LIFESTYLE
Pechino in Lamborghini; Smog e Anatre Laccate
Scritto il 2012-12-17
da Matteo Morichini
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Come muoversi

Fonte: Wolfango Spaccarelli

Fosse per la cara, vecchia e stanca Europa, molte case automobilistiche avrebbero già chiuso bottega. Crescita pari a zero, immatricolazioni in caduta libera, paura, scontento, depressione. Il panorama cinese offre scenari opposti. La Cina è ormai la locomotiva del mondo ed il primo mercato per molti costruttori, soprattutto nel settore supercar e lusso. Non a caso, nel 2011, La Lamborghini ha venduto 342 auto nella Repubblica Popolare, il 70 percento in più dell’anno precedente. Ed il mega-concessionario Lamborghini in una delle vie più esclusive di Pechino è un ulteriore segnale di quanto i nuovi ricchi cinesi, e parliamo di circa 80 milioni di persone, siano attratti dalle fuoriserie italiane e da uno stile di vita vistoso e pieno di sfarzi.

Fonte: Wolfango Spaccarelli

Detto ciò, credo che al mondo non esista posto peggiore di Pechino per guidare una Supercar. Ma anche per guidare in generale. E a conti fatti forse è meglio stare a bordo di un mezzo emozionante piuttosto che dentro a un bidone. L’aria è densa e irrespirabile; il traffico lento, perennemente bloccato, caotico. Il cielo è tinto di grigio con lo smog ben oltre i livelli di guardia. L’anidride carbonica s’insinua sotto pelle. I racconti dei tassisti, quei pochi con cui si riesce a comunicare, sono allarmanti. Capita, soprattutto a ridosso dei weekend e nelle feste comandate, che nell’ora di punta, temutissima dai residenti, i pendolari impieghino anche 5 ore per percorrere una decina di chilometri. C’è anche chi lascia l’auto per strada e prosegue a piedi.

Fonte: Wlfango Spaccarelli

Pechino ha quasi 20 milioni di abitanti e circa 5 milioni di auto. Che non è un numero esagerato proporzionato ai residenti, ma è quel che basta per creare ingorghi in ognuno dei 6 raccordi che circondano la capitale. In più molte auto sputano dal tubo di scappamento dosi di Co2 paragonabili a quelle di un tir indiano costruito nel 1950. Di recente il governo ha invitato la gente ad utilizzare la bicicletta invece dell’auto. Ma le distanze pechinesi, dove tra l’altro molte vie non hanno numeri civici rendendo ogni spostamento un terno al lotto, sono proibitive, ed i cinesi, quelli che faticosamente si sono avvicinati allo stile di vita occidentale, non sono certo disposti a tornare alla mobilità dei tempi di Mao. Di conseguenza, in termini di traffico, Pechino sarà sempre peggio.

Fonte: Wolfango Spaccarelli

Pechino è una città maestosa e architettonicamente disarmonica. L’antico è ormai sovrastato dal contemporaneo. Ritmi frenetici e sempre qualcosa da fare, vedere, esplorare. Per chi ama la cucina cinese le proposte culinarie, a volte deliziose altre terrorizzanti, abbondano. Dal punto di vista storico artistico, servirebbe almeno una settimana solo per visitare con la dovuta calma la Città Proibita, Piazza Tienamen (sempre piena zeppa di polizia in borghese e in divisa, telecamere, controlli a raggi x) gli Hutong, il Tempio del Cielo, il Mausoleo di Mao Tes Tong,

Fonte: Wolfango Spaccarelli

ed il Palazzo d’Estate. A bordo dell’Aventador e di una Gallardo Superleggera, siamo passati accanto ai punti cardine della città, dando, quando il traffico si diradava un poco, una bella sgasata per gustarsi il sound dei V10 e V12 made in Lambo.

Fonte: Wolfango Spaccarelli

C’è da dire che nonostante la potenza smodata, l’assetto da supersportiva e la filosofia costruttiva dei bolidi di Sant’Agata, con le Lamborghini si può tranquillamente “passeggiare” per le immense vie pechinesi, che in’Italia sarebbero autostrade per quanto sono larghe e lunghe. Sia l’Aventador che la Gallardo, con la loro cavalleria possono staccare l’asfalto da terra. Ma al tempo stesso, con un filo di gas e la modalità giusta, risultano facili da guidare e confortevoli.

Fonte: Wolfango Spaccarelli

Un bell’itinerario pechinese con partenza dal sontuoso Park Hyatt, con super ristorante, il China Grill, situato al 66° piano e sempre frequentato d’avvenenti fanciulle, è il seguente: Breve visita al Silk Market, sempre nel quartiere di Chayoang, dove acquistare ogni genera di merce vera o fasulla quale abbigliamento, scarpe, sartorie, sete, perle, telefoni, cose hi-tech e cianfrusaglie locali. Poi vale la pena di farsi due passi a Wangfujing, dove c’è un lungo foodmarket pieno di cibarie interessanti;

Fonte: Wolfango Spaccarelli

dai won-ton, ai dumplings, passando per uccellini glassati, panini con le interiora ed insetti e scorpioni croccanti. Le mura della Città proibita sono a pochi passi, così come piazza Tienamen e il Tempio del Cielo.

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Infine abbiamo attraversato gli Hutong, i vecchi quartieri pechinesi che stanno lentamente scomparendo per poi dirigerci verso la città Olimpica con lo Stadio a Nido d’Uccello.

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Per cena l’anatra alla pechinese è un must assoluto. Poi feste fino all’alba nelle discoteche mentre i locali sgranocchiano zampe di gallina bollite.

Fonte: Wolfango Spaccarelli