LIFESTYLE
La Cuccetta Pechino - Xi'an
Scritto il 2013-03-12
da Matteo Morichini
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Come muoversi

Lamborghini, Cina. Dalle stelle alle stalle. Espressione sicuramente abusata e sicuramente calzante a ciò che segue.  Dopo aver attraversato mezza Mongolia Interna e buona parte di Pechino con le Gallardo e le Aventador, le Lamborghini rientrano in patria e il viaggio di OnTheRoad verso il sud della Cina prosegue in direzione Xi’an. Con mezzi e alloggi molto diversi; dai bolidi di Sant’Agata saltiamo direttamente su mezzi pubblici e dalle soffici lenzuola del Park Hyatt a 28 stelle passiamo agli ostelli con letti a castello e coperte di lana urticante.

Il capoluogo dello Shaanxi, confine orientale della via della seta, uno delle quattro capitali antiche della Cina e sede del meraviglioso e imperdibile Esercito di Terracotta, poteva essere raggiunta con una banale e indolore ora e mezza di aereo oppure con 12 ore di treno. Inspiegabilmente abbiamo scelto la seconda opzione e per andare sul sicuro acquistiamo i biglietti più cari (sui 70 euro a persona, mica bruscolini) che davano accesso ad una cabina di prima classe con due letti.

Fonte: Matteo Morichini

Fonte: Matteo Morichini

Al termine di una giornata in cui abbiamo visitato la Commune by the Great Wall; costruzioni contemporanee a ridosso di un tratto non ristrutturato e quindi non turistico della Grande Muraglia, lo stadio Olimpico a Nido d’Uccello, la zona 798 con le sue installazioni artistiche  e cercato invano di comunicare con la popolazione locale, problema piuttosto irritante che ci accompagnerà in tutto il resto del viaggio, arriviamo finalmente a Beijing West; più che una stazione una città nella città, con interminabili corridoi, indicazioni esclusivamente in ideogrammi ed una mole di gente che neanche a Piazza san Giovanni nel concerto del 1° Maggio.

Fonte: pgoh.13.com

Siamo in netto ritardo e mentre chiediamo indicazioni disperati, troviamo un’anima pia che spiccica qualche parola d’inglese e ci accompagna al binario corretto. Dove ad apsettarci c'è un treno antidiluviano. L’entità dell’errore diventa lampante non appena saliti sul vagone. L’aria è densa ed umida ed impregnata di gradevoli profumi di cibarie. Una signorina dai modi cortesi ci fa strada fino al nostro compartimento dove con nostra sorpresa, troviamo un uomo seduto nei nostri letti intento a risucchiare una zuppa a base di aglio frullato. L’uomo parlotta con la signorina e scopre di avere sbagliato cabina. Lui esce e l’olezzo resta. Quando il treno inizia la sua marcia verso la pianura alluvionale che ospita Xi’an, dove convergono otto fiumi, ormai troppo inquinati per essere utilizzati come risorse idriche, l’entità dell’errore si fa ancora più imponente. I letti sono tarati sull’altezza media cinese, quindi l’unica posizione possibile è quella della salma con gambe piegate, al tatto le lenzuola scrocchiano come cracker, la cabina è tutto uno spiffero e un cigolio e dai compartimenti adiacenti si odono sputi e rutti, che in Cina sono perfettamente accettabili. Di dormire non se ne parla; primo perché il rumore è assordante, poi per gli spifferi e tre perche trovare una posizione comoda è pressoche impossibile. L’unica soluzione è narcotizzarsi colpendo la testa con veemenza sulle pareti di cartone, sparare un po’ di nonsense sul visto e sul da vedere. Quando arriviamo alla stazione di Xi’an siamo due stracci presi d’assalto da una serie di guida improvvisate. Negoziamo il prezzo e siamo di nuovo OnTheRoad, s’un auto che più sbidonata non si potrebbe. Nel prossimo post parliamo di cosa fare e cosa mangiare a Xi’an.