LIFESTYLE
C'era una volta The Beach
Scritto il 2014-08-01
da Matteo Morichini
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Cosa non fare

Fonte: Matteo Morichini

E' strano come le due cose da non fare in Tailandia godano entrambe di fama planetaria. La prima delusione del viaggio è stata la cena al Nahm di Bangkok, assurdamente considerato (da una guida, va detto, redatta da un'acqua minerale) il miglior ristorante d'Asia. La seconda delusione, ben più cocente, è stata la visita a Ko Phi Phi Le; l'isola scelta da Danny Boyle come location del film The Beach. Anni fa, prima delle riprese, questa perla nel Mare delle Andamane con la sua laguna verde smeraldo circondata da rocce di granito, doveva essere uno spettacolo sublime. E probabilmente lo è ancora; a patto di arrivare in elicottero (cosa che può permettersi lo 0,1 percento dei turisti) alle prime luci dell'alba e godersi un paio d'ore di quiete prima del caos.

Fonte: Matteo Morichini

Ore 9, arrivo a Phi Phi le e la spiaggia è già piena di barche

Ore 9, arrivo a Phi Phi le e la spiaggia è già piena di barche

Io faccio parte di chi ha scoperto Phi Phi Le a scempio compiuto. Arriviamo in motoscafo intorno alle 9 del mattino e sulle spiaggia sono ormeggiate già una cinquantina d'imbarcazioni. Il mare puzza di nafta; la spiaggia è tappezzata di cose e persone disposti a mò di tetris. La gente cerca giustamente un pò di refrigerio in acqua ungendo il bagnasciuga di creme e oli abbronzanti. Nel frattempo le urla dei bambini si mischiano allo scoppiettare dei motori diesel e la riva ha la stessa godibilità di Via del Corso nel primo giorno di saldi. In neanche mezz'ora arrivano altre venti long tail boat. Alle 10:30 lo spettacolo è luciferino con la laguna letteralmente oscurata da natanti di tutte le taglie. La spiaggia non offre alcuna zona d'ombra e di nuotare non se ne parla perchè il rischio di essere tranciato da un'elica è elevatissimo. Insomma l'unica sensazione è la malinconia perchè assistere ad una tale bellezza tanto svilita, abusata e deturpata fa sanguinare il cuore.

Caos lOnTheBeach - Phi Phi Le

Caos OnTheBeach - Phi Phi Le

Ed il problema non sono certo i turisti (come me o tutti gli altri che giustamente vogliono vedere Phi Phi Le) quanto il totale disprezzo delle più basilari norme di ecologia e rispetto del territorio da parte dei tour organizzati. Che senso ha permettere alle imbarcazioni di attraccare lungo tutta la spiaggia? E perchè non è stato costruito un piccolo pontile per lo scarico dei passeggeri in modo che possano poi sparire dal panorama? Non avrebbe forse più senso contingentare le visite, o quantomeno suddividerle in fasce orarie in modo che tutti possano godersi lo splendore in relativa pace e senza folle intorno?

Fonte: http://bepic.net/

Phi Phi Le vista dall'alto

Phi Phi Le vista dall'alto

E quanti irreparabili danni all'ambiente ha creato e sta creando questa perdurante invasione della laguna più scenografica della Tailandia? E' ora che il Governo tailandese intervenga prima che sia troppo tardi. Se visitate Krabi capiamo perfettamente che sarà molto difficile resistere (noi non ci siamo riusciti) al richiamo di Phi Phi Le, ma è anche bene sapere che lo spettacolo sarà distante anni luce dalla magia immortalata dalle cartoline (tipo foto sotto) e che dopo qualche minuto l'unico  desiderio sarà quello di scappare a gambe levate.

Fonte: www.traveltodaylah.com.m

The Beach quand'era bella

The Beach quand'era bella

Barriera corallina, laguna turchese e una rigogliosa foresta tropicale che dalla spiaggia bianca e brillante s'inerpica fino ai 658 metri del picco Te Manga. Benvenuti nella splendida Rarotonga, la più popolosa delle Isole Cook e sede della capitale Avarua.  Per esplorare l'epicentro politico e amministrativo di questo magnifico arcipelago dei Mari del Sud, servono almeno un paio di giorni nei prossimi due articoli troverete le prime tre tappe da non perdere in quel di Rarotonga; paradiso tropicale che può essere raggiunto via Auckland o Los Angeles con Air New Zeland e anche attraverso le convenienti offerte di Tour Operator come Turama Pacific. 1: Pacific Resort Rarotonga - Una volta atterrati nell'unico aeroporto internazionale delle Cook - infrastruttura inaugurata dalla Regina Elisabetta a fine anni 60' che ha contribuito in modo macroscopico alla sviluppo del paese - in venti minuti di transfer, con una collana di frangipane al collo e l'anima improvvisamente leggera, arriverete nell'accogliente Pacific Resort Rarotonga; un bel 4 stelle situato a Muri beach. I clienti più esigenti possono optare per l'esclusivo lusso del Te Manava Luxury Villas&Spa; entrambi gli hotel sono costruiti con tecniche a basso impatto ambientale sul tratto di laguna più scenografico dell'isola. 2: Avventure - Lo snorkelling è ovviamente un must assoluto in tutta la laguna - ma non avvicinatevi ai pass senza avere il supporto di un imbarcazione e di una guida esperta - mentre proprio davanti alla spiaggia di Muri ci sono due fantastici motu raggiungibili a nuoto o in canoa. Altra attività niente male per solo per chi ha voglia di faticare molto e non ha paura delle punture di zanzara è il trekking di circa tre ore fino a Te Manga - anche conosciuto come The Needle - per ammirare Rarotonga dall'alto. 3: Riti, leggende e misticismi sepolti dal monoteismo - Te Manga è la montagna sacra di Rarotonga. Un sito mistico, magico e molto amato dai Maori al pari della Black Rock; roccia di riti e leggende ormai confinate al passato perchè Tangaroa - il dio Maori della creazione, della pesca e del tempo - è stato sostituito da campane e messe dato che dall’avvento dei missionari, la popolazione delle Cook è prevalentemente protestante.  E quindi vedrete una masnada di chiese, cimiteri a ridosso delle onde e nei giardini delle case, accanto agli hibiscus, ci sono le croci di chi non c’è più. Difficile non pensare a quanto più liberi e spontanei fossero stati gli abitanti delle Cook prima del'avvento del monotesimo nelle loro vite.  

Viaggi - Ontheroad

Gran posto Chiang Mai; pieno di storia, fascino,streetfood d'autore e sopratutto di Wat. Nessun'altra zona in Tailandia ha infatti più templi di Chiang Mai e dintorni, ma non lasciatevi scoraggiare da cotanta cultura, perchè le attività in di questa seducente città del nord - dove la spettacolare architettura alterna pagode Thai, millenarie mura di cinta, canali ed edifici occidentalizzanti -  spaziano da meravigliosi percorsi naturistici a vibranti mercati notturni come il "Chiang Mai Walking Street". Divisa dal fiume Ping e circondata da rigogliosi Parchi Nazionali (tra cui quello dove sorge il Doi Suthep, uno dei Templi più sacri del paese ndr), Chiang Mai merita almeno due giorni e due notti. Sul dove dormire l'esperienza da non perdere è il 137 Pillars House, raffinato albergo dal sontuoso giardino interno ed eleganti atmosfere coloniali di fine 800'; epoca in cui l'occidente muove i suoi primi passi relativi al commercio di teak nel Siam.   Nelle ore calde (da queste parti l'afa è feroce e implacabile) meglio optare per le gite fuori città dove tra fiumi e alture, s'interagisce con cascate, animali esotici, suggestivi percorsi di trekking ed ovviamente gli elefanti (un pò troppo ammaestrati ma comunque felici perche non sottratti al loro habitat naturale), simpatico simbolo di questa zona della Tailandia. Al calar del sole salite s'un tuc tuc per un tour OnTheRoad dei Wat all'interno delle mura di cinta. Infine, ai primi accenni di languore, la sosta obbligata è al mercato notturno dove il cibo (noodles, stinchi di maiale, cotenna croccante, insalate di papaya, dumplings) è delizioso e preparato espresso e mangiando un piatto tipico da ogni bancarella è difficile superare i 2,50 euro a persona. 

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Fiabe, icone, miti, ossessioni e psicadelia. Nel nord della Tailandia, a pochi chilometri da Chiang Rai, c'è un tempio distante anni luce dai millenari Wat di Ayutthaya, Sukhothai e Chiang Mai. E' il visionario Wat Rong Phun (Tempio Bianco ndr) progettato dal pittore Chalermchai Kositpipat e costruito per buddisti ed induisti; e quest'ultima è solo una delle sue tante particolarità. L'altra sono evocative immagini come quella sopra e che il Tempio -  costruito a partire dal 1997 - s'ispira al modello della Sagrada Familia (non per architettura ma nel senso che pur essendo già un importante luogo di pellegrinaggio per monaci e fedeli il progetto è ancora un work in progress ndr) e non verrà completato per un'altra cinquantina d'anni. Inoltre, nel Maggio scorso, il Wat Rong Phun è stato pesantemente danneggiato da un terremoto, gettando nello sconforto l'artista, che aveva dedicato anni e anni del suo tempo ai milioni di minuziosi particolari della struttura, costruita con gesso e specchi. Se l'esterno si attiene - seppur con enfasi contemporanea - ai canoni estetici e architettonici dei templi buddisti e della pagode Thai, la grande sorpresa è all'interno, dove le raffigurazioni sui muri, invece di ritrarre l'eterna battaglia tra demoni e divinità buddiste, raccontano i fatti più importanti degli ultimi vent'anni con tutte le icone occidentali attorno.  Il luogo di preghiera è dunque contornato da pitture di Mickey Mouse, Freddy Kruger, The Matrix, i Rolling Stones, dalle le Torri Gemelle in fiamme ed altre calamità, naturali e non, accadute a cavallo del Secolo Breve e del nuovo millennio.  

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