LIFESTYLE
Mercati di Bangkok; quando il cibo è una religione
Scritto il 2014-06-21
da Matteo Morichini
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Dove mangiare

Fonte: Matteo Morichini

In Tailandia molte case non hanno la cappa e questo rende la trasformazione del cibo da crudo al cotto piuttosto difficoltosa e pericolosa. Ma il lato positivo dell'inusuale carenza, sopratutto per un paese dalla cultura culinaria sopraffina, è una fantastica e inimitabile offerta di streetfood all'interno di brulicanti mercati dai mille profumi (non tutti deliziosi), prodotti e colori.

Fonte: Matteo Morichini

Granchi al Mercato di Samrong; vengono cucinati con il curry rosso

Granchi al Mercato di Samrong; vengono cucinati con il curry rosso

Fonte: Matteo Morichini

Frutti esotici a Samrong

Frutti esotici a Samrong

Uno dei più interessanti è Samrong a Samut Prakan, e la garanzia di qualità arriva dal fatto che buona parte dei ristoratori di Bangkok viene qui a fare la spesa. Mentre per chi cerca un pasto veloce non c'è che l'imbarazzo della scelta (polpette di maiale, curry verdi o rossi, pesci allo spiedo, cotenna croccante, dim sum, involtini, pesci fritti) con il cibo di strada preparato al  momento ed inserito in sacchetti di plastica trasparente, contenitore d'elezione del food-to-go in tutto il paese.

Fonte: Matteo Morichini

Pesce fritto e impacchettato per l'asporto

Pesce fritto e impacchettato per l'asporto

Oltre ai grandi classici (granchi, seppie, pescato di vario genere, tiger prawns, polli e galline zompettanti, tutti i tagli del maiale possibili, riso, spezie, frutta e verdura) nei vari stand troverete rane vive e vegete, locuste, bruchi, dragon fruit, pesci gatto sguscianti e tutti quei deliziosi ingredineti - lemongrass, zenzero, galangal, foglie di pandan, peperoncini, coriandolo, basilico thai, pepe, noce moscata, salsa di pesce, curry, choy sum - che rendono ogni morso del cibo tailandese un esplosione sensoriale.

Fonte: Matteo Morichini

la locusta è servita; calda e croccante

la locusta è servita; calda e croccante

Fonte: Matteo Morichini

verdure Thai al Mercato di Samrong

verdure Thai al Mercato di Samrong

A questo proposito, oggi e domani da Eataly a Roma c'è una due giorni dedicata alla cucina tailandese; si chiama Thai Food Festival ed è un evento da non perdere non solo per gli amanti dei sapori asiatici, ma per chiunque volesse assaggiare un cibo unico nel suo genere, in perenne equilibrio tra dolce, amaro, piccante e salato. I quattro pilastri della cucina Thai.

Fiabe, icone, miti, ossessioni e psicadelia. Nel nord della Tailandia, a pochi chilometri da Chiang Rai, c'è un tempio distante anni luce dai millenari Wat di Ayutthaya, Sukhothai e Chiang Mai. E' il visionario Wat Rong Phun (Tempio Bianco ndr) progettato dal pittore Chalermchai Kositpipat e costruito per buddisti ed induisti; e quest'ultima è solo una delle sue tante particolarità. L'altra sono evocative immagini come quella sopra e che il Tempio -  costruito a partire dal 1997 - s'ispira al modello della Sagrada Familia (non per architettura ma nel senso che pur essendo già un importante luogo di pellegrinaggio per monaci e fedeli il progetto è ancora un work in progress ndr) e non verrà completato per un'altra cinquantina d'anni. Inoltre, nel Maggio scorso, il Wat Rong Phun è stato pesantemente danneggiato da un terremoto, gettando nello sconforto l'artista, che aveva dedicato anni e anni del suo tempo ai milioni di minuziosi particolari della struttura, costruita con gesso e specchi. Se l'esterno si attiene - seppur con enfasi contemporanea - ai canoni estetici e architettonici dei templi buddisti e della pagode Thai, la grande sorpresa è all'interno, dove le raffigurazioni sui muri, invece di ritrarre l'eterna battaglia tra demoni e divinità buddiste, raccontano i fatti più importanti degli ultimi vent'anni con tutte le icone occidentali attorno.  Il luogo di preghiera è dunque contornato da pitture di Mickey Mouse, Freddy Kruger, The Matrix, i Rolling Stones, dalle le Torri Gemelle in fiamme ed altre calamità, naturali e non, accadute a cavallo del Secolo Breve e del nuovo millennio.  

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Sacro e profano, modernità e tradizione, la quiete più assoluta ed il caos più totale sono solo alcuni degli ossimori di Bangkok, che oltre ad essere sconfinata e ricca di storia, storie e cultura, è anche una delle metropoli più divertenti, cosmopolite, mondane ed interessanti al mondo. Per conoscere davvero la capitale tailandese una settimana è appena sufficiente ma il tempo è spesso tiranno e questa è l'itinerario di OnTheRoad per vivere il meglio di Bangkok in poco più 24 ore. Il corridoio che unisce la struttura principale del the Siam alla sala colazioni con vista fiume Chao PrayaSveglia di buon ora al The Siam Hotel e dopo una rinvigorente colazione sulle sponde del fiume Chao Praya, il nostro consiglio è di reperire una guida con autista tramite l'Ente Nazionale del Turismo Tailandese che vi porterà nei siti di maggiore interesse storico. Prima tappa Palazzo Reale; un luogo splendido e scintillante dove le architetture che hanno fatto la storia del Siam - Khmer, Birmane, Thai - convivono in perfetta simbiosi mentre le raffigurazioni dai riflessi dorati sui muri raccontano l'eterna battaglia tra demoni e divinità buddiste. Seconda tappa il celebre Budda sdraiato dal sorriso dolce e l'aria sognante. Non dimenticatevi di mettere una monetina in ciascuno dei contenitori di rame lungo il Budda e di esprimere un desiderio. Terza tappa il mercato di Samrong con il suo favoloso street-food e tutti i prodotti gastronomici utilizzati dai migliori ristoratori di Bangkok. Quarta tappa crociera lungo il fiume Chao Praya per scoprire la vita lungo i canali ed ammirare il Wat-Arun - tempio simbolo del turismo Tailandese - al tramonto. L'escursione può essere effetutata con le classiche long tail boat oppure, se alloggiate al The Siam, con la lancia privata ad uso esclusivo per gli ospiti dell'albergo. Al calar del sole, lo Sky Bar ed il Vertigo offrono viste mozzafiato sulla Bangkok by night e per chiudere la giornata in bellezza la cena è al pluridecorato Ristorante Celadon presso il Sukhothai Hotel parte dei The Leading Hotels of the World.    

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Quando il turismo cessa di esistere e la strada verso Mae Salong diventa progressivamente più stretta e tortuosa, siete in zona Phu Chaisai Mountain Resort; un eco-struttura rustica e molto mistica circondata dai monti che precedono e avvolgono il Triangolo d'Oro. Ma se il decantato punto sul fiume Mekong in cui convergono Laos, Birmania e Tailandia non è particolarmente memorabile, il Phu Chaisai è ciò che può giustificare il viaggio fino all'estremo nord della Tailandia. A patti di essere amanti della natura perchè su questa collina immersa nella foresta tropicale, le parole d'ordine sono rispetto del territorio e compatibilità ambientale; camere di bamboo, spa integrata nel verde, piscina infinity tra i banani, colazione con prodotti locali e gong al tramonto. E quando cala la notte lo spettacolo è cortesia delle centinaia di lucciole danzanti con il gracidare della rane che abitano attorno al laghetto come colonna sonora. Pura poesia di suoni e vibrazioni che una volta si potevano ascoltare e ammirare anche in'Italia. Il Phu Chaisai è anche un ottimo punto di partenza per numerose escursioni; Chiang Rai è 40km a sud,  il Triangolo d'Oro e le gite sul Mekong  sono a circa 25 km ad est mentre muovendosi in direzione nord-ovest, verso il confine con la Birmania, ci sono percorsi di trekking, fiumi, risaie, distese di thè (una volta si coltivavano altri prodotti), paesaggi antichi e paesini isolati dove la Tailandia è ancora quella dell'immediato dopoguerra. Tuttavia anche stare fermi al Phu Chaisai, se uno non si sentisse troppo in colpa a causa del potenziale "non visto", è una splendida opzione. La struttura si evolve lungo un percorso di fiori e gazebi tra curiose incursioni di Buddha ridenti e auto e moto classiche. Dalla piccola reception con il suo cortese personale, parte la scala verso la hall circolare (che poi è uno spazio per il relax e la lettura) con vista panoramica; montagne, foreste, fiumi e la suggestiva foschia che contraddistingue queste latitudini.   Ed a queste latitudini è bene arrivare con un auto adatta al fuoristrada come la Land Rover Discovery, che vi permetterà di scoprire in totale tranquillità le zone più remote e impervie del Triangolo d'Oro. Ma se invece preferite arrivare al Phu Chaisai e non muovervi più per qualche giorno non preoccupatevi, perchè la sensazione è condivisa da tutti gli ospiti del resort.

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