LIFESTYLE
Dietro le quinte del Crash-Test Volvo
Scritto il 2014-02-19
da Matteo Morichini
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Presentazioni

Fonte: Volvo Press

Goteborg. La sirena suona. Qualcuno apre la porta blindata dall'interno digitando un lungo codice. Ci accomodiamo nelle scalinate guardando il cuore del Centro Sicurezza dall'alto. A separarci dall'azione solo una vetrata; spessa come un muro perchè quando l'auto colpirà la barriera di acciaio rinforzato pesante 850 tonnellate, i detriti schizzeranno per centinaia di metri. Sotto di noi c'è un via vai convulso di persone ed apparecchiature tecniche. Il crash-test è imminente, e siccome costa un occhio della testa, nulla può essere lasciato al caso. Per preparare uno "scontro" come quello a cui stiamo per assistere serve una settimana di lavoro. Più altri altri sette giorni per la "post-produzione", dove la Volvo analizzerà i filmati dalle centinaia di telecamere ad altissima definizione rallentando ogni singolo "frame" per  raccogliere tutti i preziosi dati.

Fonte: Volvo Press

Dummies

La sirena suona ancora una volta; le luci si spengono e lo speaker inizia il countdown. Sentiamo il rumore avvicinarsi; è la Volvo V40 che viaggia sulla rotaia al centro del lungo tunnel ad una velocità 64 km/h. Pochi? Pensavamo di si anche noi, fino a quando si accendono i riflettori e la macchina impatta la barriera, il retrotreno si alza e  la compatta di 1.4 tonnellate viene sputata di lato come fosse un fuscello accompagnata da quel terrificante suono di lamiere contorte e vetri infranti tipico degli incidenti stradali. Prima di proseguire è bene guardare il video sotto.

Ecco, adesso che lo avete visto pensate a cosa può accadere a velocità autostradali. In questo caso la V40 è quasi da buttar via, ma ciò che conta è che l'abitacolo è rimasto intatto.

Fonte: Matteo Morichini

Crash test

Il Centro Sicurezza Volvo effettua tra i 200 e i 250 crash test l'anno. Ogni Crash-Test Dummy, che non sono manichini ma sofisticati collettori di dati, costano 100,000 euro l'uno, e qui ce ne sono un centinaio declinati in uomini, donne e bambini. Nel Safety Centre ci sono anche una dozzina di alci meccanici, perchè in Svezia capita spesso d'incrociarli per strada, sopratutto al nord, in Lapponia. Ed è bene che la macchina sia strutturata per assorbire l'impatto senza che le corna decapitino i passeggeri. E così per le renne.

Fonte: Volvo press

il tunnel

Il Centro Sicurezza Volvo di Goteborg è un polo di eccellenza per ricerca, sviluppo e prevenzione degli incidenti. Un laboratorio dove vengono ricreate le condizioni di guida reale con capolavori ingegneristici come il tunnel di lancio che ricorda tanto i fotogrammi di 2001 Odissea nello Spazio, la barriera di 850 tonnellate che si sposta su cuscinetti d'aria e le più avanzate tecnologie possibili perche la sicurezza che ha reso famosa la Volvo, resti sempre al centro del progetto.  Costi quel che costi.

Fonte: Volvo Press

Back crash

Difficilmente uno si sveglia al mattino e dice “voglio proprio vedere Goteborg”. Perché è distante, fredda, non particolarmente ridente e quando si decide di andare in Svezia di solito le destinazioni sono Stoccolma e Lapponia. Tuttavia se vi doveste trovare nella città del castello (Borg) sul fiume (Gote), magari perche invitati dalla Volvo per assistere ad un crash test (cosa probabile no?), sappiate che vedrete cose belle e appaganti. Soprattutto se la vostra coscienza civica è offesa e intristita da come l’Italia  (non) mantiene le sue città svilendo molti patrimoni artistici. Goteborg è stata fondata 12,000 anni fa ma non è un trionfo di edifici storici e opere sublimi – c’è la ricostruzione di una nave che secoli fa partì per l’India, un centro storico grazioso, il Museo della Cultura Mondiale progettato da Brisac e Gonzalez ed il Museo dell'Arte con opere di Munch, Rubens e Rembrandt - non poco ma neanche nulla di particolarmente eclatante in relazione ad altre città europee. Quel che Goteborg ha, come tutto il nord Europa beati loro, è civiltà, pulizia, ordine, attenzione all’ambiente ed al benessere dei suoi abitanti. Le strade sono lisce, ben illuminate e quando nevica gli svedesi sull'asfalto, tutto drenante, buttano sabbia e non sale per non danneggiare i terreni. Se guardi le case popolari di Roma viene da piangere, se guardi quelle di Goteborg  ti arriva una ventata di serenità. A volte, anzi quasi sempre, è dalle periferie che si misura la qualità di vita una nazione. E la qualità di una nazione si misura anche dalle idee e dalla gestione di ciò che è pubblico.   Architettura e design meritano un capitolo a parte ed il design scandinavo è tra i migliori del mondo; rigoroso, essenziale, ma comunque caldo, studiato per catturare la luce, perche qui d’inverno le notti non finiscono mai, il cielo è grigio e i colori latitano. In Svezia valorizzano tutto con cromie soavi,verdi tenui, legni di betulla, forme armoniche e rigorose. Il Quality Hotel è un albergo senza particolari fronzoli, costruito in un “wharf” del vecchio porto, e nella sua semplicità incarna a pieno la filosofia scandinava. Come l’aeroporto di Goteborg; pulito, sensato, pieno di oggetti da osservare e con cui interagire, che però non sono in vendita ma posizionati lì per allietare il transito. Proprio come a Fiumicino, proprio come le periferie di Roma.

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