LIFESTYLE
Sahara OnTheCamel? Anche no....
Scritto il 2013-06-10
da Matteo Morichini
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Cosa non fare

Fonte: Matteo Morichini

Dune rosse, giochi di luci ed ombre, soavi geometrie arcuate, il suono del silenzio e i panorami assoluti dell’Erg Chebbi. Questo è il racconto di una notte nel deserto trascorsa in un campo tendato berbero. Una notte da sogno dunque? Non proprio; anzi crediamo che la parola incubo sia decisamente più appropriata. A cominciare dall’escursione in sella al quadrupede più tipico del Sahara. Escursione che di solito dura circa due ore ad andare e due a tornare (il giorno successivo ndr), che terminerete con i calli alle mani, i muscoli contratti, il linguine infiammato e la vostra attrezzatura fotografico rovinata dai granelli di sabbia.

Fonte: Matteo Morichini

Camel Row

Infatti, avendo la scelta, OnTheRoad consiglia di farvi strada tra le dune con una 4x4 guidata da qualcuno che di Sahara s’intende. La Jeep di turno vi porterà in angoli più remoti, più in fretta e senza strappi ai dorsali. Il cammello sarà anche evocativo, tipico, tanto tradizionale da essere parte integrante del paesaggio, ma è anche dannatamente scomodo e parecchio lento. Quindi o si decide di trascorrere ore ed ore di agonia su di esso, oppure non vi riuscirete ad allontanare troppo dalla civiltà. In pratica il cammello, anche se simpatico,  è uno zero sum game come dicono gli inglesi. Il deserto poi è inospitale per definizione. Al mattino la temperatura è appena sopra lo zero, ed alzarsi alle cinque al gelo e intrisi di umidità è piacevole quanto una passeggiata in bermuda tra Roncobilaccio e Barberino a Febbraio. Quando il sole è allo zenith poi ci si sente come uova in padella. Mentre alla sera il vento che arrotonda le dune rosse ti prende a ceffoni, e dopo pochi passi, per altro faticosissimi con le ginocchia che svaniscono nella sabbia, si è più simili a cotolette panate che ad esseri umani.

Fonte: Matteo Morichini

Trame desertiche

Fonte: Matteo Morichini

La tempesta nel Sahara

Pazienza dici, è un piccolo scotto da pagare perche tra poco vedrò un tramonto più epico di Ben Hur e poi Andromeda, Cassiopea e la più bella Via Lattea della mia vita. Poi guardi l’orizzonte e pensi; non così in fretta mia caro, non quando un ammasso di nubi nere provenienti dall’Atlante oscurano il sole e ti rovesciano addosso vagonate d’acqua. Clamoroso. Nel deserto piove cinque giorni l’anno e OnTheRoad era lì. Quindi tanti saluti al falò, alla cena all’aperto, alla luna ed al chill-out sotto le stelle. Dopo una dimenticabile pietanza berbera ed alquanto irritati per non dire altro, proviamo a dormire. Missione improba; l’acqua, come accade con il classico brachetto bagnato, estrapola un gradevole olezzo di cammello dalle tende. Il tanfo regna sovrano e dalle stoffe consunte filtra acqua e sabbia. Ore di sonno pari a zero. L’ideale quando il giorno dopo sai di avere 600 chilometri di guida davanti.

Fonte: Matteo Morichini

Primo piano campo tendato

La notte nel deserto era una delle tappe più attese del viaggio. Per questo, dopo un’accurata selezione, abbiamo contattato Kanz Erremal, http://www.kanzerremal.com/ Hotel di Merzouga, che organizza escursioni nel Sahara chiedendogli supporto per una serata nel loro campo tendato. Scelto perche molto autoctono e spartano in modo da catturare il vero “feel” sahariano di berberi, nomadi e popoli del deserto. Insomma eravamo pieni d’entusiasmo ma purtroppo mai scelta si rivelò meno azzeccata. Magari se non avesse piovuto tutto sarebbe andato come da immaginazione (la sabbia portata dal vento nella tenda  entrava ugualmente), ma proprio perché è piovuto l’esperienza è stata la peggiore del viaggio. Il deserto però è qualcosa di spettacolare e d’imperdibile, specie nelle prime ora del mattino e quando il sole inizia il suo viaggio verso l’altro lato del mondo. Vi lasciamo con un consiglio; se non siete abituati al camping ci sono molte soluzioni per trascorrere notti in campi tendati meno spartani del nostro, che aveva il pregio di essere duro e puro, ma forse un po’ troppo duro e puro per i nostri gusti.

Fonte: Matteo Morichini

Ritorno a Kanz Erremal

Magari te ne rendi conto più dopo che durante, ma ogni viaggio ha una sua luce, educa nel profondo e lascia indelebili ricordi a chi lo ha vissuto. Diventa quindi molto difficile selezionare i più belli, perché ogni esperienza è diversa ma ciò che non cambia mai è l’arricchimento sociologico, emotivo e culturale che ne consegue. Chiaramente più il luogo è esotico, o distante da ciò a cui si è abituati, più le sensazioni saranno forti, presenti, persistenti. OnTheRoad ha particolarmente a cuore natura, cultura e gastronomia, quindi la nostra Top 3 è tarata soprattutto su queste tre voci. Dello shopping ce ne frega poco, dei posti fighetti ancora meno. Amiamo i paesaggi assoluti, il cibo di strada, la storia, l’arte e le abitudini locali. 1: Loop del Marocco con Fiat Freemont; In bilico tra Europa, Africa e medio Oriente, il Marocco è un crocevia di storie, profumi, sapori e culture. In sei giorni, macinando molti km e dormendo molto poco, si passa dal Sahara ai passi dell’Atlante, dalle città imperiali (Fez, Marrakesh, Casablanca, Rabat) a piccoli villaggi come K’laat M’Gouna nella Valle delle Rose. I marocchini sono miti e gentile, i panorami diversissimi e meravigliosi, il cibo squisito, la cultura variopinta, l’artigianato impareggiabile e perdersi nelle labirintiche medine – tra muezzin, minareti e souk – è una di quelle esperienza da fare almeno una volta nella vita. 2: Le Cicladi in 2 Cavalli; Il canto degli Dei, la luce dell’Egeo, il meltemi tra le casette bianche delle Chore, il paesaggio brullo e l’acqua - fresca, cristallina, con tutte le sfumature di blu e verde possibili – più bella del mondo dove fare il bagno. Non è certo un caso che la Grecia sia stata la culla della civiltà più antica d’Europa. La bellezza genera bellezza. È cosi da millenni. Dove altro potevano nascere capolavori come i leoni di Delos, la Venere di Milo, l’anfiteatro di Delphi, le Acropoli di Atene e di Lindos? La Grecia è un paese che  ti avvolge il cuore per non lasciarlo più. E delle sue 2000 e passa isole, le Cicladi -tra tutte  Sifnos, Milos e Amorgos- sono le più spettacolari e poetiche. 3: Viaggio nei Beniculturali italiani in Vanquish; Diamo sempre per scontato ciò che possediamo e soprattutto ciò che viene facile. E così è per i nostri capolavori. Dentro ai confini italiani c’è il 68 percento del patrimonio artistico mondiale. Il 68 percento. Il che significa che tutto il resto del mondo si divide il restante 32. Pochi se ne rendono conto e per rinfrescarsi la memoria copiate il viaggio di OnTheRoad in Vanquish – Torino, Firenze, Siena, Roma, l’Umbria, le Marche e la Romagna – visitando chiese, duomi, affreschi, facciate, statue, monumenti, piazze – per illuminarvi d’immenso con il non trascurabile extra del cibo migliore del mondo e quei paesaggi che hanno ispirato, nel corso dei millenni, artisti, architetti, pittori e visionari.

Viaggi - Ontheroad

Chi sentiva la mancanza dei paesaggi originali della Parigi-Dakar, avrà trovato parziale consolazione nel Rallye du Maroc; evento con 850 partecipanti patrocinato da Re Mohammed IV. A questa affascinante sfida nel deserto, vinta dal portoghese Goncalves su Honda davanti agli spagnoli Coma e Barreda, ha preso parte anche il  Presidente dell'Eni Stefano Recchi in sella alla KTM, che ha concluso i tanto scenografici quanto estenuanti 2051 km tra le dune, in 29esima posizione assoluta nella categoria Moto. Un risultato niente male per un amatore con la passione per il motocross, ed anche un modo per testimoniare in prima persona l'impegno dell'Eni nelle competizioni a motore. OnTheRoad, con passo molto più easy e senza l'assillo del cronometro, aveva percorso parte dell'itinerario del Rallye du Maroc, pista sterrata verso l'Erg Chebbi inclusa, durante il viaggio con Fiat Freemont, che potete rileggere qui: http://ontheroad.comunicablog.it/2013/05/loop-del-marocco-in-freemont-2000-km-tra-medine-atlante-palmeti-dune-e-patrimoni-dellunesco/. Il Marocco è un paese splendido che ricordiamo sempre con molto piacere ed uno dei viaggi da fare almeno una volta nella vita.  Per chi volesse seguire le orme del Rallye du Maroc e trovare ispirazione per possibili itinerari distanti dal turismo di massa (fatta eccezione per Merzouga ndr), seguite i percorsi della foto sotto. Precauzioni; non partite senza un cellulare satellitare, scegliete un auto con 4 ruote motrici o una moto da fuoristrada e portatevi tanta acqua e vestiti pesanti per le notti sotto le stelle del Sahara.

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