LIFESTYLE
I am Legend; Storia della VW Beetle
Scritto il 2015-04-09
da Matteo Morichini
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Feeling

Fonte: Matteo Morichini

Nel mondo dell’automobile tutte le icone arrivano dal passato e nelle ristrettissima lista di modelli che hanno vissuto il “Secolo Breve” - per essere poi riproposte nel nuovo millennio con i dovuti accorgimenti tecnici/stilistici - la Volkswagen Beetle – considerata una delle cinque auto più influenti del XX Secolo - non è solo tra le più riconoscibili, importanti ed evocative, ma anche quella dalla storia sociologicamente più complessa e antropologicamente più interessante.

Fonte: Matteo Morichini

La New Beetle vista dall'alto

La New Beetle vista dall'alto

Questa particolare riedizione moderna di New Beetle - con cerchi vintage ed interni neri e rossi con cui abbiamo scoperto la Valpolicella e le città d’arte intorno al Lago di Garda - è un serie speciale davvero memorabile dove i tanti raffinati accorgimenti riportano agli anni 50’. Un auto davvero molto chic nella sua vernice “total black” ed anche particolarmente comoda grazie a sospensioni soffici al quale si aggiunge l’indiscutibile qualità a cui ci ha abituato la Volkswagen.

Fonte: Matteo Morichini

Il profilo della New Beetle in edizione 50s

Il profilo della New Beetle in edizione 50s

Ma la Beetle - oltre ad essere il modello che ha ispirato la nascita della leggendaria Porsche 911, diventata con il tempo la più ammirata, affidabile e significativa tra le sportive - è soprattutto un incursione in tutto ciò che è stile applicato alle quattro ruote. Il Maggiolino è un tributo al design automobilistico ed un modello capace di evocare, attraverso forme senza tempo e quindi immediatamente famigliari, diverse epoche della nostra vita. Anche epoche in cui magari non eravamo neanche nati ma che attraverso foto e video con la Beetle protagonista, ci sembra di aver vissuto. Progettata da Ferdinand Porsche e Jakob Werlin, il Maggiolino nasce negli anni più bui di tutta la storia della Germania.

Fonte: Matteo Morichini

Con la Beetle a Salò

Con la Beetle a Salò

Costruita per democratizzare l’accesso all’automobile, la Beetle diventerà un mezzo bellico impiegata su tutti i fronti – dal deserto alla Russia – dall’esercito tedesco durante la  Seconda Guerra Mondiale per poi diventare simbolo della rinascita industriale negli anni 50’. Nella decade successiva il Maggiolino viene adottato come mezzo d’elezione della Beat Generation e diventa uno dei simboli di libertà nella controcultura americana. A quel punto l’icona Volkswagen entra nell’immaginario collettivo di mezzo mondo – con tanto d’incursioni e presenze nei maggiori movimenti artistici - e nei garage di decine di milioni di persone fino a prendersi il primato di automobile più longeva al mondo con 65anni di produzione ininterrotta.

Fonte: Matteo Morichini

La New Beetle con il fiore di Marc Quinn

La New Beetle con il fiore di Marc Quinn

Il servizio fotografico è stato eseguito al Byblos Art Hotel Villa Amistà

L'orchidea gigante di Marc Quinn,gli scheletri di Damien Hirst e gli algoritmi visivi di Alighiero Boetti sono solo alcune delle tante opere d'arte contemporanea che rendono il Byblos Art Hotel Villa Amistà - l'unico esempio di architettura rinascimentale in Valpolicella - uno degli alberghi più speciali del mondo. Se la facciata di Villa Amistà rispetta fedelmente i principi costruttivi della sezione aurea, gli interni sono una vera e propria esplosione tattile e visiva dove i canoni estetici del XVI secolo convivono in assoluta armonia con forme asimmetriche, sculture di grandi artisti, esempi di arte applicata ed innumerevoli elementi del migliore design industriale. Per migliore design industriale s'intende quello che  - nel caso di tavoli, vasi, divani, sedie e quant'altro - unisce funzione alla forma e che spesso utilizza molte delle trame già esistenti in natura come ispirazione. Un discorso che in qualche modo può essere applicato anche al Maggiolino, che in termini di design e funzionalità è una delle auto più riconoscibili e meglio riuscite di tutta la storia automobilistica. Il perfetto equilibrio di linee arcuate, angoli smussati e morbide geometrie hanno generato un design - che come da nome ha le sue fondamenta nella perfezione degli organismi biologici presenti in natura - più forte del tempo e delle mode all'interno del quale opera una meccanica semplice ed efficace.  Ed è questo il segreto del planetario successo del Maggiolino, che nei suoi primi 65 anni di storia è entrato in 21 milioni di garage e nell'immaginario di miliardi di persone.

Viaggi - Ontheroad

Il Victoria Jungfrau d'Interlaken è un'elegante microcosmo dell'eccellenza alberghiera Svizzera ed un'ottima base per esplorare gli splendidi paesaggi dell'Oberland Bernese. Paesaggi dominati dal monolitico Jungfrau - la giovane vergine - dalle vette dell'Eiger e del Monch, ed avvolti da laghi cobalto, passi, fiumi, cascate e valli alpine. Paradisi naturistici con strade da perdere il lume della ragione, specie se percorse al volante della Porsche 911 4s Type 991, compagna di viaggio unica e inimitabile del nostro indimenticabile Grand Tour svizzero che vi abbiamo già in parte raccontato: http://ontheroad.comunicablog.it/2013/07/tre-porsche-la-svizzera-e-una-giovane-marmotta/ http://ontheroad.comunicablog.it/2013/07/tris-dassi-il-carrera-tra-furkapass-e-grimsel/ Per raggiungere l'osservatorio nella foto sopra, non dovete far altro che uscire dal Victoria Jungfrau, percorrere un centinaio di metri a piedi e prendere la Jungfraubahn per un'ascesa di circa due ore e mezza di panorami maestosi e incontaminati. Oppure, se alle escursioni preferite il relax, la struttura costruita nella seconda metà del 19esimo secolo in stile vittoriano, offre Spa, massaggi, trattamenti di bellezza, ristoranti, sale da gioco ed aristocratici caffè dove sorseggiare distillati d'annata al suono di sinfonie classiche. Da fuori, il Victoria Jungfrau ha le sembianze di un Palazzo Reale. Gli interni invece sono un trionfo di marmi, specchi, opere d'arte e velluti. Molte delle camere, lussuose, eleganti con incursioni contemporanee per il massimo comfort, hanno un'incantevole vista sullo Jungfrau e nel parco davanti all'albergo vedrete deltaplani e parapendii atterrare mentre un trenino d'epoca porta a spasso i danarosi turisti nella graziosa cittadina Interlaken. Nel corso dei suoi 150 anni di storia, il Victoria Jungfrau ha ospitato l'Imperatore del Brasile, Mark Twain e personalità del cinema, della moda, del'arte e della finanza. Tra il 1941 e il 1945 l'albergo - oggi parte dei Leading Hotels of the World - divenne il quartier generale dell'esercito Svizzero. Il Victoria Jungfrau è la quintessenza della tradizione alberghiera elvetica, ed unisce, con innata classe, lusso, modernità e tradizione.  

Viaggi - Ontheroad

Datemi acqua, grandine, neve, venti a 100 nodi, eruzioni e smottamenti ma non un altro fastidiosissimo Tir davanti. E quindi, ovviamente, non appena lasciata Briga in direzione Interlaken ci siamo ritrovati dietro ad un mastodontico camion che procedeva a singhiozzi. Dal nostro punto di partenza al valico del Furkapass sono circa 35 chilometri, ed ognuno di essi, considerando la fortuna di avere non una ma ben tre Porsche da guidare, era un bene preziosissimo. Qualcuno aveva già cominciato a dire "visto che l'autostrada era meglio" ma siccome l'autostrada svizzera , con gli stringenti ed infurianti limiti che cambiano in continuazione equivale ad una doppia dose di Valium, il nostro convoglio da 990 cavalli ha optato per un'altra soluzione. Assetto e motori su full-power ed al primo micro rettilineo l'urticante camion è diventato solo un puntino negli specchietti. Da lì in avanti abbiamo incontrato solo moto e auto sportive ed è iniziato il nostro piccolo Top Gear su una dell strade più belle del mondo; quella che collega Briga con il Furkapass e poi sempre più su verso il Grimsel. Il primo tratto di asfalto perfettamente levigato solca valli verdissime con animali al pascolo, baite, alberi e fiumi. Il percorso è fluente e rapido, senza curve con precipizi annessi. Poi, pian piano, la strada inizia a salire con una pendenza dall'11 percento in su e tanti, tantissimi tornanti in sequenza. La 911 bianca apre il trenino, la Boxster S con il tetto abbassato lo chiude. Al centro c'è tutta l'agilità Cayman S. L'ascesa procede tra doppiette e motori boxer che gorgogliano di felicità ad ogni scalata, roba da non fare altro. Il Pdk asseconda le richieste anche a 7500 giri. Il Boxster S ha una guida telepatica, il Cayman richiede mani e spostamenti chirurgici tanto è bilanciato e preciso mentre il Carrera 4, con il suo monumentale grip meccanico e la sua spinta tutta posteriore va "guidato" nel vero senso del termine e regala sensazioni uniche la mondo. D'altronde nessuna macchina è costruita come il mitico 911 ed i 50 anni di perfezionamenti si vedono, si sentono e ti entrano sottopelle a vita. Quando effettuiamo una sosta per montare le Go-pro ci sfrecciano accanto motociclisti agghindati da pista in serie; piegano e impennano. Lo interpretiamo come un via libera, nel senso che evidenemtente, le autorità non vogliono tarpare le ali al divertimento della guida sportiva su strade some queste. Ripartenza; iniziamo ad intravedere la sommità del passo dove vene girata una scena di 007 Goldfinger con Sean Connery. L'apice è a 2.436 m s.l.m; guardando in basso si vede tuta la magnifica strada appena percorsa, e ad altezza occhio ci sono le maestose vette  delle Alpi Bernesi e Leopontine. Visualizzazione ingrandita della mappa Eseguiti gli scatti di rito, senza scollinare, torniamo sulla strada appena percorsa svoltando verso la salita che ci porterà al Passo del Grimsel s'un'altra delle strade più belle d'Europa, se non del mondo. Il Carrera 4 seguito dalle tue compagne di viaggio, percorre i 33 chilometri di asfalto come fosse velluto. Anche qui si alternano curve aperte, tornanti e rettilinei. Dall'alto il panorama è dal lasciare senza fiato, forse ancora meglio del Furkpass in quanto il Lago Oberaar creato dall'omonimo Diga, è una distesa di ghiaccio e neve incorniciato da una corona di montagne imbiancate. Set fotografico ideale per la silhouette e le cromie del Carrera 4.Interlaken ci aspetta; e quando credi che il divertimento sia agli sgoccioli ecco la più adrenalinica delle discese. Infiniti cambi di direzione in sequenza tra forcelle, gole, ghiacciai e bacini idrografici che sfociano in valli protette dai monti e circondate di boschi. La 911, per nulla sclafita dagli oltre 80 km percorsi all'insegna della sportività continua ad esaltarci ad ogni curva e accelerazione. Per qualche istante contempliamo di fare su e giù per il Grimsel fino a notte fonda tanto è il piacere di guidare. Però il giorno successivo ci aspetta l'ascesa sullo Jungfrau sulla ferrovia più alta d'Europa. La strada inizia ad appiattirsi costeggiando laghi di cobalto fino a diventare un'autostrda con limiti ad 80 orari. Disattiviamo l'assetto sport-plus e procediamo al minimo dei giri, tra calma e silenzio, riflettendo sul vissuto. Nonostante le ore ed ore di guida, nessun problema a lombi e schiena a distrarci. Ad un certo punto, mentre osserviamo l'idilliaca quiete dei panorami a bassa quota, troviamo sulla sinistra l'imponente cascata di Reichenbach dove Doyle uccise il suo Sherlock Holmes. L'acqua precipita tra alberi e rocce in una scenografia da documentario di Attenborough. Proseguiamo fino ad Interlaken fino al lussuosissimo Vicotria Jungfrau dove pernotteremo prima dell'escursione tra Jungfrau, Monch ed il mitico Eiger. Quante sorprese riserva la Svizzera - per scoprirle tutte  chiamate il numero verde 00800 100 200 30, visitate il sito www.svizzera.it e inviate un email a info@myswitzerland.com

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