LIFESTYLE
La Dinastia dei Marquez; parole e scatti dalla consacrazione di Motegi
Scritto il 2014-10-13
da Matteo Morichini
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Feeling

Fonte: www.motogp.com

La dinastia dei Marquez - con Re Marc in MotoGp e il principino Alex nelle classi minori - è stata cresciuta e programmata per conquistare, divertendosi, tutto il conquistabile nell'universo Motomondiale. Che mai, nei suoi sessantacinque anni di storia, ha visto due fratelli in testa alle rispettive categorie. Il diciottenne Alex il titolo di Moto3 dovrà ancora sudarselo, ma tutti gli indicatori dicono che il catalano riuscirà a piegare la resistenza di Rins e Miller. Marc invece, a 21 anni e 237 giorni, dopo il secondo posto nel gran premio di Motegi chiuso davanti a Valentino Rossi e dietro a Jorge Lorenzo, è diventato il pilota più giovane di sempre a prendersi due mondiali consecutivi in MotoGp ed il primo spagnolo a riuscirci. #MM93 (Hashtag che ieri è stato il quarto "thread" più utilizzato su Twitter) è stato anche il primo alfiere Honda a laurearsi Campione del Mondo a Motegi, circuito di proprietà del colosso di Tokyo.

Fonte: www.motogp.com

MM93 con la t shirt celebrativa a Motegi

MM93 con la t shirt celebrativa a Motegi

Dopo il teatrino con il Samurai e la katana, dopo la t-shirt celebrativa e l'abbraccio on Ito, gran capo Honda, e dopo aver indossato un casco dipinto di nero e oro, Marquez ha detto un sacco di cose interessanti. La prima è legata alla sua bulimia in pista, dove un mix d'incoscienza, talento e sete di vittorie prevaricano ogni ragionamento sfociando, a tratti, nell'autodistruzione:  "Voglio vincere ancora, perchè  non è mai abbastanza. E non  m'interessano i record quanto avere una carriera sempre ad alti livelli".

Fonte: www.motogp.com

Festa Honda nel parco chiuso di Motegi

Festa Honda nel parco chiuso di Motegi

Marc ha poi parlato del suo stato d'animo: "Siccome rido sempre la gente pensa che tutto sia facile,  ma la pressione la sento. Meno nel 2013 perche ero un debuttante, ma adesso tutti si aspettano che non faccia mai errori". Come a dire, nonostante le dieci vittorie consecutive, i quattro titoli mondiali, i 43 trionfi in tutte le classi e tutti i record di precocità possibili in bacheca, sono un essere umano.

Fonte: www.motogp.com

Marquez si gode il trionfo a Motegi

Marquez si gode il trionfo a Motegi

Un essere umano e un fuoriclasse, che per arrivare in cima al mondo ha più volte rischiato di perdere tutto (crash a 300 orari al Mugello, crash a Silverstone, incidente in Moto2 dove ha quasi perso la vista) e baciato da un talento che di umano non ha quasi nulla.  Ma anche spinto da una passione che può essere paragonata, per joie de vivre, solo a quella di Valentino, unita ad una professionalità ineccepibile, una classe innata ed uno spirito di sacrificio encomiabile. Marc Marquez ha anche cambiato la direzione dello sviluppo Honda, ha dimostrato che si possono guadagnare decimi anche derapando e costretto i rivali a modificare il proprio stile di guida per reggere il ritmo. Marquez è il motociclista 2.0; rappresenta l'evoluzione della specie e di lui dicono tutti un gran bene definendolo disponibile, gentile, ottimista e solare. Perche Marquez è rimasto fedele al suo "io" ne hai mai dimenticato i valori della sua famiglia - con cui vive tutt'ora a Cervera senza quelle fastidiose migrazioni in Svizzera e nei vari paradisi fiscali - riconoscendo che la più grande ricchezza del mondo, come scriveva Arundhati Roy nel "Dio delle piccole cose", non sono i soldi quanto gli affetti e la semplicità. Quella che può rendere un mondo estremamente complesso, competitivo, esasperato e governato anche e sopratutto da considerazioni economiche, uno splendido gioco d'affrontare a colpi di sorrisi grandi così.

Fonte: www.motogp.com

Il team Honda celebra Marc Marquez a Motegi

Il team Honda celebra Marc Marquez a Motegi