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Hailar - Pechino: In Viaggio con la Lamborghini Gallardo (1 di 3)
Scritto il 2012-12-03
da Matteo Morichini
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Itinerari

Fonte: Wolfgango Spaccarelli

Dici Mongolia e l’immaginazione viaggia verso alture incontaminate, montagne, laghi. Natura remota, millenaria. Orizzonti infiniti. Tutto molto bello ed evocativo. Peccato che il discorso cambi radicalmente se la Mongolia in questione è quella interna. Cioè quella annessa senza troppi complimenti dagli amabili cinesi, che pur piazzando statue di Gengis Khan a destra e manca in nome di una tradizione ormai sopraffatta dal progresso, hanno beatamente colonizzato la “Inner Mongolia”, estirpando ogni traccia del passato per far spazio alla modernizzazione sfrenata che contraddistingue ogni angolo della Repubblica Popolare. Fortunatamente, se il viaggio da Hailar a Pechino via Yakeshi, dove sorge un circuito ghiacciato da paura, è a bordo della Lamborghini Gallardo, ci sono molti motivi per essere allegri nonostante la devastazione naturistica.Per esempio; il tempio di Darjeling, quello che vedete nella foto in cima al testo, non è antico. Non è nemmeno vecchio. Tutt’altro. È, anzi, molto più contemporaneo di un’opera di Burri, tanto per rendere l’idea. È stato infatti costruito nel 2010 seguendo l’architettura dei templi Buddisti ed è un ottimo esempio di colonizzazione culturale.

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Appurato che Hailar, capoluogo della Mongolia Interna offriva ben poco, ci siamo diretto verso Yakeshi, e durante il percorso, lungo circa 120 chilometri, abbiamo scoperto che dalla provincia di Hailar, partono migliaia di Tir carichi di Carbone. In sintesi, una buona parte dell’energia Cinese proviene da questa regione remota e inaccessibile. Pensi di vedere betulle e distese bianche, e ti ritrovi tra industrie, fumi bianchi e neve nera.

Fonte: Wolfango Spaccarelli

Fonte: Wolfango Spaccarelli