LIFESTYLE
Byblos Art Hotel: tutti i capolavori di Villa Amistà
Scritto il 2015-04-23
da Matteo Morichini
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Dove dormire

Fonte: Matteo Morichini

Un gioiosa ed illuminante esplosione di forme, visioni e colori. Capolavori in sequenza; all'interno di in una maestosa Villa del 1500 - che tra l'altro è l'unico esempio di architettura rinascimentale in Valpolicella - firmati da Sol LeWitt, Rebecca Beecroft, Damien Hirst, Alighiero Boetti, Anish Kapoor ed altri mostri sacri dell'arte moderna e contemporanea. Le sculture sono dislocate anche nel giardino, che in alcuni angoli riporta alle atmosfere di "Alice nel Paese delle Meraviglie" con una zampillante fontana circondata da rose rosse che nel loro insieme formano un enorme cuore. Ed accanto ad essa, dopo lo scenografico viale d'accesso, c'è l'Orchidea gigante di Marc Quinn.

Fonte: Matteo Morichini

L'ingresso di Villa Amistà

L'ingresso di Villa Amistà

Benvenuti al Byblos Art Hotel Villa Amistà; che è uno degli alberghi di lusso più speciali d'Italia (e forse del mondo) non che uno splendido luogo dove rilassarsi, scoprire l'eccellenza eno-gastronomiche del territorio (Valpolicella e Lago di Garda) e visitare gli straordinari beniculturali presenti nella città di Verona.

Fonte: Matteo Morichini

Regina di Cuori

Regina di Cuori

I servizi del Byblos Art Hotel sono ai massimi livelli; e così per gli spazi comuni, nella piscina, nel ristorante come nell'elegante spa. La monumentale hall è di una bellezza più unica che rara dove tra fregi del seicento e lampadari di Murano, troneggiano opere d'arte dal valore inestimabile, affreschi, specchi e le creazioni di design dell'architetto ed innovatore Alessandro Mendini (che potete vedere nella foto di copertina).

Fonte: Matteo Morichini

Chillin Zone

Chillin Zone

Fonte: Matteo Morichini

Psychedelic colours

Psychedelic colours

Quello che più stupisce del Byblos Art Hotel è l'attenzione ai dettagli, la cura dei particolari, la joie de vivre degli ambienti (tutti molto diversi tra loro senza nulla sottrarre a proporzioni e scenografia)  e l'armonia complessiva del progetto. Cosa mai facile quando la convivenza è tra arredi, elementi e stili architettonici teoricamente agli antipodi. Se non per dormire (esperienza consigliatissima) Villa Amistà merita comunque una visita per l'aperitivo pomeridiano o per fare due passi nel rigoglioso giardino della tenuta dove abbiamo fotografato la VW New Beetle.

Fonte: Matteo Morichini

Colori esplosivi ed armonia delle forme

Colori esplosivi ed armonia delle forme

Fonte: Matteo Morichini

Dettagli di Villa Amistà in Valpolicella

Dettagli di Villa Amistà in Valpolicella

Se Scott Fitzgerald avesse avuto affinità elettive con Cape Cod invece di New York e Long Island, probabilmente il Grande Gatsby avrebbe scelto Chatham Bars Inn per i suoi "party". Questa è infatti la frase che trovate sul sito dell'hotel ed è la stessa identica cosa che mi è passata per la testa non appena entrato nella sontuosa hall con arredi di sopraffina eleganza ed enormi vetrate affacciate sull'Oceano e banchi di sabbia (i bars appunto) di Chatham Beach. Considerato uno dei Leading Hotels of the World più belli e affascinanti d'America, Chatham Bars Inn è - per ciò che concerne lusso, servizi, posizione e arredi - l'indirizzo più scenografico e ambito della penisola di Cape Cod. Non a caso, in'estate, la struttura è completamente prenotata dall'aristocrazia del Massachusetts, del Maine, di Rhode Island e di NYC. Se cercate il fascino e la vera essenza del New England, Chatham Bars Inn è una tappa obbligata. Costruito nel 1914 come riserva di caccia per i bostoniani più facoltosi, Chatham è stato uno dei primi alberghi degli Stati Uniti ad offrire ai clienti luce elettrica, telefono e riscaldamento a vapore. Nel corso dei decenni, la tradizione legata ad un'ospitalità dai contenuti impeccabili e regali, è proseguita con la costruzione di un campo da golf a nove buche e splendidi cottage dislocati lungo la spiaggia fino alla recente ristrutturazione da 100 milioni di dollari, che ha consacrato Chatham Bars Inn come uno dei migliori resorts del mondo. Il consiglio di OnTheRoad è di soggiornarvi a metà primavera o nei primi mesi dell'autunno; quando i prezzi sono più accessibili, l'atmosfera è ugualmente chic ed affascinante, ma intorno a voi tutto sarà più quieto e rilassato. Per dormire, le stanze appena rinnovate all'interno della struttura principale sono confortevoli e splendidamente rifinite, ma se avete la possibilità prenotate uno dei cottage - il più fantastico è probabilmente Day Break - dove ci si sveglia al suono delle maree ed al cospetto di un'Atlantico maestoso e scintillante, con i banchi di sabbia che emergono come una visione dalle acque.

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Diciamolo subito e senza troppi giri di parole; Le Sirenuse di Positano è un posto straordinario ed uno degli alberghi più belli non solo della Costiera Amalfitana ma di tutto il pianeta terra. La storica proprietà appartiene alla famiglia Sersale che ha saputo trasmettere a tutto lo staff dell'hotel classe,  garbo ed un impareggiabile eleganza. Le Sirenuse, è dunque essere gestito come meglio non si potrebbe ed è uno di quei posti che colpisce dritto al cuore, lasciando nell'anima dei viandanti ricordi onirici e indelebili. Prima di visitare la Costiera Amalfitana avevo più volte sentito parlare della bellezza di questo spettacolare angolo della Campania e di come Le Sirenuse fosse Positano, ed erroneamnente avevo accolto quanto sopra con un certo scetticismo immaginandomi l'esasperazione del turismo e prezzi fuori controllo. Ma dopo una notte a Le Sirenuse ho capito perchè le persone attraversano il mondo - dall'America all'estremo oriente - per soggiornare in questo meraviglioso albergo parte dei The Leading Hotels of the World. Ogni angolo della struttura è infatti un omaggio a tutto ciò che è bellezza e armonia. Dalla piscina, come dalle camere e dalla sala colazioni, c'è la vista di Positano più bella e illuminante che possiate immaginare dove un singolo sguardo cattura le primordiali rocce su cui è appollaiato il paese, la basilica con la cupola di piastrelle, poi la spiaggia, il mare e l'Isola dei Galli che appartenne al ballerino Nureyev e che nella mitologia secondo Omero fù uno dei luoghi del canto delle sirene nell'Odissea. A Le Sirenuse, storia ed epica convivono con arredi di un'eleganza sopraffina e nelle stanze, dominate dal bianco per meglio riflettere la maestosa luce del Mediterraneo, si potrebbe restare per ore a contemplare non solo l'unicità della vista, ma anche pavimenti e pareti impreziositi dalle ceramiche locali  e la perfezione di ogni singolo elemento e dettaglio. Tutto - dai materassi  all'ultima zampa del tavolino - è ai massimi livelli e rifinito con gusto e attenzione. I regali bagni dispongono di enormi vasche idromassaggio dalle quali si osserva l'infinito e le camere hanno lenzuola e asciugamani firmati Frette e tutti comfort e le tecnologie contemporanee. Gli spazi comuni poi sono un alternarsi di salette, terrazzi e corridoi impreziositi da soavi maioliche, mobili d'epoca e quadri storici. E nulla all'interno delle mura è forzato, vistoso o pacchiano. C'è un predominante senso di ricchezza e benessere ovvio, ma non di ostentazione. Le Sirenuse è ambasciatore di un lusso autentico, di grandissimo fascino ma non certo convenzionale e visitare Positano senza dormire nella storica proprietà è un pò come andare a Roma e perdersi Pantheon e Colosseo; perchè la Sirenuse prima di essere albergo era la casa privata della Famiglia Sersale ed all'interno della struttura si respira ancora la storia e la magia del luogo, che trova espressione negli arredi, nei dettagli, nella cortesia del personale e nell'eleganza di un architettura perfettamente integrata con uno dei paesaggio più belli del mondo. Ed infine, quando cala il sole e Positano diventa un presepe, oltre allo Champagne&Oyster Bar si può scegliere di mangiare nel ristorante La Sponda (una stella Michelin) illuminato da 4oo candele.    

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Finestre come dipinti di Central Park; arredi classici, ricercati e mai pacchiani, servizi oltre l’impeccabile costruiti attorno alla clientela più esigente del mondo ed una posizione che descrivere esclusiva è riduttivo. Perché, tanto per rendere l’idea, nel quartiere dell’Upper East Side di New York dove sorge The Pierre Hotel, è concentrata quasi il 55 percento della ricchezza mondiale e l’edificio che dal 1930 ospita l’albergo si sviluppa in verticale svettando verso il cielo dal pavimento di Fifth Avenue. Ed una volta al suo interno, bastano pochi minuti per capire che l’elegante The Pierre è tutto ciò che un 5 stelle dovrebbe essere; un luogo protetto, accogliente, tirato a lucido senza apparire farlocco, dove convivono tradizione e modernità, lusso e discrezione, alta cucina, massimo comfort e tutto il fascino di quello stile old world newyorkese sempre più a rischio estinzione. In una metropoli implacabile e frettolosa, che cambia incessantemente pelle e indirizzi, The Pierre, parte dei The Leading Hotels of the World e gestito dal gruppo Taj Hotels, è un rassicurante punto fermo. E’ il grande classico che non passa mai di moda infischiandosene dei trend hipster, shabby chic, urban cool e via discorrendo che invece, a cadenza regolare, cessano di essere appetibili come molti indirizzi della Grande Mela partiti forte e scomparsi presto. Il Pierre non ha nulla da dimostrare – è completamente prenotato il novantacinque percento dell’anno - ed i clienti abituali includono attori, rockstar e Capi di Stato, uomini d’affari, personalità dal mondo della moda, del design e della editoria. Molti utilizzano il Pierre e le sue raffinate stanze - che possono essere grandi come appartamenti, e chi conosce New York ed i prezzi degli affitti in relazione agli spazi capirà l’assoluto valore di ciò – come residence, pernottando per mesi e mesi consecutivi. Impossibile arrivare a tale fidelizzazione, soprattutto in una città con l’offerta di Nyc, senza essere speciali, preparati e pronti ad assistere ogni richiesta e trovare una soluzione ad ogni esigenza. Ovviamente, al magistrale savoire-faire di chiunque lavori nella struttura, The Pierre aggiunge il massimo assoluto in termini di finiture e qualità degli interni (appena restaurati e riportati al primo splendore) l’alta cucina del Ristorante “Sirio”, dove a colazione credo di aver mangiato gli eggs benedict (uova in camicia, muffin, prosciutto cotto, salsa hollaindese) migliori della mia vita, una sfarzosa sala da ballo spesso utilizzata per charities, matrimoni e convegni che solo raggiungerla è un viaggio nell’aristocrazia con passaggi tra statuarie scalinate di marmo, velluti, tappeti persiani, opere d’arte e lampadari di Murano. E poi ci sono le camere; alte, silenziose, perfette per funzionalità, soavi nell'interior design, con letti comodi anche per lo standard di un Imperatore e una vista unica a mondo sugli alberi di Central Park e lo skyline di Manhattan.

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