LIFESTYLE
Valentino Rossi e quel profetico numero 10
Scritto il 2015-04-20
da Matteo Morichini
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Feeling

Fonte: http://www.yamahamotogp.com/

Se 3 è il numero perfetto il 10 è la doppia cifra riservata ai fuoriclasse. E di profetici numeri 10, in questa ennesima bella storia che scalda il cuore firmata Valentino Rossi, ce ne sono abbastanza per sperare nell'impresa più significativa nella storia del motociclismo.  Ieri in'Argentina, VR46 ha conquistato la vittoria numero 110 in carriera dopo una rimonta epocale ed un duello di quelli tosti con Marquez, che è ruzzolato a terra nel tentativo d'intimidire il Dottore al penultimo giro.

Fonte: http://www.yamahamotogp.com/

The Doctor Festeggia la vittorianumero 110 a Rio Hondo

The Doctor Festeggia la vittorianumero 110 a Rio Hondo

10 è la maglietta di Diego Armando Maradona che il genio di Tavullia ha indossato sul podio. 10 sono il numero di Mondiali che Rossi potrebbe aggiudicarsi al termine della stagione raggiungendo un titolo che rincorre senza sosta dal 2010; anno dell'infortunio a spalla e gamba. 10 + 10 sono anche gli anni di carriera di Valentino il grande nel Motomondiale. Statistica che rende the Doctori il leader della classifica più anziano in 60 e passa anni di MotoGp.

Fonte: http://www.yamahamotogp.com/

Vittoria numero 110 per Rossi

Vittoria numero 110 per Rossi

Molti dei tantissimi trionfi del Dottor Rossi sono stati accompagnati da numeri astrali e potenti simbologie; ed il capolavoro a Termas de Rio Hondo - per codici cifrati, tattica e strategia - potrebbe essere una delle vittorie più significative di sempre, con una serie di coincidenze numeriche impossibili da ignorare.

Con 7 vittorie contro le 4 di Valentino Rossi, Jorge Lorenzo si merita il titolo di Campione del Mondo ma come sottolinea il Dottore "sarebbe stato bello potersi giocare il mondiale alle pari e non combattendo con due piloti, per altro fortissimi". Gli eventi di Phillip Island, Sepang e Valencia, con Marquez nel ruolo di agitatore prima e di "bodyguard" del connazionale poi,  gettano una lunga ombra sul futuro della MotoGp. Un'ombra indesiderata e tristemente inedita nella storia del Motomondiale che alimenterà per molti anni a venire la cultura del sospetto; che mai era stata parte della disciplina. Valentino aveva captato le peggiori intenzioni di Marquez  e denunciato il suo modus operandi, ma anche a Valencia, Marc, con un impunità da squalifica, ha confermato di non avere un briciolo d'integrità sportiva proteggendo il risultato di Lorenzo anche a scapito del suo compagno di squadra Pedrosa. Uno scempio; e se è vero che bisogna sempre guardare avanti, risulta davvero difficile immaginarsi una MotoGp libera da polemiche e rancori in futuro. Marquez ha infatti creato un precedente devastante. Il pilota che non corre per se stesso quanto per impedire la vittoria di un altro - tra l'altro in piena lotta per il Mondiale - è capace di tutto. Ed il fatto che la bacheca Facebook di Marc sia coperta d'improperi - molti dei quali di spagnoli - e che al Ricardo Tormo il pubblico abbia applaudito più Valentino che Lorenzo e fischiato Marquez sul podio, aiuta a capire quale clima abbia creato il pilota Honda. Al termine, il costruttore giapponese era visibilmente in difficoltà nel giustificare le azioni del ventiduenne di Cevera: "Non possiamo controllare i nostri piloti in pista ma questo clima di sospetto l'ha creato Rossi" ha spiegato Livio Suppo. In realtà Rossi ha semplicemente sottolineato la strategia di Marquez, e il grande errore dell'organizzazione è stato quello di non prendere provvedimenti prima di Sepang. La frittata di uova marce è purtroppo fatta. Ora bisogna lavorare sul futuro per recuperare la credibilità perduta e garantire agli spettatori uno spettacolo onesto, leale e libero da alleanze e azioni anti sportive. La riunione indetta da Fim e Dorna a Valencia sul tema fair play e valori sportivi non è servita a niente perchè Marquez non ha modificato di una virgola i suoi comportamenti portando a termine l'obbiettivo prefissatosi. Lo spagnolo dovrà convivere a vita con una vergognosa macchia nel suo Cv mentre l'organizzazione dovrà assolutamente trovare le giuste contromisure per salvaguardare la MotoGp negli anni a venire. Anche perche Valentino è un grandissimo campione ma non è eterno e chi avrebbe dovuto raccoglierne l'eredità, si sta rivelando l'opposto di ciò che un numero uno dovrebbe essere.

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