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Pasqua a Venezia; Guida anti-turisti tra arte e bacari
Scritto il 2013-03-25
da Matteo Morichini
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Cosa fare

Fonte: Museo Fortuny Press

I Sassi Segreti del Museo Fortuny; i canali del ghetto ebraico, il sole di Campo Margherita, i tramezzini di San Tomà, l’arsenale e la vista sulle isole, la Vedova alla Cà d’Oro o la Bitta al Rialto, i cicchetti dei Do Mori a San Polo e la Fondazione Solomon R. Guggenheim; cioè la casa di Peggy sul Canal Grande con al suo interno quadretti privi di valore di Rothko, Picasso, Pollock e Magritte. Un esperienza piuttosto imperdibile ma, specie a Pasqua e dintorni, da fare la mattina presto. Prima che arrivi la folla.

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Fonte: Matteo Morichini

Chi ha visitato Venezia durante il Carnevale, a Capodanno e nelle feste comandate, vedi Pasqua, sa bene che razza d’inferno la “Serenissima” sia in termini d’ingorghi umani, file e viabilità pedonale. E c’è anche da dire che a Venezia, così bella, così unica, così speciale, è stato fatto l’impossibile per trasformarla in un baraccone privo di senso dove il ciarpame, i negozi di vetri e souvenir, le locande a menù fisso e le schifezze pre-cotte dei take away sono purtroppo diventati la regola e non l’eccezione.

Fonte: Matteo Morichini

Fonte: Matteo Morichini

OnTheRoad ha costruito un’itinerario tra vetri, arte e stuzzichini per sfuggire a tutto ciò. 11 chiometri a piedi, così la sera si dorme meglio, tra gastronomia tipica dove uscirete sazi ma non spiumati (i prezzi sono comunque sopra la media nazionale), percorsi dimenticati, installazioni ed opere contemporanee, Campi dei veneziani e le calli distanti dal caos di San Marco e zone limitrofe. Un buon punto di partenza è San Tomà e la Basilica dei Frari. Da lì a Campo Margherita, dove è bello sedersi al sole e fare colazione con una spremuta e quei deliziosi tramezzini ultra-farciti tipici della città, sono pochi minuti a piedi. Se di tramezzini ne mangiate cinque o sei (costano 1,50 euro ed hanno farciture gustose e originali)  potete saltare il pranzo e passare direttamente ai cicchetti pomeridiani. Prossima tappa Fondazione Guggenheim finita la quale avete due scelte; arrivare alla Salute e prendere il vaporino per l’Arsenale, oppure attraversare il Ponte dell’Accademia e dirigervi al Museo Fortuny; un tempio di numerosi stili e forme d’arte che riporta alle scenografie di Hugo Cabret ed anche a quella che potrebbe essere la casa del cappellaio Matto. Lì potete ammirare i Sassi Segreti, suggestive opere di vetro di murano ed oro zecchino della Professoressa e Artista Patrizia Molinari, www.patriziamolinari.com, prossima consulente di OntheRoad in un viaggio molto molto speciale.

Fonte: Fortuny Press

Dal Fortuny la sponda di Venezia che guarda l’isola di San Michele, quieta e tranquilla, non è troppo distante. Percorrendo le fondamenta, perdendosi tra ponti e calle quando si ha voglia, si arriva alle spalle di Cà d’oro ed al ghetto ebraico; antico e pieno di fascino. A quel punto, con i piedi gonfi come zampogne, ci si può dirigere verso i Do Mori, cantina del 1500 con ottimi vini e delizie tipo crostini di baccalà mantecato, uova con acciughe, polpette di tonno o merluzzo e altre chicche gastronomiche legate alla tradizione culinaria della città. Anche qui andate presto, appena apre, intorno alle 17, quando c’è poca gente e potrete mangiare in santa pace ammirando la bellezza di questo locale storico.

Fonte: Matteo Morichini

Per cena la Bitta, appena dietro al Rialto sulla sponda San Marco, propone ottimi antipasti e primi squisiti (sopratutto la pasta con la granseola o con le canocie) e abbondanti. Il prezzo oscilla dai 30 ai 45 euro persona. Oppure c’è La Vedova alla Ca d’Oro, altro locale storico che è sepre una garanzia; in entrambi i posti conviene prenotare. E dopo cena due passi fino a Punta della Dogana per aiutare la digestione di schie, linguine al nero, sarde in saor, arrosti di pesce e folpetti.

Fonte: Matteo Morichini