LIFESTYLE
Le Supercar più belle del Salone di Ginevra
Scritto il 2014-03-04
da Matteo Morichini
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Feeling

Fonte: Matteo Morichini

Quello di Ginevra è il salone dell'auto più importante, prestigioso e ricco del mondo. Ma è pur sempre un salone dell'automobile e quindi è anche sfiancante, stordente, ed un attacco a tutti e cinque i sensi. Gusto e olfatto compresi. Gusto nel senso positivo perchè ogni stand prepara manicaretti di varia caratura e c'è la possibilità di mangiare non stop; olfatto perchè non tutti i visitatori profumano di gelsomino. Specie quelli costretti a sobbarcarsi attrezzature tecniche per foto e video.

Fonte: Matteo Morichini

disco volante

Le anteprime stampa dei saloni sono anche una corsa contro il tempo e la sede ideale per fare PR e networking di varia natura. Ma sopratutto, il salone dell'automobile di Ginevra, giunto all'edizione numero 84, è il posto ideale per farsi una bella scorpacciata di supercar e pianificare test-drive con quelle auto che nulla hanno a che fare con la razionalità e tutto con l'emozioni. Ed ecco le nostre preferite; in copertina c'è la nuova McLaren 650 S, che si posizione tra la P1 e la Mp4-12c. Quella sopra non è tanto una supercar quanto un vezzo per i facoltosi. Si chiama Disco Volante, è costruita sul telaio dell'Alfa Romeo 8C ma carrozzeria e interni sono a cura di Touring. Sotto invece trovate una delle anteprime mondiali più attese. La Lamborghini Huracan con motore V10 da 610 cavalli che andrà a sostituire la sempre accativante Gallardo.

Fonte: Matteo Morichini

Lamborghini Huracan

Non potevamo non includere l'auto più veloce del mondo; la sublime, spettacolare, unica e irripetibile Bugatti Veyron, qui in versione Rembrandt. E sotto di lei trovate la nuova Ferrari California Turbo presentata dal Presidente Montezemolo.

Fonte: Matteo Morichini

Veyron Rembrandt

Fonte: Matteo Morichini

Ferrari California T

Che il Salone di Ginevra sia il più importante appuntamento del pianeta dedicato all’automobile lo sanno anche i sassi. Per un paio di settimane infatti, Ginevra mette in stand-by la celebrazione di banche, banchieri, gioielli ed orologi e diventa l’epicentro di novità, progetti e innovazioni legati al mondo delle quattro ruote. E siccome i saloni possono (sono) diventare piuttosto faticosi – per non dire sfiancanti – OnTheRoad ha preparato questa breve guida per godersi tutte le novità del Salone (in programma fino al 15 Marzo) senza uscire  carichi d’invidia, rabbia e frustrazione. 1: E’ paradossale ma qualunque cosa accada non andate al Salone dell’Automobile in automobile. Gli svizzeri al volante hanno la stessa tolleranza di Haider e durante la manifestazione tutto il traffico – dal centro all’aeroporto – è totalmente paralizzato. Scegliete il treno visto che il trasporto su rotaia è il fiore all’occhiello dell’efficiente Svizzera ed un obbligo assoluto durante i giorni del Salone. A meno di non raggiungere la kermesse alle sei del mattino quando la viabilità è ancora a livelli accettabili. 2: Fatevi ospitare da qualche amico, parente o conoscente perché i prezzi di alberghi (che hanno listini esorbitanti anche in bassa stagione), pensioni, b&b e affittacamere durante il Salone getterebbero sul lastrico anche Paul Allen. Oppure scegliete qualche struttura in Francia, assicurandovi però che la località sia collegata con Ginevra con qualche forma di trasporto pubblico che non sia autobus o automobile. 3: Se siete single sappiate che con la nutrita schiera di ragazze immagine accanto alle auto non c’è trippa per gatti. Nel senso che le giovani e avvenenti fanciulle non ne possono più di strare in piedi e dopo dodici ore passate con i tacchi 15’ ai piedi negli stand, l’ultimo dei loro pensieri è flirtare con uomini eccitati. Se invece siete al Salone con la vostra dolce metà cercate di mantenere un contegno dinnanzi a co-tanta abbondanza. 4: Arrivate riposati e mentalmente preparati ad un esplosione di suoni, musiche (più o meno inascoltabili), forme, colori, gadget e filmati. Visitate un paio di stand poi uscite a respirare un po’ d’aria fresca ed ascoltare un briciolo di quiete. Quindi rientrate e dopo un paio di stand ripetete quanto sopra. Se cercate di vedere tutto tutto d’un fiato lascerete il Salone con pochi ricordi molto confusi.

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Ginevra è una città assurdamente costosa e piuttosto autoreferenziale. Ginevra è anche un luogo in cui anche la ricchezza più opulenta è cosa assolutamente scontata, il lusso più estremo ordinaria amministrazione, e tra le pieghe della sua immagine elegante ed ordinata si celano un mucchio di storie torbide. Nonostante l'indiscutibile scenografia del lago e dei picchi innevati circostanti, il fascino del centro storico e gli aristocratici palazzi a bordo acqua, Ginevra non fa per me. Il traffico procede a singhiozzi ed è dominato da una rigidità ingiustificata, le continue pubblicità di gioielli, orologi, banche e fondi d'investimento dopo un pò irritano, e la mentalità è piuttosto quadrata e spesso intollerante (vedi frontiere chiuse agli stranieri) nei confronti di qualsiasi cosa esca dagli schemi locali. Tuttavia, quando si lavora nel settore dell'automobile, il Salone adiacente al trasandato aeroporto è imperdibile per moltissime ragioni; networking, PR, novità, strategie, alleanze, acquisti, accordi. Succede tutto al PalaExpo, luogo da cui si misura il futuro del settore e dove il Gotha del mondo a quattro ruote arriva al gran completo e in'alta uniforme accompagnato da proclami, promesse e fanfare. Ed è giusto così, perchè il Salone dell'Automobile di Ginevra è il più ricco, prestigioso, scenografico e importante del mondo e bastano due passi tra gli avveniristici e patinati "stand" per capire quanti uomini, soldi e cose smuovano le macchine e tutto ciò che gli gravita attorno. L'auto, piaccia o meno, resta una necessità e dagli umori del Palaexpo capisci che il paziente non solo non ha la febbre, ma gode anche di una discreta salute. Questo se si guarda fuori dall'Europa, in ripresa ma comunque mezza moribonda rispetto a Cina, States ed alcuni Brics. Da Ginevra capisci che il lusso sarà sempre in auge (nel 2013 Bentley, Bugatti e Rolls Royce hanno fatto incetta di record), che grazie al cielo le Supercar continueranno a far parte della nostra vita (vedere la McLaren 650s, la nuova Koenigsegg, la Lamborghini Huracan, la Veyron Rembrandt) con abiti sempre più belli e futuristici e cuori sempre più verdi. Da Ginevra 2014 capisci anche che piccolo è bello; che il downsizing sarà la chiave di volta per molti anni a venire. Che i Suv compatti, dalla nuova Jeep Renegade passando per la Porsche Macan, stanno rimpiazzando in toto le station wagon. Il perchè ci sfugge ma tant'è. Le utilitarie poi, un tempo essenziali scatolette all'insegna della semplicità, stanno diventano più ricercate nel design, più tecnologiche nei contenuti, più modaiole, prestazionali e contaminate da altri segmenti.  Fino a lunedi cuv non aveva significato alcuno e invece adesso cuv sta per crossover urban vehicle, acronomo che la casa di Russelheim ha applicato alla Adam Rocks, con cui siamo andati a spasso come passeggeri mentre il Ceo Opel Karl-Thomas Neumann era al volante e ci spiegava progetti e strategie. Succede solo a Ginevra.

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