LIFESTYLE
Lamborghini Aventador; il fascino dell'estremo (seconda parte)
Scritto il 2015-01-23
da Matteo Morichini
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Come muoversi

Fonte: Clio Morichini

Come dicevamo nell'articolo precedente, il risultato è appunto qualcosa di molto vicino ad uno sport estremo, con scariche di adrenalina ad ogni colpo di gas. L’Aventador poi, crea anche una sorta di assuefazione visiva attraverso una silhouette scultorea capace d’incantare ed esprimere dinamismo anche da parcheggiata. Al contrario delle Porsche, 911 GT3 compresa, ed avendo i numeri delle hypercar, non è certo un auto facile da utilizzare tutti i giorni ed è anche quanto di meno pratico esista per un progetto in totale controtendenza con tutti i macrotemi (downsizing, lotta alle emissioni di Co2) tanto cari all’automobilismo contemporaneo. E questo essere più fuori contesto di un concerto dei Kiss in biblioteca è una cosa bellissima, che riflette fedelmente la filosofia Lamborghini.

Fonte: Clio Morichini

L'Aventador ai box del Mugello

L'Aventador ai box del Mugello

Che è stata ed è una fabbrica di sogni, capace di costruire il suo mito attraverso l’eccesso e di colpire l’immaginario collettivo con creazioni dove caratteri luciferini e joie de convivono beati. Il marchio Lamborghini ha sempre avuto uno spiccato senso dell’umorismo ed un’identità molto forte e precisa con il risultato di creare modelli che nonostante il prezzo, non suscitano invidia quanto sospiri di ammirazione rallegrando i viandanti al proprio passaggio.

Fonte: Clio Morichini

L'Aventador nelle scenografiche strade del Chianti

L'Aventador nelle scenografiche strade del Chianti

In questo video del milionario americano sull’Aventador girato a New York, ho visto le stesse identiche reazioni a cui ho assistito sulle strade di Emilia Romagna e Toscana. Nessun lancio di ortaggi, nessun improperio, ma solo sorrisi e sguardi onirici. Perché le supercar non hanno scopi specifici se non quello di andare molto veloci e far tornare bambini chi guida e chi guarda. E nell’universo supercar l’Aventador è tra le più belle (e infatti sarà esteticamente attuale anche tra vent’anni), rare (ne sono state vendute poco più di 3,000 e quasi tutte all’estero) e con un prezzo di 300,000 euro anche tra le più costose.

Fonte: Marco Michelozzi

Oltre il muro dei 300 orari sul rettilineo del Mugello

Oltre il muro dei 300 orari sul rettilineo del Mugello

Tuttavia, pur avendo forme, tecniche e tecnologie da ritorno al futuro dentro le quali pulsa il T-Rex dei motori, l’Aventador è una sorta di dinosauro prossimo all’estinzione e potrebbe davvero essere l’ultima Lamborghini della stirpe V12. Almeno del V12 convenzionale perche nei prossimi anni l’alta velocità sarà ottenuta dalla propulsione ibrida. Lo dimostrano già oggi la Porsche 918 Spyder e la McLaren P1, e lo dimostra il concept della Lamborghini Asterion spinta dal doppio motore termico elettrico.

Fonte: Clio Morichini

L'Aventador e il Castello del Nero

L'Aventador e il Castello del Nero

L’Aventador dunque, potrebbe essere l’auto che chiude il cerchio. Un cerchio di visionaria passione che Ferruccio Lamborghini iniziò a disegnare nel 1963 creando, nel processo, giocose, statuarie, arrembanti e visivamente straordinarie alternative alle Ferrari. La Miura e la Countach hanno infatti già un loro posto nella storia, e finito il ciclo vita, l’Aventador avrà il suo.  

Fonte: Clio Morichini

Cipressi e Lamborghini; panorami da sogno

Cipressi e Lamborghini; panorami da sogno

Ringraziamenti: Automobili Lamborghini, Mugello Circuit, Promo Racing, Castello del Nero