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Xyloskalo; Mille scalini con vista Montagne Bianche
Scritto il 2014-06-06
da Matteo Morichini
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Cosa fare

Fonte: Matteo Morichini

Tra le zone meno frequentate e conosciute di Creta c’è il suggestivo altipiano di Omalos; un remoto spicchio di terra avvolto dalle magnifiche Montagne Bianche (Lefka Ori) con vette, panorami ed un feeling che davvero non ti aspetti da un’isola. Anche qui il turismo è presso che inesistente, perché chi decide di esplorare la Gola di Samaria di solito comincia il suo trekking dal mare. Un grande errore a nostro parere, perché oltre ad evitarsi barconi con gente a mò di asparagi nel bollitore, l’esperienza Omalos e l’ascesa nella gola dall’alto, rientra nei “must” per chiunque visiti l’isola di Minosse.

Fonte: Matteo Morichini

Le montagne bianche viste da Xyloskalo

Le montagne bianche viste da Xyloskalo

Partendo dal versante sud-occidentale di Creta, ad Omalos si arriva dopo una lunga serie di tornanti da percorrere con il mare alle spalle. Riconoscere la meta è facile; zero centri abitati ma solo capre, monti, qualche pala eolica, boschi e casette sparpagliate lungo l’unica via di accesso, dove c’è anche l’unico albergo; l'accogliente Agriorodo. E così per il mangiare. Ad Omalos si pranza e si cena solo da Xyloskalo; un edificio del 1800 costruito in pietra con cibo casalingo, economico ed eccellente da consumarsi preferibilmente sul balcone. Che ha una vista unica al mondo; l’incipit della Gola di Samaria sotto, le vette più alte di Creta davanti, un tramonto che colora le montagne con tutte le tonalità del rosa, e la vetta dove sgorga l’acqua più buona e famosa di tutta la Grecia; l’acqua di Samaria.

Fonte: Matteo Morichini

Il tramonto dal balcone di Xyloskalo

Il tramonto dal balcone di Xyloskalo

Fonte: Matteo Morichini

Laghetti lungo i 14 km della gola di Samaria

Laghetti lungo i 14 km della gola di Samaria

Xyloskalo è una taverna a conduzione famigliare con ottime verdure e carni dell’altipiano e la deliziosissima Sfakia Pie; una sorta di crepe ripiena di formaggio e coperta di miele originaria di Chora Sfakia.

Fonte: Matteo Morichini

I piatti di Xyloskalo

I piatti di Xyloskalo

Da Xyloskalo partono numerose escursioni a piedi; in alto verso la sorgente (3 ore per salire e altrettante per scendere ndr) ed il cammino lungo la Gola di Samaria, che essendo lunga 14 chilometri, può essere percorsa in un'unica direzione perché il terreno è impervio e l’andata e ritorno in giornata (che significa farsi 28 km a piedi) è piuttosto proibitiva.

Il sito archeologico di Festo (Phaestos), a 55 chilometri da Heraklion, è uno dei "must" dell'isola di Creta.  Secondo la mitologia, il Re di questa città nel cuore della pianura di Messala, era Radamante, figlio di Zeus e fratello di Minosse (clicca qui per leggere il racconto di OnTheRoad sul Palazzo di Cnosso). Festo, prosperosa e all'avanguardia, sorge in una zona di ulivi e macchia mediterranea e fù abitata fino al II secolo A.C. prima di essere distrutta dalla rivale Gortys. Gli scavi  - eseguiti dalla Scuola Italiana di Archeologia - risalgono all'inizio del 900' ed oltre alle interessanti planimetrie e reperti oggi esposti al Museo di Heraklion, riportarono alla luce un importante palazzo del 1700 A.C. che venne annientato dall'eruzione vulcanica di Thira. Storia e storie dunque, come nell'antico sito archeologico di Falasarna nel versante nord occidentale dell'isola. Rispetto a Cnosso e Festo, Falasarna non è altrettanto monumentale ed è storicamente meno importante, ma Falasarna, uno dei primi attracchi sul Mar Libico, è più intima, evocativa e affascinante. Ed ha il non trascurabile bonus di essere adiacente ad una delle spiagge - di Falasarna appunto - più belle e suggestive di Creta.

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Fodele è un grazioso paesino sospeso nel tempo ed una delle mete più sottovalutate di Creta; poche case, una natura fresca e rigogliosa e due attrazioni di assoluta rilevanza storica e culturale. La prima è la casa dove nel 1541 nacque il grande pittore Domenikos Theotokopolous conosciuto ai più con il nome di "El Greco". Perchè così lo chiamavano alla Serenissima (dove Domenikos raccoglie ed integra nei suoi quadri elementi manieristi e del rinascimento veneziano) e poi a Toledo, dove El Greco lavorò al servizio della Corte dal 1577 fino alla sua scomparsa nel 1614. Oggi le sue opere, alcune delle quali esposte al secondo piano del Prado di Madrid accanto a quadri di Goya e Velazquez, hanno un valore inestimabile. Lo stile di El Greco si riconosce a prima vista e da molto distante; colori fluorescenti, figure dalle forme sinuosamente allungate, visioni e fantasia sono i tratti caratterizzanti di un genio, che trovò l'ispirazione artistica anche nell'incontro tra arte bizantina e pittura occidentale. E Fodele è il posto giusto per approfondire la natura di questo incontro che ha cambiato il modo d'intendere la pittura ed ha profondamente influenzato una lunga serie di artisti nei secoli a venire.  Proprio davanti alla casa di El Greco - che è anche un magnifico posto in cui rilassarsi all'ombra di ulivi secolari - sorge la chiesa bizantina (foto sopra) più antica di Creta dedicata all'Annunciazione della Vergine Maria.  Un luogo mistico, suggestivo e poetico, sospeso nel tempo come Fodele stessa e come le mura in cui Domenikos Theotokopolous mosse i suoi primi e già straordinari passi nel mondo dell'arte.

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Nonostante un restauro che sembra commissionato da un rapper pieno di soldi per la sua casa di Hollywood, il Palazzo di Cnosso rientra tra le cose da vedere almeno una volta nella vita. E no, non c’è il labirinto costruito da Dedalo e Icaro per volere del Re Minosse ed il Minotauro non ha mai abitato qui. Anche se gli affreschi (riportati alla luce con cromie che fanno molto Dinseyland) dell’uomo-toro e le sue amabili gesta di certo non mancano. Se pensate, a ragione, che la mitologia è molto affascinante, a Cnosso la realtà lo è ancora di più. Costruito a partire dal 2000 a.C. il monumentale palazzo è infatti il più importante sito archeologico dell’età del bronzo a Creta. Quasi una città stato, per l’epoca avveniristica e meraviglioso, legata a doppio filo (giusto per restare in tema) ai miti e paradigmi della Grecia classica (vedi Teseo, Arianna, l’amore, la vendetta, la guerra) che ha profondamente influenzato la vita di allora, diventando un imprescindibile epicentro storico, religioso e culturale per tutta la civiltà Minoica. Civiltà che guardava oltre il mare, dedita alle arti, al progresso e al commercio, con una corsia preferenziale verso l’Egitto. Per questo tutti gli affreschi – come i famosissimi delfini e tutte le altre rappresentazioni di animali, creature, persone – utilizzano tecniche e prospettive nate lungo il Nilo e attorno alle Piramidi. Il palazzo di Minosse (le stanze del Re e della Regina valgono il prezzo del biglietto) sorge, ovviamente, in un luogo strategico che consentiva ai minoici di controllare le valli e il mare, distante cinque chilometri dall’ingresso. Anche senza essere esperti conoscitori dell’arte classica e delle antiche civiltà elleniche, Cnosso è un’incursione millenaria nel cuore di una civiltà sottovalutata da molti ed una splendida passeggiata nella storia circondati da un paesaggio di valli, cipressi e olivi. L’unica nota davvero davvero stonata, sorvolando sull’immancabile bazar di souvenir, corna di toro e Minotauri adiacente all'ingresso, è, appunto, la pesante mano di Evans che ha curato il restauro del Palazzo all'inizio del secolo scorso. L’apprezzatissimo accademico di Oxford ha stravolto l’armonia e le cromie di Cnosso utilizzando colori e raffigurazioni che starebbero certamente bene in un albergo di Las Vegas, ma assolutamente fuori luogo per un Palazzo di 4000 anni fa.

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