LIFESTYLE
Lexus CT Hybrid; Weekend nella Green Economy
Scritto il 2015-07-03
da Matteo Morichini
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Come muoversi

Fonte: Jamie Plummer

Cosa hanno in comune una Lexus CT 200h ibrida (qui in versione 25esimo anniversario), le tagliatelle all'anatra dell'Osteria il Giardino di Piero e un bagno doccia Aboca con betaina di barbabietole, oli essenziali di legno rosa e biolipidi di girasole? Apparentemente nulla ma già da un'analisi appena più approfondita la risposta è attenzione verso l'ambiente e una certa dedizione nei confronti della sostenibilità. E qui qualcuno dirà: "Si certo ma il volatile è stato comunque sacrificato, del litio per le batterie estratto, e per coltivare tigli e girasoli qualche risorsa verrà comunque utilizzata".

Fonte: Jamie Plummer

OnTheRoad con Lexus CtT Hybrid

OnTheRoad con Lexus CtT Hybrid

Ma questo è un discorso da integralisti mentre i tre esempi sopra, sono modi diversi d'interpretare la Green Economy, che può essere applicata all'allevamento di anatre nutrite con mangimi naturali, alla produzione di creme e rimedi officinali ottenuti  d'agricoltura biologica come dall'automotive costruendo macchine più efficienti in fabbriche a basso impatto. L'essenza della Green Economy non è certo azzerare i consumi o riportare l'umanità all'età della pietra quanto agire e muoversi nel recinto della sostenibilità - magari sostituendo pratiche dannose con soluzioni virtuose - con l'obbiettivo di creare prodotti  più ecologici e rispettosi delle (poche) risorse che abbiamo ancora a disposizione.

Fonte: Jamie Plummer

L'entrata del Palazzo di Luglio a Sansepolcro

L'entrata del Palazzo di Luglio a Sansepolcro

Ad oggi -e forse neanche tra cent'anni - nessuna macchina è a impatto zero dato che tutte le automobili, per muoversi, devono per forza di cose consumare qualche forma di combustibile e la Lexus CT Hybrid, forte della tecnologia e come le colleghe a doppia alimentazione a marchio Toyota, può essere considerata "green" perchè una volta su strada, riesce a limitare l'utilizzo di benzina; parzialmente sul misto e tantissimo in città.

Fonte: Jamie Plummer

Lavanda e dimore storiche accanto alle sede Aboca

Lavanda e dimore storiche accanto alle sede Aboca

Inoltre, per impostazione dinamica e filosofia, la "hatchback" giapponese invita chi è al volante ad essere il più delicato possibile con gas e freni. Viaggiare diventa così una sfida a consumare il meno possibile (in 800 km, prevalentemente percorsi in autostrade e itinerari in collina, abbiamo registrato una media di circa 5,2 litri per 100km ndr) e poi che la CT è silenziosa da non crederci (anche quando ci si muove solo con il motore termico) tutta l'esperienza è quieta, pacata, rasserenante.

Fonte: http://www.lexusroma.it/

Gli interni della Lexus CT

Gli interni della Lexus CT

Nell'abitacolo - dove attraverso le schermo si può controllare in tempo reale il funzionamento dei due motori - c'è anche una manopola che imposta erogazione e sterzo in modalità sport per sfruttare al massimo i 138 cavalli complessivi del 2000 a benzina termico e del propulsore elettrico.  Una soluzione utile quando s'incontrano curve in sequenza o bisogna sorpassare in spazi stretti, ma per chi come me è un adepto delle vere auto sportive - quelle con troppi cavalli e la trazione posteriore - il massimo della soddisfazione ecologica arriva guidando la Lexus CT nel traffico, nei tratti stop and go o nei vicoli all'interno di mura antiche come quelle di Sansepolcro.

Fonte: Jamie Plummer

Scorci toscani con Lexus CT Hybrid

Scorci toscani con Lexus CT Hybrid

Contesti in cui possedere una hybrid fa tutta la differenza del mondo perchè ci si muove utilizzando prevalentemente la carica delle batterie (sopratutto in partenza, poi superati i 30 orari entra la spinta convenzionale quando le masse sono però già in movimento limitando quindi la combustione di benzina ndr) riducendo, nel processo, l'emissioni di Co2 in modo macroscopico e regalando infine notevoli benefici a cittadini, passanti, all'inquinamento acustico come alla qualità dell'aria e quindi dell' ambiente.

Capolavori rinascimentali, visioni contemporanee, scenografiche città d'arte, grande cibo, relais di charme e rimedi officinali ottenuti da tecniche antiche e tecnologie all'avanguardia. Benvenuti nelle eccellenze dell'alta valle del Tevere, dove tra boschi, colline, cerbiatti e laghi convergono Marche, Umbria, Toscana ed Emilia in un maestoso susseguirsi di arte, storia, paesaggi ed esemplari aziende come Aboca, unica realtà italiana in grado di unire l'agricoltura biologica alla produzione farmaceutica realizzando prodotti naturali al 100 percento. Una filosofia unica, che trova espressione nel più totale rispetto dell'ambiente, nell'incessante ricerca come nell'evocativo Aboca Museum - Erbe e Salute nei Secoli all'interno dell'elegante Palazzo Bourbon del Monte costruito nel XVII secolo nel centro storico di Sansepolcro. Sansepolcro è il capoluogo amministrativo della Valtiberina toscana ed il paese dove nel 1416 nacque Piero della Francesca, autore de "La Resurrezione", primo, inestimabile esempio di arte rinascimentale (quindi con l'utilizzo della prospettiva) e da molti considerata come l'opera più bella del mondo. "La Resurrezione" è all'interno del Museo Civico, dove c'è anche la straordinaria "Annunciazione" mentre poco distante, sempre all'interno delle mure medicee, troviamo la Chiesa di San Lorenzo con la struggente "Deposizione" di Rosso Fiorentino.   Arrivando da Roma e percorrendo la E45 - come da itinerario di OnTheRoad a bordo della Lexus CT 200 Hybrid Anniversary - passerete accanto a Città di Castello dove la tappa obbligata è la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, che quest'anno festeggia il centenario dell'artista umbro - suddivisa appunto tra il Palazzo e gli Ex Seccatoi del Tabacco. Il primo ospita le opere di Albero Burri dell'immediato dopo guerra, quindi i famosi sacchi e le plastiche bruciate che ricordano squarci, lacerazioni, le ferite e il dolore della Seconda Guerra Mondiale, dove Burri fu ufficiale medico. Nei monumentali ex essiccatoi del tabacco invece, trovano spazio installazioni, sculture ed opere come La Metamorfosi - omaggio a Kafka - e l'incessante alternarsi di forme e colori della serie Sestante. Procedendo verso Nord, a circa venti chilometri da Città di Castello e appena prima di convergere verso Sansepolcro, fermatevi ad Anghiari, città slow, borgo tra i più belli d'Italia e gioiello medioevale reso celebre dalla feroce battaglia del 1440 sulla pianura antistante, evento raffigurato poi da Leonardo Da Vinci con una pittura murale all'interno del Salone del Cinquecento a Firenze della quale, purtroppo rimangono solo copie. Per concludere la giornata su note sane e gustose, la cena è all'Osteria il Giardino di Piero - parte delle eterogenee attività Aboca ed allineato con la filosofia dell'azienda  - dove tutte le materie prime sono biologiche e provenienti da aziende agricole limitrofe. Situato davanti al Giardino dedicato a Piero della Francesca, l'Osteria è contraddistinta da un ambiente confortevole e raffinato e da numerose proposte del territorio - crostino toscano, tagliatelle al ragù di chianina e suino nero di bosco, rosticciana, filetto di chianina - preparate con prodotti sani, genuini e ricercati. Infatti Il Giardino di Piero è uno di quei ristoranti dove puoi strafogarti e poi sentirti leggero e felice. Per dormire consigliamo Relais Palazzo di Luglio, una bella struttura con Palazzo Padronale del 700' e vista della valle sottostante situata lunga la Via Marecchiese che poche curve dopo conduce alla sede di Aboca - dove si dorme avvolti dalla storia e dai suoni della natura con orto di proprietà, piscina ed in questo periodo impreziosita da rigogliosi alberi di visciole pronte per essere colte e mangiate direttamente dal ramo.    

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