LIFESTYLE
Top e (tanti) Flop del Food Truck Festival
Scritto il 2015-03-30
da Matteo Morichini
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Dove mangiare

Fonte: Farinel On The Road

Lo StreeatFoodTruck Festival - manifestazione itinerante dedicata al cibo veloce (non sempre) cucinato - nonostante il nome - all'interno di camionicini, ape e furgoni, è sicuramente una formula di successo (le code nella Città dell'Altra Economia a Roma erano fuori controllo) ma che purtroppo, per molti aspetti, tradisce la quintessenza del concetto che promuove. Perchè i Food Trucks, quantomeno quelli americani che poi hanno lanciato la moda, sono a tutti gli effetti ristoranti all'interno dei quali - o tutto al più con piccole estensioni esterne - il cibo viene preparato, trasformato e declinato per un consumo sul marciapiede. Il bello dei Food Trucks è l'innovativa visione nei confronti del prodotto, la fantasia delle proposte e l'arte di proporre ricette gustose, elaborate e rivisitate di piatti più o meno complessi come il bbq, fusion asiatici, cucina del pan-pacific rim, hamburger gourmet ed invenzioni più o meno originali che se acquistate al ristorante costerebbero un sacco di soldi in più a causa del servizio, le stoviglie, gli affitti e via discorrendo.

Fonte: http://www.streeatfoodtruckfestival.com/gallery/

Allestimento dei Food Trucks

Allestimento dei Food Trucks

Tutte cose di cui non vi era praticamente traccia allo StreeatFoodTruck Festival di Roma; dove la maggior parte delle proposte, oltre ad essere parecchio scontate (fritti misti, panini con formaggi e salumi, focacce con mortadella, piadine, supplì, arancini, l'onnipresente gnocco fritto) e quindi piuttosto prive di fantasia, possono essere tranquillamente reperite in quasi tutte le città italiane nei vari format streetfood spuntati come funghi da un pò di anni a questa parte e nei locali della tradizione.

Fonte: http://sfcitizen.com/

Come dovrebbe essere un Food Truck; Chairman Bao a San Francisco

Come dovrebbe essere un Food Truck; Chairman Bao a San Francisco

E questo tende a smantellare le fondamenta ed annacquare l'essenza dei veri FoodTrucks; che alcuni di voi avranno provato negli Stati Uniti dove innanzitutto spesso non esiste un punto vendita tra quattro mura e dove si spazia da panini vietnamiti a fantastiche reinterpretazioni della tradizione culinaria cinese (vedere per esempio le succulente ricette di Chairman Bao ndr) accompagnati da grafiche accattivanti, ricette energiche e raffinate cucinate utilizzando materie prime sceltissime e sofisticate.

Fonte: http://www.thechairmantruck.com/

Steamed bun; slow cooked pork belly. Il vero cibo da marciapiede firmato Chairman Bao

Steamed bun; slow cooked pork belly. Il vero cibo da marciapiede firmato Chairman Bao

Sarà che l'Italia ha poca esperienza in materia Food Truck e  che il cibo (di strada e non) va tanto di moda; due aspetti che hanno consentito alla manifestazione di riscuotere un enorme successo di pubblico nonostante solo una piccolissima percentuale degli espositori presenti abbiano davvero promosso ed attuato un mangiare da marciapiede sano, intelligente, creativo ed originale.

Fonte: Farinel On The Road

Al lavoro sulle Miasse; ottime variazioni sul tema piadina

Al lavoro sulle Miasse; ottime variazioni sul tema piadina

Tra i pochi ad essersi distinti - sorvolando sulle variazioni sul tema cheeseburger (ho visto preparare dei panini che gridavano vendetta; pane moscio e non piastrato, carne rinsecchita, lattuga moscia, salse da discount) - segnaliamo Phil's Slow Smoked American Barbecue con panini di maiale sfliacciato cotto per 8 ore, salsa bbq, coleslaw, Farinel OnTheRoad, con le deliziose miasse (piadine medioeveali di farina di mais cotte sui ferri arroventati e ripiene di formaggio, salame e patate), Chef in Viaggio (ricette dalla laguna veneziana) e gli hamburger di Ape Tizer cotti a bassa temperatura.

Fonte: http://ontheroad.comunicablog.it/

Il Food truck con stazione BBQ to Phil's Slow Smoked American Barbecue

Il Food truck con stazione BBQ to Phil's Slow Smoked American Barbecue

In Tailandia molte case non hanno la cappa e questo rende la trasformazione del cibo da crudo al cotto piuttosto difficoltosa e pericolosa. Ma il lato positivo dell'inusuale carenza, sopratutto per un paese dalla cultura culinaria sopraffina, è una fantastica e inimitabile offerta di streetfood all'interno di brulicanti mercati dai mille profumi (non tutti deliziosi), prodotti e colori. Uno dei più interessanti è Samrong a Samut Prakan, e la garanzia di qualità arriva dal fatto che buona parte dei ristoratori di Bangkok viene qui a fare la spesa. Mentre per chi cerca un pasto veloce non c'è che l'imbarazzo della scelta (polpette di maiale, curry verdi o rossi, pesci allo spiedo, cotenna croccante, dim sum, involtini, pesci fritti) con il cibo di strada preparato al  momento ed inserito in sacchetti di plastica trasparente, contenitore d'elezione del food-to-go in tutto il paese. Oltre ai grandi classici (granchi, seppie, pescato di vario genere, tiger prawns, polli e galline zompettanti, tutti i tagli del maiale possibili, riso, spezie, frutta e verdura) nei vari stand troverete rane vive e vegete, locuste, bruchi, dragon fruit, pesci gatto sguscianti e tutti quei deliziosi ingredineti - lemongrass, zenzero, galangal, foglie di pandan, peperoncini, coriandolo, basilico thai, pepe, noce moscata, salsa di pesce, curry, choy sum - che rendono ogni morso del cibo tailandese un esplosione sensoriale.   A questo proposito, oggi e domani da Eataly a Roma c'è una due giorni dedicata alla cucina tailandese; si chiama Thai Food Festival ed è un evento da non perdere non solo per gli amanti dei sapori asiatici, ma per chiunque volesse assaggiare un cibo unico nel suo genere, in perenne equilibrio tra dolce, amaro, piccante e salato. I quattro pilastri della cucina Thai.

Tempo libero - Ontheroad

Gastronauti e foodies della capitale unitevi e gioite, perché questo  sarà un weekend dedicato allo street-food più buono di Roma. Ostia e Fregene possono (devono) attendere; This is Food parte oggi alle 18:00 e fino alla mezzanotte di domenica le Officine Farneto si trasformano in un piccolo paradiso del cibo di strada. In questa ex-fabbrica di maioliche circondata dal verde, troverete, suddivisi in una decina di stand, il cibo delle realtà culinarie capitoline più interessanti e gustose. Una delle più intelligenti e innovative è Ciao Checca, il primo laboratorio di gastronomia capitolino ad essere entrato nell’Alleanza dei Cuochi Slow Food. Da Ciao Checca potrete assaggiare un eccezionale Pasta alla Checca, un Patty Melt (la splendida rivisitazione del cheeseburger californiano) da lacrime e piatti della tradizione preparati con due Presidi Slow Food; il purea di Cicerchia di Serra dè Conti e Cicoria ed i ravioli di borraggine con fonduta di Castelmagno. Da non perdere anche i supplì di Supplizio firmati Arcangelo Dandini e la cucina etnica di Zoc. Romeo porta una versione rivisitata del Fish&Chips (per i fan del piatto sappiate che da George a Portobello Road, Londra, fanno un fish&chips che riappacifica con la vita), Hausgarten i suoi bagel Nyc style e ci sarà anche Fish Market con i cartocci di moscardini fritti. Tutto il packaging, tra l’altro lo stesso utilizzato nel day-to-day da Ciao Checca, è completamente compostabile e fornito da Verdiamo. Tra le altre realtà presenti troverete anche Aromaticus, Bancovino, Cantina Ripagrande, Fantastik, La Santeria, Quarto, Osteria Mavi ed una zona gluten-free. Nella spazio all’aperto, oltre a fritti e drinks, è previsto un  Dj-set. L’ingresso costa 5 euro ed il progetto firmato Snob Productions: http://www.thisisrome.it/thisisfood/ Buon appetito a tutti.

Tempo libero - Ontheroad

Lampredotto, gnocchi fritti, scagliozzi, grespelle, sfincione,scapece, piatti ispirati allo street-food firmati da grandi chef come Uliassi, Scabin, Bottura, Sultano, Picchi e tante altre specialità da perdere il lume della ragione. Nel premiato e apprezzatissimo libro "Street Food all'italiana" (Giunti Editore) di Clara e Gigi Padovani, c'è infatti il miglior cibo di strada d'Italia, accuratamente selezionato nel corso di un magnifico viaggio su e giù per lo stivale alla scoperta dei sapori di un tempo. Il libro di Clara e Gigi Padovani, rinomato giornalista ed apprezzato critico enogastronomico, è un  racconto, un resoconto arguto e coinvolgente, ed una preziosa incursione nelle radici della cucina italiana con le sue tante, antiche, tradizioni locali. Come sottolinea Gualtiero Marchesi "il cibo di strada è la storia di un paese". e "Street food all'italiana"  testimonia l'importanza dei piatti popolari a livello gastronomico e socio-culturale. Un movimento che precede di decenni, se non di secoli, le mode attuali, che poco hanno a che vedere con la vera essenza del cibo da marciapiede. Che centra tutto ciò in un blog di viaggi? Centra eccome, perchè il cibo è parte integrante del viaggio stesso ed il nostro consiglio è di acquistare il libro e copiare di sana pianta l'itinerario per un 'esperienza tutta gusto, scoperta e cultura.

Tempo libero - Ontheroad