LIFESTYLE
A Roma è tempo di This is Food
Scritto il 2014-05-24
da Matteo Morichini
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Dove mangiare

Fonte: Matteo Morichini

Gastronauti e foodies della capitale unitevi e gioite, perché questo  sarà un weekend dedicato allo street-food più buono di Roma. Ostia e Fregene possono (devono) attendere; This is Food parte oggi alle 18:00 e fino alla mezzanotte di domenica le Officine Farneto si trasformano in un piccolo paradiso del cibo di strada. In questa ex-fabbrica di maioliche circondata dal verde, troverete, suddivisi in una decina di stand, il cibo delle realtà culinarie capitoline più interessanti e gustose.

Fonte: www.thisisrome.it

Soldi finti per cibo vero

Soldi finti per cibo vero

Una delle più intelligenti e innovative è Ciao Checca, il primo laboratorio di gastronomia capitolino ad essere entrato nell’Alleanza dei Cuochi Slow Food. Da Ciao Checca potrete assaggiare un eccezionale Pasta alla Checca, un Patty Melt (la splendida rivisitazione del cheeseburger californiano) da lacrime e piatti della tradizione preparati con due Presidi Slow Food; il purea di Cicerchia di Serra dè Conti e Cicoria ed i ravioli di borraggine con fonduta di Castelmagno.

Fonte: www.thisisrome.it

Una delle realtà presenti a This is Food

Una delle realtà presenti a This is Food

Da non perdere anche i supplì di Supplizio firmati Arcangelo Dandini e la cucina etnica di Zoc. Romeo porta una versione rivisitata del Fish&Chips (per i fan del piatto sappiate che da George a Portobello Road, Londra, fanno un fish&chips che riappacifica con la vita), Hausgarten i suoi bagel Nyc style e ci sarà anche Fish Market con i cartocci di moscardini fritti. Tutto il packaging, tra l’altro lo stesso utilizzato nel day-to-day da Ciao Checca, è completamente compostabile e fornito da Verdiamo. Tra le altre realtà presenti troverete anche Aromaticus, Bancovino, Cantina Ripagrande, Fantastik, La Santeria, Quarto, Osteria Mavi ed una zona gluten-free. Nella spazio all’aperto, oltre a fritti e drinks, è previsto un  Dj-set. L’ingresso costa 5 euro ed il progetto firmato Snob Productions: http://www.thisisrome.it/thisisfood/

Buon appetito a tutti.

Questo weekend l'attenzione del mondo sarà catalizzata sul gran premio di MotoGp che deciderà il mondiale al circuito Ricardo Tormo nei pressi di Cheste. La decisiva sfida tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, è dunque un'ottima scusa per visitare Valencia e OnTheRoad ha preparato questa short-list dedicata alle attrazioni antiche e contemporanee della città con l'aggiunta dei migliori posti dove mangiare nella patria della paella. 1: Cominciamo, appunto, da quest'ultima. La migliore, assieme ad altre proposte a base di pesce freschissimo,  la trovata al ristorante Sausalito al Porto. Altri due ottimi indirizzi dove mangiare sono Casa Montagna e Ciao Checca al Mercado Colon. 2: Città delle Arti e delle Scienze - Il meraviglioso progetto di Santiago Calatrava ha contribuito alla rinascita di Valencia. Visitare la città senza una passeggiata lungo il fiume Turia per osservare da vicino un capolavoro di tecnologia e architettura sarebbe delittuoso. 3: Bere un "horchata" - In pieno centro storico c'è il caffè Santa Catalina; locale storico regolarmente preso d'assalto da turisti e locali diventato famoso grazie all'orzata più buona della città. 4: Barrio del Carmen - Antico, intriso di fascino e conteso tra monumentali chiese, chiostri, piazze, palazzi antichi e vita notturna.  Nel periodo medioavale era il rifugio degli Arabi che lo trasformarono in quartiere aristocratico. Oggi, al calar del sole, le atmosfere gotiche del Barrio sono sinonimo di Movida. 5: Dormire a Las Arenas Balneario - A pochi minuti di auto dal centro, adiacente alla città delle arti e costruito sul mare, troviamo l'indirizzo più lussuoso di Valencia. Parte dei The Leading Hotels of the World, Las Arenas ha regali stanze con vista, servizi di altissimo livello e atmosfere oltre lo sfarzoso.  

Viaggi - Ontheroad

Lo StreeatFoodTruck Festival - manifestazione itinerante dedicata al cibo veloce (non sempre) cucinato - nonostante il nome - all'interno di camionicini, ape e furgoni, è sicuramente una formula di successo (le code nella Città dell'Altra Economia a Roma erano fuori controllo) ma che purtroppo, per molti aspetti, tradisce la quintessenza del concetto che promuove. Perchè i Food Trucks, quantomeno quelli americani che poi hanno lanciato la moda, sono a tutti gli effetti ristoranti all'interno dei quali - o tutto al più con piccole estensioni esterne - il cibo viene preparato, trasformato e declinato per un consumo sul marciapiede. Il bello dei Food Trucks è l'innovativa visione nei confronti del prodotto, la fantasia delle proposte e l'arte di proporre ricette gustose, elaborate e rivisitate di piatti più o meno complessi come il bbq, fusion asiatici, cucina del pan-pacific rim, hamburger gourmet ed invenzioni più o meno originali che se acquistate al ristorante costerebbero un sacco di soldi in più a causa del servizio, le stoviglie, gli affitti e via discorrendo. Tutte cose di cui non vi era praticamente traccia allo StreeatFoodTruck Festival di Roma; dove la maggior parte delle proposte, oltre ad essere parecchio scontate (fritti misti, panini con formaggi e salumi, focacce con mortadella, piadine, supplì, arancini, l'onnipresente gnocco fritto) e quindi piuttosto prive di fantasia, possono essere tranquillamente reperite in quasi tutte le città italiane nei vari format streetfood spuntati come funghi da un pò di anni a questa parte e nei locali della tradizione. E questo tende a smantellare le fondamenta ed annacquare l'essenza dei veri FoodTrucks; che alcuni di voi avranno provato negli Stati Uniti dove innanzitutto spesso non esiste un punto vendita tra quattro mura e dove si spazia da panini vietnamiti a fantastiche reinterpretazioni della tradizione culinaria cinese (vedere per esempio le succulente ricette di Chairman Bao ndr) accompagnati da grafiche accattivanti, ricette energiche e raffinate cucinate utilizzando materie prime sceltissime e sofisticate. Sarà che l'Italia ha poca esperienza in materia Food Truck e  che il cibo (di strada e non) va tanto di moda; due aspetti che hanno consentito alla manifestazione di riscuotere un enorme successo di pubblico nonostante solo una piccolissima percentuale degli espositori presenti abbiano davvero promosso ed attuato un mangiare da marciapiede sano, intelligente, creativo ed originale. Tra i pochi ad essersi distinti - sorvolando sulle variazioni sul tema cheeseburger (ho visto preparare dei panini che gridavano vendetta; pane moscio e non piastrato, carne rinsecchita, lattuga moscia, salse da discount) - segnaliamo Phil's Slow Smoked American Barbecue con panini di maiale sfliacciato cotto per 8 ore, salsa bbq, coleslaw, Farinel OnTheRoad, con le deliziose miasse (piadine medioeveali di farina di mais cotte sui ferri arroventati e ripiene di formaggio, salame e patate), Chef in Viaggio (ricette dalla laguna veneziana) e gli hamburger di Ape Tizer cotti a bassa temperatura.

Tempo libero - Ontheroad

Viene definito in più modi come per esempio Altare della Patria o Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II ma in realtà, il più conosciuto di tutti è "Il Vittoriano". Situato sulla meravigliosa parte romana del Campidoglio, la struttura è nata come omaggio al primo re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia e l'opera, porta la firma di un architetto celebre come Giuseppe Sacconi. Una delle più celebri attrazioni della capitale insieme ad altre strutture importanti di Roma, il Vittoriano nell'attualità è sede culturale e istituzionale di grandissimo livello. A differenza di altri poli, l'Altare della Patria infatti, in molte occasioni sfoggia eventi celebrativi e questo ha fatto sì che nel corso del tempo, sia diventato associato a un simbolo d'identità nazionale. Oltre a momenti ufficiali, il Vittoriano di Roma è anche sede rilevante per la cultura, spesso espone temporanee o concerti dedicati a festività specifiche. Attualmente per esempio è in esposizione la mostra di Mario Sironi e sarà visitabile fino all'8 febbraio 2015. Il focus delle opere di una delle personalità più celebri del Novecento, verterà sul periodo 1885-1961. Mario Sironi non è stato solo un pittore ma anche un grafico, uno scultore, un architetto e un illustratore, ecco perché la sua prolifica attività artistica oggi, viene guardata con somma ammirazione. Chiunque voglia usufruire di una guida, può anche prenotarla con largo anticipo, specialmente per gruppi e scuole ma anche per esigenze individuali. Gli orari della mostra sono i seguenti: tutti i giorni dalle 09:30 alle 19:30, venerdì e sabato fino alle h 23:00 e la domenica fino alle 20:30. I prezzi sono di 9 euro per un biglietto intero, ma ci sono riduzioni notevoli per under 26 e over 65. La prenotazione è vivamente consigliata.  

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