del weekend, andavano innanzitutto richiamati prima della corsa per garantire uno svolgimento corretto e leale del gran premio, dove MM non aveva nulla da perdere o guadagnare mentre Valentino si stava giocando il titolo. E dopo il fatto (traiettoria che si allarga con l'obbiettivo di portare all'esterno e rallentare Marc), il Dottore andava punito subito con un drive-through e non facendolo partire ultimo a Valencia. E andava punito anche Marquez per condotta anti sportiva.

Ormai, purtroppo, la frittata è fatta. Rossi ha sempre la chance di conquistare il titolo a Valencia ma il timore è che comunque vada, l'epilogo stagionale non sarà una bella giornata di sport quando un teatro di rancori, rivalse e vendette che questo fino a ieri splendido mondiale non meritava. 

Con 7 vittorie contro le 4 di Valentino Rossi, Jorge Lorenzo si merita il titolo di Campione del Mondo ma come sottolinea il Dottore "sarebbe stato bello potersi giocare il mondiale alle pari e non combattendo con due piloti, per altro fortissimi". Gli eventi di Phillip Island, Sepang e Valencia, con Marquez nel ruolo di agitatore prima e di "bodyguard" del connazionale poi,  gettano una lunga ombra sul futuro della MotoGp. Un'ombra indesiderata e tristemente inedita nella storia del Motomondiale che alimenterà per molti anni a venire la cultura del sospetto; che mai era stata parte della disciplina. Valentino aveva captato le peggiori intenzioni di Marquez  e denunciato il suo modus operandi, ma anche a Valencia, Marc, con un impunità da squalifica, ha confermato di non avere un briciolo d'integrità sportiva proteggendo il risultato di Lorenzo anche a scapito del suo compagno di squadra Pedrosa. Uno scempio; e se è vero che bisogna sempre guardare avanti, risulta davvero difficile immaginarsi una MotoGp libera da polemiche e rancori in futuro. Marquez ha infatti creato un precedente devastante. Il pilota che non corre per se stesso quanto per impedire la vittoria di un altro - tra l'altro in piena lotta per il Mondiale - è capace di tutto. Ed il fatto che la bacheca Facebook di Marc sia coperta d'improperi - molti dei quali di spagnoli - e che al Ricardo Tormo il pubblico abbia applaudito più Valentino che Lorenzo e fischiato Marquez sul podio, aiuta a capire quale clima abbia creato il pilota Honda. Al termine, il costruttore giapponese era visibilmente in difficoltà nel giustificare le azioni del ventiduenne di Cevera: "Non possiamo controllare i nostri piloti in pista ma questo clima di sospetto l'ha creato Rossi" ha spiegato Livio Suppo. In realtà Rossi ha semplicemente sottolineato la strategia di Marquez, e il grande errore dell'organizzazione è stato quello di non prendere provvedimenti prima di Sepang. La frittata di uova marce è purtroppo fatta. Ora bisogna lavorare sul futuro per recuperare la credibilità perduta e garantire agli spettatori uno spettacolo onesto, leale e libero da alleanze e azioni anti sportive. La riunione indetta da Fim e Dorna a Valencia sul tema fair play e valori sportivi non è servita a niente perchè Marquez non ha modificato di una virgola i suoi comportamenti portando a termine l'obbiettivo prefissatosi. Lo spagnolo dovrà convivere a vita con una vergognosa macchia nel suo Cv mentre l'organizzazione dovrà assolutamente trovare le giuste contromisure per salvaguardare la MotoGp negli anni a venire. Anche perche Valentino è un grandissimo campione ma non è eterno e chi avrebbe dovuto raccoglierne l'eredità, si sta rivelando l'opposto di ciò che un numero uno dovrebbe essere.

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Il campanile della chiesa di paese osserva le colline, il mare e il Montefeltro. Il parroco suona la campana a Messa e quando Valentino vince le gare. L’accesso è attraverso l’arco di volta, appena sopra le mura di cinta, che da protezione sono diventate cornice perfetta per la ciclopica affissione del Valentino Rossi Fans Club, che ha sede a poche decine di metri. Benvenuti a Rossiland. L’immagine di copertina racconta meglio di mille parola il significato che il Dottore ha per e nella sua Tavullia. Da queste parti Valentino è vanto, storia, attualità, fede e orgoglio popolare. Ma anche un patrimonio vivente da proteggere e tutelare. Nessuno a Tavullia vi dirà dove si trova o dove abita il cittadino più amato e conosciuto. Neanche sotto tortura. Affetto e rispetto che Rossi contraccambia valorizzando la terra e il territorio,  generando, indirettamente, fama, quindi turismo, ma sopratutto creando direttamente indotto e posti di lavoro. Tanti posti di lavoro. Le attività del nove volte campione del mondo a Tavullia sono varie ed eterogenee; una, allo stato attuale delle cose, è attinente ad allenamento, divertimento e joie de vivre (Il Motor Ranch), la più remunerativa gode di un respiro globale (vedi articolo VR46: http://ontheroad.comunicablog.it/2014/04/reportage-dalla-vr46-di-valentino-rossi/) senza però mai dimenticarsi delle origini, mentre il Bar Pizzeria di Rossi è un allegra e vivace meta di pellegrinaggio per fans e tifosi che non fanno altro che aumentare. Anche quando la pista restituisce risultati opachi. Potere dell’amore incondizionato, che arriva quando hai fatto sognare le generazioni più disparate durante un viaggio sportivo, mediatico e filosofico - passione e divertimento innanzitutto - cominciato nel 1996 e non ancora giunto al capolinea. Una filosofia che si riflette in parte nel Bar Pizzeria di Valentino, con negozio riservato al Racing Apparel, un bel cortile con vista, carapine di gelati, tavoli da biliardo, mega-schermo per godersi gli eventi sportivi, videogiochi “old-school” e gadget vari firmati VR46 che raccontano di quasi due decadi di corse ad alta velocità. Gli avventori sono quasi tutti in solluchero, con gli occhi che schizzano da tutte le parti nella speranza di vedere apparire “Sua Velocità”, che qui, in teoria, non vorrebbe essere disturbato con richieste di foto e autografi. Ma nessuno riesce a trattenersi e se capita Rossi ovviamente acconsente.  Proseguiamo Qualche passo ed ecco L’Osteria degli Ultimi, presente anche nelle guide Slow Food e ricca di proposte territoriali nel menù, anche quello pieno di sfumature gialle, dove trovano spazio Presidi di tutta Italia per un mangiare solido e senza inutili fronzoli.  Delle proprietà di Valentino a Tavullia e dintorni, il Motor Ranch è il posto più straordinario. Ve lo raccontiamo nel prossimo articolo e per il momento auguriamo Buona Pasqua a tutti.

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