LIFESTYLE
Hydrospeeding in Valsesia
Scritto il 2013-09-30
da Matteo Morichini
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Cosa non fare

Fonte: Matteo Morichini

Per la serie il terrore si dipinse nei suoi occhi c'è uno sport d'acqua dolce chiamato Hydrospeed. L'abbiamo provato in Alagna-Valsesia (Piemonte), ed inserito nella categoria cosa non fare, ma solo perchè siamo dei fifoni. In realtà lo consigliamo a tutti perche buona parte delle persone che lo provano si divertono più degli gnomi mufloni dei boschi. Funziona così; si arriva al centro sport fluviali www.eddyline.it/ ed inizia la vestizione - muta, casco, salvagente - quindi, belli avviluppati in tessuti idrorepellenti si sale s'un pulmino per scendere a valle, dove il fiume, che nel suo primo tratto precipita dal massiccio del Monte Rosa, è un pelino più clemente.

Fonte: Matteo Morichini

fiume sesia

Già dallo sbarco in acqua capisci che l'avventura in giallo sarà piuttosto adrenalinica, con l'ignoto ad aggiungere quel qualcosa in più alla tensione. Indossate le pinne ed allacciato il casco arriva il momento di sdraiarsi s'un guscio mentre una roccia liscia diventa lo scivolo naturale. La gravità fa il suo corso ed entrati nelle acque ghiacciate del fiume Sesia si parte con un briefing tecnico e tanti punti interrogativi. Del tipo: "Sono ancora in tempo per cambiare idea"?

Fonte: Matteo Morichini

slide

No. La guida rassicura e parte. Consiglia le traiettorie ideali "lì no perchè la corrente è molto forte, là neanche perchè ci sono sassi aguzzi" e così via mentre il gruppo tenta di seguire. Tenta appunto, perchè i movimenti in Hydrospeed vanno contro la logica; per virare a sinistra bisogna fare perno a destra. Per evitare una roccia è necessario puntarla. Tutto abbastanza strano per chi è principiante mentre la corrente non da requie, le pietre si susseguono tra le rapide, ed i polpacci sono un tripudio di crampi.

Fonte: Matteo Morichini

more rapids

Dopo ogni sequenza c'è un attimo di quiete nei pochi specchi d'acqua liberi dalle correnti,  e poi si ricomincia. Osservando la guida sembra tutto semplice semplice, ma la sensazione predominante per chi non ha esperienza è quella di non essere mai in controllo. Che tra pietre e rocce affioranti è terrorizzante, perchè pensi, annaspando e con le gambe di rigide come stoccafissi, che ogni manovra tra la schiuma potrebbe essere l'ultima. O almeno questo è il processo mentale, ma nessuno, ci spiegano da Eddyline, si è mai fatto veramente male praticando l'Hydrospeed. Al massimo arriva qualche colpo a caviglie e ginocchia, comunque protetti dalla tuta.

Insomma l'Hydrospeed é un avventura, abbastanza estrema anche a livelli amatoriali, e va interpretata come tale. Ed a parità di percorso è sicuramente più dura e tosta del rafting. Si è più contatto con gli elementi. Anzi si è completamente avvolti da essi. Ma una volta terminata l'escursione, vuoi mettere il gusto di dire ce l'ho fatta, sono sopravvissuto ed integro ed ho il cuore che batte a mille. Che poi è il momento in cui si si sente davvero vivi, e solo per questo motivo, l'Hydrospeed è una delle cose da fare almeno una volta nella vita. 

Fonte: Matteo Morichini

rafting hydrospeeding

Fonte: Matteo Morichini

eddie line