LIFESTYLE
Re Marquez e la Honda ripartono da Bali
Scritto il 2015-02-01
da Matteo Morichini
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Presentazioni

Fonte: Honda Press

Hippies, feste, sessioni di surf e da ieri notte piccoli grandi scampoli di MotoGp. L'iconica isola tropicale di Bali è stata infatti scelta dalla Honda come sede della sua presentazione più importante. Quella dedicata alla RC213V; la moto con cui Re Marc Marquez difenderà il titolo di campione del mondo in carica nella prossima stagione di MotoGp, e con la quale il timido Dani Pedrosa tenterà di sbarazzarsi della poco edificante etichetta di eterno secondo.

Fonte: Honda Press

I centauri Honda, la RC213V e una maschera balinese

I centauri Honda, la RC213V e una maschera balinese

Fatta eccezione per la scritta Red Bull più imponente, le Honda, almeno a livello estetico, restano sostanzialmente invariate. Per capire l'entità dei progressi tecnici bisognerà invece attendere fino a mercoledi prossimo quando scatteranno i primi test 2015 a Sepang. Dove sarà interessante capire se Pedrosa trarrà beneficio immediato dalla sostituzione di buona parte degli uomini nel suo box. Il team di Marquez resta inalterato ed è quello con cui il "Cabroncito" ha dominato in lungo e in largo il Mondiale 2014. D'altronde squadra che vince non si cambia; ed il discorso vale anche e sopratutto per la Honda che per tre volte negli ultimi quattro anni, si è aggiudicata il titolo piloti, marche e costruttori. 

Fonte: Honda Press

Il Campione del Mondo Marquez e la sua Honda

Il Campione del Mondo Marquez e la sua Honda

La scelta dell'Indonesia, ha molto a che fare con il marketing in quanto il paese è uno dei maggiori mercati mondiali delle due ruote. Tesi coadiuvata da Livio Suppo, Manager della Hrc, che ha spiegato come "la MotoGp abbia moltissimi fans in'Indonesia e dunque speriamo di correrci un gran premio in futuro".  Cosa che, considerando il peso specifico e politico della Honda all'interno del Motomondiale, probabilmente accadrà.

Fonte: Honda Press

Il Team Honda Hrc al gran completo in quel di Bali

Il Team Honda Hrc al gran completo in quel di Bali

E' stata una lunga e impegnativa pausa invernale e ora non vedo l'ora di iniziare la stagione - ha raccontato il campione del mondo da Bali - ed è bello presentare le nostre nuove moto in Indonesia, insieme al nostro partner Astra Honda, e con un bellissimo panorama di sfondo. E' la mia prima volta qui a Bali ed è meraviglioso vedere tutti i tifosi qui e sentire il loro entusiasmo per la MotoGP. Domani si parte per la Malesia, mi sono allenato molto durante il mese scorso per prepararmi per questi primi due test di Sepang e sono felice di essere con il mio team per vedere come va la nuova moto dopo test di Valencia".

Con 7 vittorie contro le 4 di Valentino Rossi, Jorge Lorenzo si merita il titolo di Campione del Mondo ma come sottolinea il Dottore "sarebbe stato bello potersi giocare il mondiale alle pari e non combattendo con due piloti, per altro fortissimi". Gli eventi di Phillip Island, Sepang e Valencia, con Marquez nel ruolo di agitatore prima e di "bodyguard" del connazionale poi,  gettano una lunga ombra sul futuro della MotoGp. Un'ombra indesiderata e tristemente inedita nella storia del Motomondiale che alimenterà per molti anni a venire la cultura del sospetto; che mai era stata parte della disciplina. Valentino aveva captato le peggiori intenzioni di Marquez  e denunciato il suo modus operandi, ma anche a Valencia, Marc, con un impunità da squalifica, ha confermato di non avere un briciolo d'integrità sportiva proteggendo il risultato di Lorenzo anche a scapito del suo compagno di squadra Pedrosa. Uno scempio; e se è vero che bisogna sempre guardare avanti, risulta davvero difficile immaginarsi una MotoGp libera da polemiche e rancori in futuro. Marquez ha infatti creato un precedente devastante. Il pilota che non corre per se stesso quanto per impedire la vittoria di un altro - tra l'altro in piena lotta per il Mondiale - è capace di tutto. Ed il fatto che la bacheca Facebook di Marc sia coperta d'improperi - molti dei quali di spagnoli - e che al Ricardo Tormo il pubblico abbia applaudito più Valentino che Lorenzo e fischiato Marquez sul podio, aiuta a capire quale clima abbia creato il pilota Honda. Al termine, il costruttore giapponese era visibilmente in difficoltà nel giustificare le azioni del ventiduenne di Cevera: "Non possiamo controllare i nostri piloti in pista ma questo clima di sospetto l'ha creato Rossi" ha spiegato Livio Suppo. In realtà Rossi ha semplicemente sottolineato la strategia di Marquez, e il grande errore dell'organizzazione è stato quello di non prendere provvedimenti prima di Sepang. La frittata di uova marce è purtroppo fatta. Ora bisogna lavorare sul futuro per recuperare la credibilità perduta e garantire agli spettatori uno spettacolo onesto, leale e libero da alleanze e azioni anti sportive. La riunione indetta da Fim e Dorna a Valencia sul tema fair play e valori sportivi non è servita a niente perchè Marquez non ha modificato di una virgola i suoi comportamenti portando a termine l'obbiettivo prefissatosi. Lo spagnolo dovrà convivere a vita con una vergognosa macchia nel suo Cv mentre l'organizzazione dovrà assolutamente trovare le giuste contromisure per salvaguardare la MotoGp negli anni a venire. Anche perche Valentino è un grandissimo campione ma non è eterno e chi avrebbe dovuto raccoglierne l'eredità, si sta rivelando l'opposto di ciò che un numero uno dovrebbe essere.

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