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Taste of Roma 2015; 9 piatti (e 1 Cocktail) da non perdere
Scritto il 2015-09-18
da Matteo Morichini
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Dove mangiare

Fonte: http://ontheroad.comunicablog.it/

Papille gustative gioite; "Taste is Back" e gli Chef Stellati della Capitale sono tutti all'Auditorium per l'edizione di Taste of Rome 2015 in programma da Giovedi 17 a Domenica 20 Settembre.  Ognuno dei dodici Chef presenti alla rassegna dedicata all'alta ristorazione propone quattro piatti (con prezzi dai 6 ai 10 Euro) per un totale di quarantotto squisite ed innovative ricette e questa è la short-list di OnTheRoad dedicata alle 9 creazioni e 1 Cocktail da non perdersi per nessuna ragione.

Riccardo di Giacinto - Ristorante All'Oro: Ravioli Croccanti, Castrato, Mirto e Pecorino

Fonte: http://ontheroad.comunicablog.it/

Ravioli Croccanti

Ravioli Croccanti

Heinz Beck - Ristorante La Pergola: Uovo Pochè su Amaranto con Tartufo Nero Estivo e la Tartare di Manzo con Caviale Calvisius e Panna Acida allo Yuzu (Foto di Copertina)

Alba Esteve Ruiz - Ristorante Marzapane: Battuta di Gambero Ross, Burrata, Crema di Melanzane Affumicate, Confettura di Pomodoro e Senape e Brut ma Bon al Pistacchio

Fonte: Matteo Morichini

Il Gambero Rosso secondo la Chef spagnola Alba Esteve Ruiz

Il Gambero Rosso secondo la Chef spagnola Alba Esteve Ruiz

Stefano Marzetti - Ristorante Mirabelle Hotel Splendid Royal: Lingotto di Oro della Bolivia con Maialino Fondente, Gelatina di Birra, Chips di Yuca e BBQ di Peperoncini Locoto

Fonte: Matteo Morichini

Il Piatto Wolrd of Taste by Stefano Marzetti

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Daniele Usai - Ristorante Il Tino: Agnolotti di Parmigiano Reggiano, Rucola e Uova di Aringa

Fonte: Matteo Morichini

Gli Agnolotti di Daniele Usai

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La Moderna - Dr Strangelove (Un rinfrescante Martini con Gin e Gocce d'Assenzio)

Fonte: Matteo Morichini

Barman in action nello stand de La Moderna

Barman in action nello stand de La Moderna

Roy Caceres - Ristorante Metamorfosi: Cevice Pisco Sour e Arepa di Mais, Tuorlo d'Uovo, Erbe e Chicaron

Fonte: Matteo Morichini

Roy Caceres e la sua versione di Street Food sudamericano

Roy Caceres e la sua versione di Street Food sudamericano

Marco Martini - Ristorante Stazione di Posta: Raviolo al Vapore, Pollo e Brodo di Patate

Fonte: Matteo Morichini

Le Influenze orientali nella cucina di Marco Martini

Le Influenze orientali nella cucina di Marco Martini

Andrea Fusco - Ristorante Giuda Ballerino: Capesante in Tempura al Nero di Seppia con Latte di Cocco e Guanciale

Fonte: Matteo Morichini

Il piatto di Andrea Fusco -Giuda Ballerino

Il piatto di Andrea Fusco -Giuda Ballerino

Angelo Troiani - Ristorante Acquolina Hostaria in Roma: Carbomare e Pizza, Prosciutto di Alalunga e Fichi

Fonte: Matteo Morichini

Le proposte di Angelo Troiani a Taste 2015

Le proposte di Angelo Troiani a Taste 2015

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Lo StreeatFoodTruck Festival - manifestazione itinerante dedicata al cibo veloce (non sempre) cucinato - nonostante il nome - all'interno di camionicini, ape e furgoni, è sicuramente una formula di successo (le code nella Città dell'Altra Economia a Roma erano fuori controllo) ma che purtroppo, per molti aspetti, tradisce la quintessenza del concetto che promuove. Perchè i Food Trucks, quantomeno quelli americani che poi hanno lanciato la moda, sono a tutti gli effetti ristoranti all'interno dei quali - o tutto al più con piccole estensioni esterne - il cibo viene preparato, trasformato e declinato per un consumo sul marciapiede. Il bello dei Food Trucks è l'innovativa visione nei confronti del prodotto, la fantasia delle proposte e l'arte di proporre ricette gustose, elaborate e rivisitate di piatti più o meno complessi come il bbq, fusion asiatici, cucina del pan-pacific rim, hamburger gourmet ed invenzioni più o meno originali che se acquistate al ristorante costerebbero un sacco di soldi in più a causa del servizio, le stoviglie, gli affitti e via discorrendo. Tutte cose di cui non vi era praticamente traccia allo StreeatFoodTruck Festival di Roma; dove la maggior parte delle proposte, oltre ad essere parecchio scontate (fritti misti, panini con formaggi e salumi, focacce con mortadella, piadine, supplì, arancini, l'onnipresente gnocco fritto) e quindi piuttosto prive di fantasia, possono essere tranquillamente reperite in quasi tutte le città italiane nei vari format streetfood spuntati come funghi da un pò di anni a questa parte e nei locali della tradizione. E questo tende a smantellare le fondamenta ed annacquare l'essenza dei veri FoodTrucks; che alcuni di voi avranno provato negli Stati Uniti dove innanzitutto spesso non esiste un punto vendita tra quattro mura e dove si spazia da panini vietnamiti a fantastiche reinterpretazioni della tradizione culinaria cinese (vedere per esempio le succulente ricette di Chairman Bao ndr) accompagnati da grafiche accattivanti, ricette energiche e raffinate cucinate utilizzando materie prime sceltissime e sofisticate. Sarà che l'Italia ha poca esperienza in materia Food Truck e  che il cibo (di strada e non) va tanto di moda; due aspetti che hanno consentito alla manifestazione di riscuotere un enorme successo di pubblico nonostante solo una piccolissima percentuale degli espositori presenti abbiano davvero promosso ed attuato un mangiare da marciapiede sano, intelligente, creativo ed originale. Tra i pochi ad essersi distinti - sorvolando sulle variazioni sul tema cheeseburger (ho visto preparare dei panini che gridavano vendetta; pane moscio e non piastrato, carne rinsecchita, lattuga moscia, salse da discount) - segnaliamo Phil's Slow Smoked American Barbecue con panini di maiale sfliacciato cotto per 8 ore, salsa bbq, coleslaw, Farinel OnTheRoad, con le deliziose miasse (piadine medioeveali di farina di mais cotte sui ferri arroventati e ripiene di formaggio, salame e patate), Chef in Viaggio (ricette dalla laguna veneziana) e gli hamburger di Ape Tizer cotti a bassa temperatura.

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Gran bel format quello di "Taste" perchè democratizza l'alta cucina, permette agli amanti del buon cibo di assaggiare le creazioni culinarie dei ristoranti più famosi della propria città senza dover accendere un muto in banca, e spesso, folla permettendo, si riescono a scambiare due chiacchere con Chef di livello internazionale. Nei giardini dell'Auditorium, piacevole e spaziosa location di "Taste of Roma 2014"- che è stato un grande successo di pubblico ed una meravigliosa e accessibile sinfonia per il palato - abbiamo assaggiato praticamente tutti i piatti della rassegna (venduti a 5 o 6 euro) e quelli che più ci hanno colpito portavano la firma del colombiano Roy Caceres di Metamorfosi, di Andrea Fusco di Giuda Ballerino, di Giulio Terrinoni di Acquolina Hostaria in Roma e soprtautto del simpatico e bravissimo Francesco Apreda di Imagò all'Hassler.  1: La Caprese tiepida, liquida e affumicata di Francesco Apreda. Apparentemente semplice e veramente geniale. Lo capisci che al primo assaggio per un esplosione sensoriale dalle sensazioni sul palato simili a quelle della migliore cucina orientale, dove Francesco ha accumulato anni di esperienza lavorando in India e Giappone. 2: Maccheroni e Crotstacei di Roy Caceres: Equilibrio, gusto, estetica e consistenze contrastanti. La porzione è di quattro maccheroni; ne avremmo mangiati cinquanta. 3: Paninetto ai broccoletti con scaloppa di foie gras, cipolle caramellate, maionese di fichi e zenzero, tartufo estivo di Andre Fusco: Gustoso, morbido, unico. Un panino gourmet di altissimo livello. 4: Tagliolino Total White di Giulio Terrinoni -  Baccalà, spuma di baccalà, mandorle, rafano.  5: Samosa di Sfogliatella, composta di ciliege e gelato al tè verde di Francesco Aprea: Napoli incontra New Delhi in questo delicato e sofisticato dessert. Tra gli altri piatti indimenticbili di Taste of Roma segnaliamo il Merluzzo Carbonaro di Aprea (si ancora lui, ma quand'uno è bravo è bravo), il tonno scottato con kimchi di rutabaga della Bowerman, il tempura di maialino con gelato di acciuga di danilo Ciavattini ed i ravioli con variazioni di baccalà di Fabio Cervio.

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